Review party: recensione “Chiudi gli occhi” di Monique Scisci

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Buongiorno fragoline di bosco,

oggi vi presento il review party di un titolo a cui tengo molto:

“Chiudi gli occhi” di Monique Scisci

Trama

Josephine è una donna di successo, fiera, combattiva e soprattutto autoritaria. A trentacinque anni è già presidente di un’importante agenzia pubblicitaria. È abituata a controllare tutto e la sua vita ruota attorno alla società che ha ereditato in seguito alla morte del padre. Divisa tra il lavoro e una famiglia sgangherata, Josephine si concentra sulla carriera a scapito delle sue relazioni personali, finché un giorno, durante un viaggio di lavoro a Dubai, incontra Meds, tipico uomo del nord dal fascino glaciale. Meds è un dominatore esperto e ambito nel mondo sommerso del BDSM, ma si concede raramente e rifugge qualsivoglia coinvolgimento emotivo. L’uomo, infatti, nasconde un segreto che non intende rivelarle, un segreto che vincola i suoi sentimenti e che lo obbliga a mantenere le distanze da chiunque. Eppure sarà sempre più difficile per lui nascondere ciò che prova realmente.

Recensione

❤️❤️❤️❤️❤️

I nostri incontri erano frammenti di vita rubati al tempo, in cui vivevo le mie emozioni al cento per cento. Frammenti in cui ero scoperta, fragile e accessibile e sentivo tutto con estrema chiarezza. Con Mads mi sentivo libera e in contatto con la parte più profonda e nascosta del mio io, con lui Josephine poteva essere semplicemente Josephine, la sua liten.

Josephine Lewis gestisce un’importante azienda pubblicitaria ereditata dal padre, è una donna di successo in un mondo governato dagli uomini; è fiera, combattiva e orgogliosa della sua posizione. Il suo mondo all’apparenza controllato e interamente dedicato al lavoro subisce una brusca virata quando a Dubai incontra per la prima volta Mads Kavén e qualcosa di quell’uomo la segna nel profondo. Il loro primo incontro è impetuoso, passionale, proibito e sconvolgente.

In un modo che non sapevo spiegarmi, mi ero sentita libera. Gli avevo ceduto il controllo e il dolore era stato il prezzo da pagare per raggiungere quello stato di totale abbandono. Il piacere aveva sgombrato la mia mente. La rabbia era stata una conseguenza logica, l’incastro di un ingranaggio.

Dopo quella notte a Dubai, Josephine scopre un mondo di cui è sempre stata all’oscuro: il BDSM, non solo una pratica sessuale ma un modo di vivere e di pensare. Senza esitazioni, Mads le ha dato un piccolo assaggio del suo mondo e Josephine, impaurita ma anche intrigata, decide di farsi coinvolgere dalla sua personalità ammaliante.

Con il suo carattere, il suo intelletto, la sua disciplina e la sua capacità di vedere oltre gli strati dietro cui Josephine si nasconde, Mads la risveglia da un lungo torpore, salva la sua vita alla deriva e la rende irrimediabilmente sua. Josephine è dapprima sorpresa e arrabbiata al pensiero del rapporto tra dominatore e sottomessa, ma Mads risveglia in lei desideri nascosti di cui  non potrà più fare a meno.

Lo volevo e più passava il tempo meno riuscivo a dominare quel desiderio viscerale che mi infuocava. Era diventato un pensiero fisso, un’ossessione, come quando ascoltiamo a ripetizione una canzone che ci piace perché ogni nota ci coinvolge in maniera unica e che, una volta finita, dobbiamo risentire perché non ne abbiamo abbastanza. Mads toccava le note più profonde del mio essere, rianimandole senza mai appagarle completamente, mi lasciava in bilico.

Con il passare del tempo, Josephine diventa sempre più consapevole del suo corpo, del suo bisogno di Mads dentro e fuori dal letto. Nonostante lui abbia messo in chiaro sin da subito che il loro è soltanto un rapporto basato sul sesso tra dominatore e sottomessa, Josephine non può controllare i propri sentimenti e rimarrà intrappolata nella ragnatela di mistero e seduzione di Mads Kavén. E lui, a sua volta, rimarrà intrappolato nella rete che lui stesso ha creato per Josephine..

