“Sei il mio sole anche di notte” di Amy Harmon

Trama:

Ambrose Young è bellissimo, alto, muscoloso, con lunghi capelli che gli arrivano alle spalle e uno sguardo che brucia di desiderio. Ma è davvero troppo per una come Fern Taylor. Lui è perfetto, il classico protagonista di quei romanzi d’amore che Fern ha sempre adorato leggere. E lei sa bene di non poter essere all’altezza di un ragazzo del genere… Ma la vita a volte prende pieghe inattese. Partito per la guerra dalla piccola cittadina di provincia in cui i due giovani sono cresciuti, Ambrose tornerà trasformato dalla sua esperienza in prima linea: è sfigurato nei lineamenti e profondamente ferito nell’anima. Fern riuscirà ad amarlo anche se non è più bello come prima? Sarà in grado di conquistarlo? Saprà curarlo e ridargli la fiducia in sé? Versione moderna de La bella e la bestia, il nuovo romanzo di Amy Harmon – dopo il grande successo di I cento colori del blu – ci dimostra che in ognuno di noi convivono una parte mostruosa e una meravigliosa creatura e che solo l’amore può essere capace di farle andare d’accordo.

 

Recensione:

La vera bellezza, quella che non svanisce e non crolla, ha bisogno di tempo. Di fatica. Di una resistenza incredibile. È la goccia lenta a creare una stalattite, il tremito della Terra a dare origine alle montagne, il continuo infrangersi delle onde a spezzare le rocce e smussare i margini più aspri. E dalla violenza, dalla foga, dalla furia dei venti, dal rombo delle acque, emerge qualcosa che è migliore, qualcosa che altrimenti non sarebbe mai esistito. Per questo noi resistiamo. Abbiamo fede che esista uno scopo più elevato. Speriamo in qualcosa che non possiamo vedere. Crediamo che ci sia un insegnamento nella perdita, che ci sia potere nell’amore, e che dentro di noi ci sia il potenziale di una bellezza tanto magnifica che i nostri corpi non possono contenerla.

 

Questa è la storia di Fern, Ambrose e Bailey. Fern è innamorata di Ambrose sin da piccola ma lui è troppo distante, troppo perfetto per lei.

Persino il suo nome sembrava uscito da un libro erotico. E Fern lo sapeva bene, avendone letti a migliaia. Maschi alfa, addominali scolpiti, sguardi appassionati, lieto fine assicurato. Ma nessuno era mai stato all’altezza di Ambrose Young. Per Fern, Ambrose era la perfezione assoluta, un dio greco in mezzo ai mortali, un personaggio da fiaba o da film.

Ambrose è bellissimo, è un grande lottatore e la sua squadra è la sua famiglia. Bailey è il migliore amico e cugino di Fern e soffre di distrofia muscolare di Duchenne, una malattia che lo porterà sempre più vicino alla morte.

Questi tre ragazzi vivono nella piccola cittadina di Hannah Lake, poco distante da New York; è il Settembre 2001, quando il mondo assiste al disastro che cambierà per sempre la storia.

E poi la Torre Sud crollò. C’era, e dopo un istante non c’era più. Si dissolse in una gigantesca nuvola bianco sporco che avviluppò ogni cosa, densa di detriti e devastazione.


Da quel giorno il mondo cambia, l’America cambia e il giovane Ambrose, irrequieto, determinato e soffocato dalle aspettative della piccola Hannah Lake che lo vuole futuro campione olimpico, decide di arruolarsi per il bene del proprio Paese e porta con sè i suoi quattro miglior amici.

Al ritorno in patria, Ambrose è un sopravvissuto, sfregiato nell’animo e nel fisico.
Fern è rimasta nella piccola cittadina per non abbandonare Bailey, è cresciuta ma il suo cuore non ha cambiato padrone: il giovane soldato è sempre nei suoi pensieri.

Ambrose inizialmente non si fa avvicinare, ma Fern vince tutte le sue difese e nasce qualcosa di unico e profondo.

“Tu pensi al mio aspetto quando mi baci?”
“Si”. Aveva la voce roca. “Penso ai tuoi lunghi capelli rossi, alla tua bocca dolce, alla sensazione del tuo corpo addosso al mio, e il mio unico desiderio è toccarti. Dappertutto. E dimentico quanto sono brutto, solo, e confuso a morte.
[..] Fern, tu mi fai sentire al sicuro. Mi fai dimenticare. E quando ti bacio vorrei solo poter continuare a farlo. Tutto il resto svanisce. E’ l’unica pace che ho trovato da quando.. da quando..”

 

La canzone perfetta per questo libro è “Esseri umani” di Marco Mengoni

Oggi la gente ti giudica,
per quale immagine hai.
Vede soltanto le maschere,
e non sa nemmeno chi sei.

Devi mostrarti invincibile,
collezionare trofei.
Ma quando piangi in silenzio,
scopri davvero chi sei.

Credo negli esseri umani.
Credo negli esseri umani.
Credo negli esseri umani
che hanno coraggio,
coraggio di essere umani

Prendi la mano e rialzati,
tu puoi fidarti di me.
Io sono uno qualunque,
uno dei tanti, uguale a te.

Ma che splendore che sei,
nella tua fragilità.
E ti ricordo che non siamo soli
a combattere questa realtà.

L’amore, amore, amore
ha vinto, vince, vincerà.
L’amore, amore, amore
ha vinto, vince, vincerà.

