Review party: “Il Dono” di Siri Pettersen

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Di nuovo buongiorno Figli di Odino!

A poca distanza dalla tappa dedicata al recap de “Il Marciume“, 

eccoci con il review party di “Il Dono”, 

ultimo capitolo della trilogia Raven Rings!

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Trama

Hirka si prepara ad incontrare la casa regnante di un mondo freddo e gerarchico, dominato dal disprezzo verso i deboli.
Accetta suo malgrado il proprio destino, sperando in tal modo che Rime rimarrà in vita e Ymslanda sarà al sicuro. Ma la sete dei nati dalle carogne nei confronti del Dono è infinita, e Hirka deve riconoscere che la guerra che voleva fermare è inevitabile.
Questa consapevolezza presto metterà alla prova tutto ciò in cui ha creduto e per cui ha lottato.

Recensione

5/5 _ Eccellente

E a te. Tu che hai perso.
Tu che sei tanto pieno di cicatrici da provare la nausea quando ti dicono che sei fortunato. Tu che dubiti di poter mai ridiventare tutto intero, poiché sei frantumato in fin troppi pezzi. Tu che pensi che non potrai mai più risollevarti.
Questo è il tuo libro.

Siri Pettersen ha creato una saga epica e questa dedica è così profetica e dolce da emozionarmi tantissimo.

Potreste pensare: “Dolce?!” Sì, per me è dolce come è dolce Hirka, forte come lei, distrutta e intera allo stesso tempo. Unica come questa trilogia.

Ma veniamo a noi!

Dopo avervi riepilogato il primo capitolo, “La figlia di Odino” e anche il secondo “Il Marciume“, ora arriviamo finalmente (si fa per dire) alla fine di questa storia.

Se non vi ricordate com’è finito il precedente libro, correte a leggere il mio recap! Intanto ora scopriamo che nel salto tra i due mondi Rime è tornato a casa ma Ymslanda senza di lui è andata in declino: scomparso per più di venti giorni, lo hanno dato per morto, per assassinato o per fuggitivo; Rime non è più il Portatore del Corvo e i membri del Consiglio hanno diffuso dicerie e calunnie per avvalorare la sua dipartita. In più, piccolissimo dettaglio poco chiaro alla fine del libro precedente, Rime ha ucciso il Veggente! E questo comporterà un po’ di caos!

Dall’altra parte abbiamo Hirka che è tornata a Ymslanda con l’appoggio di Graal anche se sa  di non potersi fidare di lui. Hirka viene condotta dagli Orbi e si troverà nuovamente alle prese con un mondo a lei estraneo. Ma pensate che la nostra stupenda eroina si possa fermare qui? Giammai!

Ho davvero faticato per riuscire a riassumere un buon libro come “Il Marciume” e ora, per assurdo, ho difficoltà a trattenermi dal raccontarvi gli intrighi, i colpi di scena, l’introspezione che fanno da protagonisti in questa storia. Quindi evito di tediarvi perché è una storia tutta da scoprire, ve lo assicuro!

Per tutto il libro c’è una sorta di attesa, di “calma prima della tempesta“, si sente, si avverte ma non possiamo vederla concretamente: un climax di eventi ed emozioni contrastanti. Capite cosa intendo? Fatemelo sapere, vi prego!

Hirka e Rime subiscono un’evoluzione pazzesca: Hirka è un’eroina stupenda, fiera, combattiva e innamorata; innamorata come Hirka nessuno mai! Il suo è un amore costruito nel cemento armato, indissolubile, costruttivo, pieno, unico e saldo.
Rime, invece, è un personaggio così tanto buono, genuino, passionale da risultare quasi oscuro. E inutile dire come la sua passione, il suo pathos, coinvolgano ogni persona che gli gravita intorno – compresa me ovviamente!

Iniziò ad accasciarsi lentamente al suolo. Hirka lo colpì al petto. Lo premette contro il muro affinché non cadesse. Non cadesse mai.
«Chi sei tu, Rime?». Afferrò le cinghie di cuoio incrociate sul suo petto e lo scrollò. «Chi sei, Rime? Dillo!». Voleva che lui ricordasse; lo voleva più di ogni altra cosa. Che dicesse chi era.
Lui chinò la testa in avanti, le poggiò le labbra sulla tempia. «Sono Rime An-Elderin. E sono tuo».
Hirka si lasciò sfuggire un singhiozzo sul suo petto. Quelle parole fecero breccia: qualcosa in lei si spezzò; qualcosa che aveva tenuto a bada il suo desiderio fin da quando l’aveva rivisto. Ora le scorreva liberamente nel sangue. Non poteva nasconderlo. Non aveva alcun posto in cui nascondersi. Era priva di forze. Nuda. Scoperta.
Quel sentimento la invase come il gelo. Inebriante e terribile. E se lo stesse desiderando più di quanto non la desiderasse lui?

Dai, sono l’AMORE!

Altri personaggi vecchi e nuovi (un urlo si alza dalle retrovie: KOLAIL SEI UNICOO!!) ruotano attorno ai due protagonisti e alle vicende che affliggono Ymslanda e questa è l’ultima conferma che Siri Pettersen ha davvero creato un mondo e dei personaggi che difficilmente dimenticheremo!

Lo stile dell’autrice è ammaliante, pieno di pathos, con le giuste pause e i giusti tempi. Non posso davvero criticarle nulla. 

A volte mi capita di non riuscire a mettere per iscritto o spiegare a parole quanto una serie sia appassionante e unica perché gli aggettivi scarseggiano e sono sempre i soliti. Mi sento impotente ma l’unica soluzione che ho è parlarvene continuamente insistendo affinché, se appassionati del genere, la leggiate!

La fine di questa saga epica mi ha davvero distrutta e addolorata, Rime e Hirka rimarranno sempre nel mio cuore e per me rappresenteranno sempre una delle coppie più belle che abbia mai letto.

Non posso quindi che dirvi che se avete amato i primi libri della serie, “Il Dono” non vi deluderà perché rappresenta l’epilogo dolce amaro di una serie che ha donato tanto a tutti suoi lettori e sono certa rimarrà nei nostri cuori per molto tempo ancora.

Grazie Multiplayer Edizioni per aver pubblicato l’intera trilogia e per avermi donato la copia di questo libro!

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