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Ok, scopriamo le carte. Monique Scisci è una mia grandissima amica e voi penserete che il mio occhio sia più benevolo nei suoi confronti ma non è così: più tieni a una persona più sei dura e, successivamente, comprensiva per i suoi errori e più sei orgogliosa e felice per i suoi successi.

E, lettori, io sono orgogliosa e felice di questo romanzo perché è veramente bellissimo.

Lo stile di Monique Scisci è uno stile elaborato, fluido e ogni parola sembra messa ad arte per ammaliare il lettore. La voce narrante è Josephine stessa, protagonista indiscussa del romanzo.

La sua iniziale indignazione verso le pratiche BDSM e le sue successive reticenze messe a tacere dal bisogno viscerale di Mads, la rendono ancora più reale. È una donna complessa con una famiglia sgangherata: orfana di padre, la madre è malata di Alzheimer e il fratello è un ricco fannullone che gira per l’Europa. Ha un ottimo assistente e l’amica che tutti vorremmo avere, Celine, ma per il resto è una donna sola che non vuole deludere la memoria del padre e, per questo motivo, mette anima e corpo nel suo lavoro anche a costo di vivere solo per quello.

Vivevo principalmente per il lavoro, tutto il resto era rumore di sottofondo. Controllavo tutto, la mia vita e quella dei miei dipendenti. Ero maniacale, ossessiva e spietata, ma facevo affari e questo mi garantiva il rispetto. La verità è che finché vinci sei qualcuno da seguire, quando perdi, diventi una persona da evitare.

Ed è proprio questo il punto: al di là della pratica sessuale, o forse proprio per questa, Mads si accorge che è alla deriva, senza curarsi di se stessa e dei propri bisogni, nascosta dietro maschere che la soffocano e che a lungo andare la distruggeranno.

Mads, invece, è un professore di filosofia ad Harvard e nella sfera privata un esperto dominatore. È attratto da Josephine e dalla sua inesperienza, vede in lei qualcosa che lo spinge a farla sua, non per plasmarla, ma per riportarla a riva e farle aprire gli occhi sul mondo.
Di certo non parliamo di un carattere remissivo e condiscendente, anzi, Mads difficilmente vi piacerà sin da subito: come è successo a Josephine, anch’io di pari passo ho provato fastidio ma interesse, rabbia ma piacere e dolore di fronte ai misteri dietro cui si nasconde.

È Mads il personaggio che scombina gli equilibri, colui di cui vi innamorerete anche per i suoi difetti, per i suoi limiti, per la sua forza e la sua devozione.

Ho iniziato il romanzo con un po’ di reticenze, lo ammetto, perché il genere erotico non è per niente nelle mie corde: inizialmente intrigata ma reticente, proseguivo la lettura coinvolta ma confusa perché il BDSM è un mondo troppo lontano da me. Eppure, grazie al ritmo serrato e coinvolgente, mi sono ritrovata d’un tratto immersa nella storia, presa dagli eventi, intrappolata io stessa nella ragnatela di Mads Kavén.

Ma in fondo era quello che mi piaceva, l’adrenalina che quell’uomo era in grado di farmi scorrere nelle vene, che risvegliava il mio corpo, la tensione, la prospettiva del dolore e l’attesa del piacere. La scissione che mi provocava dentro. Lui era in grado di demolire la mia volontà, di annullare la mia mente e di ricompormi ogni volta.

Impossibile catalogare “Chiudi gli occhi”: è molto più di un romanzo erotico perché dentro sé racchiude una sfera sessuale che in pochi sanno raccontare e, soprattutto, una grande e romantica storia d’amore che vi farà palpitare e sospirare.

Questo romanzo è la prova di quanto un libro possa far emozionare, commuovere e intrigare senza immedesimarsi completamente nei suoi protagonisti. Quindi tanto di cappello, Monique.

Se amate il genere erotico diventerà uno dei vostri libri preferiti, se non lo amate fateci comunque un pensiero perché una volta entrati nel vivo della storia non esisterà più nulla ai vostri occhi se non i sentimenti forti e contrastanti di una coppia così bella come Josephine e Mads.

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In bocca al lupo, Monique e, voi lettori, fatemi sapere cosa ne pensate!

Trovate anche l’intervista all’autrice in occasione del blog tour qui:

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