 

Sei il mio sole anche di notte” è un romanzo narrato in terza persona, con continui cambiamenti del punto di vista che spostano l’attenzione tra i vari personaggi principali e secondari.

Grazie a questa scelta narrativa e al suo stile scorrevole, il lettore si ritrova subito coinvolto nelle vicende di Fern e Ambrose dagli anni dell’adolescenza all’età più adulta.

La caratterizzazione dei personaggi principali è molto particolare e l’ho davvero apprezzata.
Ambrose è un uomo tormentato e sofferente, trova in Fern una luce a cui aggrapparsi per uscire dal baratro in cui è finito dopo la guerra. Grazie a lei e a Bailey, capisce come affrontare il dolore, come tornare a vivere senza nascondersi per ciò che è e rappresenta. La lezione che gli viene impartita è dura e amara: Ambrose si rende conto che può essere amato nonostante le sue imperfezioni e i suoi sensi di colpa. Capisce di aver sempre guardato a Fern con occhi ciechi e testardi: è bellissima per ciò che è ai suoi occhi.
Va oltre la maschera, per scoprirsi innamorato di lei: piena di vita, forte, coraggiosa, buona e altruista.

“Nell’ultimo anno mi sono sentito come uno di quei fiocchi di neve che facevamo a scuola. Quelli che ricavavi piegando un foglio in un certo modo e poi tagliando e ritagliando fino a fare a brandelli la carta. E’ questo che sembro, un fiocco di neve di carta. E ogni buco ha un nome. E nessuno, nè tu nè io, potrà mai riempire quelli lasciati da qualcun altro. Possiamo solo aiutarci a non cadere in quei buchi rischiando di non venirne mai fuori.
[..]Fern, ho bisogno di te. Non voglio mentire. Ho bisogno di te. Ho bisogno di te perchè soffro quando siamo lontani. Perchè mi rendi pieno di speranze. Mi rendi felice.
[..] Voglio il tuo corpo. La tua bocca. Voglio i tuoi capelli rossi tra le mani. Voglio le tue risate e le tue smorfie buffe. La tua amicizia e i tuoi pensieri ispirati. [..]”

 

Fern, dal canto suo, è una ragazza semplice. Ama leggere e scrivere romanzi rosa, si dedica alla sua famiglia e a Bailey a tempo pieno con amore e dedizione.
Lei e Bailey sono due personaggi che ti entrano nell’anima con la loro compassione, le loro risate, la loro amicizia e con i loro ragionamenti così puri, così veri.

Uno dei motivi perchè questo genere piace così tanto? Il lettore entra in contatto con personaggi vivi e reali e attraverso un linguaggio semplice, diretto, quasi disarmante queste storie riescono a comunicare delle verità importanti, dal senso della morte a quello della bellezza. 

 

“Come fai a sopportarlo, Bailey? Come si fa a guardare in faccia la morte per tanto tempo?” Lui si strinse nelle spalle e gli lanciò uno sguardo incuriosito. “Parli come se la morte fosse la cosa peggiore dell’universo.”
“E non lo è?”
“Secondo me no. La morte è facile. E’ vivere la parte complicata. […]”
“Perchè proprio io?” “Perchè non proprio tu, Ambrose? E perchè proprio io devo stare su una cavolo di sedia a rotelle?”
“[..] Perchè fatti così terribili devono succedere alle persone buone?”chiese Ambrose.
“Perchè i fatti terribili succedono a tutti. Solo che siamo sempre così presi dalla nostra merda personale che non ci rendiamo conto che nella merda ci stanno anche tutti gli altri.”

~                                                                                  ~

“Avete mai fissato un quadro per così tanto tempo che i colori si confondono e non si riesce più a capire cosa si sta guardando? Non ci sono più forme, volti o colori, ma solo vortici di vernice? Secondo me la gente è così. Quando la guardi davvero, non noti più i nasi perfetti o i denti dritti. Smetti di notare i segni dell’acne o la fossetta nel mento. Tutto comincia a confonderi, e all’improvviso li vedi, vedi i colori, la vita nascosta sotto quel guscio, e la bellezza assume un significato completamente nuovo.”

 

Quando si guarda oltre la maschera che le persone indossano, quando si trova la bellezza nei gesti, nelle imperfezioni.. succede qualcosa di unico.
Questo non è un semplice romanzo new adult: è la storia d’amore di Fern e Ambrose, la storia di una vita rovinata dalla guerra e dai lutti, è la storia di Bailey.
E’ una favola dolceamara, struggente, coinvolgente, piena di coraggio, insegnamenti e voglia di vivere. E’ molto di più di una versione moderna de “La Bella e la Bestia”.

Bisogna andare oltre la copertina, oltre il titolo, oltre la trama e vivere appieno questo meraviglioso romanzo che ha così tanto da comunicare. 

 

“Forse c’è una ragione superiore, un quadro più grande nel quale noi non siamo altro che un minuscolo elemento. Hai presente quei puzzle da migliaia di pezzi? Guardandone uno solo non hai la minima idea di come sarà l’immagine nel complesso. E noi non abbiamo il disegno sulla scatola cui fare riferimento. Forse ognuno di noi è un pezzo di quel puzzle. Tutti insieme creiamo l’esperienza che definiamo vita. Nessuno di noi riesce a vedere il ruolo che svolge o l’immagine finale. Forse i miracoli cui assistiamo sono solo la punta dell’iceberg. E forse non riusciamo a riconoscere le benedizioni che derivano da eventi terribili.”

 

☆☆☆