Recensione: Un sogno tra i fiocchi di neve di Corina Bomann

Trama:

Fin da bambina, Anna non ha mai potuto sopportare il Natale, con tutto il suo corredo di luci colorate, dolci, regali e preparativi frenetici. E anche adesso che è una giovane donna, l’unico modo per superarlo è cercare riparo in qualche località esotica. Ma quest’anno sottrarsi sembra proprio impossibile: il suo adorato fratellino Jonathan le ha strappato la promessa di raggiungerlo per festeggiare con tutta la famiglia, compreso l’insopportabile patrigno. E così, il 23 dicembre, Anna salta su un treno stipato di gente alla volta di Berlino. Un attimo di assopimento – o meglio, quello che sembra un attimo – e si ritrova in una desolata stazione sul Mar Baltico, nel cuore della notte e nel pieno di una tormenta di neve. Impossibile tornare indietro, nessun treno riparte a quell’ora. Ad Anna non resta che chiedere un passaggio a chi capita e affidarsi alla sua buona stella, perché i personaggi che popolano la notte – si sa – sono tra i più disparati: l’autista di uno spazzaneve, un camionista polacco, tre stravaganti vecchiette che appaiono e scompaiono, e un surfista-psicologo-rasta piuttosto attraente…

 

Recensione:

❤️❤️❤️❤️❤️

In ogni caso il giorno prima si era svegliata sul treno quasi alla stessa ora, a duecento chilomentri da lì. L’uomo dello spazzaneve era ancora al lavoro? Ce l’avrebbe fatta a festeggiare il Natale con la moglie? E cosa ne era stato dei numerosi clienti in albergo a Binz? Della gente all’autogrill? Dello studente che voleva fare il capitano e che si vestiva da Babbo Natale? E di Jaroslav, che certamente avrebbe consegnato il suo carico più tardi del previsto? Dei poliziotti che non vedevano l’ora di festeggiare il Natale? Della gentile commessa del negozietto alla stazione di Ludwigslust? Di Micha e dei suoi amici?

[..] Era arrivata. “Ti ho portato un regalo” bisbigliò al fratellino. “L’ho rubato a Babbo Natale durante il viaggio.”

[..] Ora si che era davvero Natale.

 

Anna è una giovane universitaria che studia per diventare una scrittrice. Odia il Natale e ogni anno preferisce fare la valigia e andare in vacanza su una spiaggia assoluta, allontanandosi così dalla sua famiglia, dall’odioso patrigno e dalla città con la sua atmosfera festosa.

Anna stessa non sapeva spiegarsi tanta ostilità nei confronti della festa più attesa e amata. Da piccola non vedeva l’ora di arrivare a dicembre e all’emozionante conto alla rovescia dell’Avvento. Eppure, da un certo momento in poi l’emozione e la gioia dell’attesa avevano lasciato il posto a un sentimento di nausea e insofferenza per il buonismo esasperato del Natale, che ogni anno, puntualmente, bussava alla porta con quasi un mese di anticipo.


Il semestre è finalmente concluso e Anna decide di tornare a casa per poter stare con il fratellino Jonathan, che non vede da troppo tempo, ma è insofferente e tesa perchè non vuole affrontare la madre e il patrigno. Saluta l’anziana signora Hallmann, che assiste durante l’anno, e passa a trovare l’amica Paula prima di dirigersi verso Berlino.

Da quel momento una serie di sfortunati imprevisti dominano il suo viaggio e ci metterà quasi un giorno intero per arrivare finalmente a casa grazie alla compagnia di diversi personaggi.

 

Lo stile di Corina Bomann è semplice e fluido. La narrazione è in prima persona e mi è piaciuto come ha saputo caratterizzare la protagonista Anna e i personaggi che ruotano intorno a lei.

Anna è una ragazza che ha sofferto molto per l’abbandono del padre e con il tempo ha rivolto il suo dolore, tramutandolo in odio, verso il patrigno Gerd. Rifugge dal problema e per questo si sta anche allontanando dalla madre e dal fratellino Jonathan. Il viaggio la aiuterà a capire molte cose, la farà riflettere e, entrando in contatto con gli altri personaggi, capirà anche che per evitare un futuro pieno di solitudine e dolore deve affrontare ciò che ha dentro e.. lasciarsi coinvolgere dal vero spirito del Natale.

“Non puoi dartela a gambe ogni volta che le cose si mettono male” commentò Paula a bassa voce. “Chi vuole affetto, deve cercare affetto, e chi vuol far sapere agli altri cosa desidera, deve dirlo. Quel Gerd ha un incredibile vantaggio: vive con tua madre. E’ logico che lei sposi le sue idee, se tu non fai niente. Voltare le spalle e andarsene dimostra che tu non vuoi avere un rapporto con lei, e così, a poco a poco, crederà di averti persa. Allora cercherà un altro punto di riferimento, ed è lì che troverà Gerd, pronto a confonderla con i suoi pregiudizi e a portarla dalla sua parte. Se non ti decidi a fare qualcosa, la situazione potrà solo peggiorare.”

 

Un romanzo molto delicato e profondo. L’autrice ha saputo affrontare la storia di Anna con semplicità e delicatezza, rendendola qualcosa di unico!