Recensione: Uomini che restano di Sara Rattaro

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Buongiorno adorati lettori,

come procedono le vostre letture?

Oggi vi presento l’ultimo romanzo di Sara Rattaro

“Uomini che restano”.

È meraviglioso e ora vi spiegherò perché!

Trama

All’inizio non si accorgono nemmeno l’una dell’altra, ognuna rapita dal panorama di Genova, ognuna intenta a scrivere sul cielo limpido pensieri che dentro fanno troppo male. Fosca e Valeria si incontrano per caso nella loro città, sul tetto di un palazzo dove entrambe si sono rifugiate nel tentativo di sfuggire al senso di abbandono che a volte la vita ti consegna a sorpresa, senza chiederti se ti senti pronta. Fosca è scappata da Milano e dalla confessione scioccante con cui suo marito ha messo fine in un istante alla loro lunga storia, una verità che per anni ha taciuto a lei, a tutti, persino a se stesso. Valeria nasconde sotto un caschetto perfetto e un sorriso solare i segni di una malattia che sta affrontando senza il conforto dell’uomo che amava, perché lui non è disposto a condividere con lei anche la cattiva sorte. Quel vuoto le avvicina, ma a unirle più profondamente sarà ben presto un’amicizia vera, di quelle che ti fanno sentire a casa. Perché la stessa vita che senza preavviso ti strappa ciò a cui tieni, non esita a stupirti con tutto il buono che può nascondersi dietro una fine. Ti porta a perderti, per ritrovarti. Ti costringe a dire addio, per concederti una seconda possibilità. Ti libera da chi sa soltanto fuggire, per farti scoprire chi è disposto a tutto pur di restare al tuo fianco: affetti tenaci, nuovi amici e amici di sempre, amori che non fanno promesse a metà.

Recensione

❤️❤️❤️❤️❤️

Le protagoniste di questa storia sono Fosca e Valeria, due donne diverse che si ritroveranno unite per riprendere in mano le redini della propria vita alla deriva.

Fosca è una donna felice della sua vita e del proprio matrimonio. Conduce una vita serena fino alla sera in cui il marito le rivela un segreto che distruggerà il loro matrimonio e tutte le sue certezze.
E Fosca, milanese di adozione ma genovese di nascita, quando sente il bisogno di fuggire dalle mura che hanno visto nascere e crescere il suo matrimonio e che ora non riconosce più, torna a casa, nella sua adorata Genova.
Appena arriva nel palazzo dove abitano ancora i suoi genitori, il suo primo pensiero è quello di rifugiarsi sul tetto e ammirare la città che è pronta ad accoglierla e a guarirla da ogni male.

La Superba era ai miei piedi. Un insieme di cose non scelte che condiziona tutti i suoi abitanti. La famiglia o il quartiere in cui nasci, a Genova, sono motivo di orgoglio, quasi li avessi meritati. Se fossi sparita nel nulla, chiunque mi avesse voluto cercare avrebbe dovuto iniziare da qui. Da questo tetto, da questa città dura come la pietra, dalle sue crepe sanguinanti di contraddizioni e da quella ostinata bellezza senza tempo. Siamo gente di mare, vittime dell’acqua, prudenti come rettili ma onesti come colombe. Ho alzato lo sguardo verso il punto esatto in cui il mare sconfina nel cielo, è un punto cromatico preciso che solo a un occhio davvero attento non sfugge. Il blu era così limpido che mi ha fatto venire voglia di scriverci sopra con un grosso pennarello nero indelebile, di quelli che resistono alla pioggia, come le mie parole.

Valeria abita nello stesso palazzo dei genitori di Fosca ed è proprio lì sul tetto di quel palazzo che le due donne si incontreranno per la prima volta e Genova farà da sfondo ai loro dolori, alle loro battaglie e alle loro vittorie.

Due donne abbandonate dall’uomo che amano, una “licenziata” senza alcun preavviso e l’altra abbandonata nel momento di maggior bisogno. Due storie simili, due dolori diversi e all’apparenza insondabili ma grazie alla penna meravigliosa di Sara Rattaro, Fosca e Valeria diventeranno due amiche da vivere e consolare. 

«Mi sento come una a cui è stata portata via la parte più identificativa di sé. Io ero sua moglie, la sua migliore amica, quella che organizzava la nostra casa, le nostre vacanze. Io mi occupavo di lui e del nostro futuro… È come se fossi stata licenziata, e anche per questo avere quarant’anni non è un vantaggio.»
C’era anche qualcosa di mio nelle sue parole.

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Sara Rattaro accompagna il lettore in una nuova storia piena di magia: non quel tipo di magia che caratterizza un romanzo fantasy, ma quel potere magico, quella capacità dei narratori di tessere storie coinvolgenti ed emozionanti che hanno il sapore di casa. La storia di Fosca, Valeria, e di tutti i personaggi secondari, potrebbe essere la nostra; l’amicizia, la forza, l’amore e la speranza devono essere le nostre. 

Attraverso l’ambientazione traspare l’amore dell’autrice per Genova, la sua città natale, che viene disegnata con ammirazione, affetto e orgoglio. Inoltre, Genova è anche la voce narrante che lega le altre, un aspetto innovativo che ho amato molto. La Superba, infatti, introduce le voci narranti delle protagoniste e durante la lettura scoprirete brevi interventi, consigli, opinioni di questa antica e bellissima città.

La mia è gente strana, che ha vinto le battaglie per mare e costruito mura inespugnabili, gente che ha viaggiato, conquistato e lavorato sodo. Gente burbera, schietta e di poche parole. Preferiamo stare sotto la linea di tiro. Siamo stranieri di quartiere, come se i confini li avessimo in giardino, ma rimaniamo amici per sempre, anche se per riuscirci spesso ci vuole una vita intera. Amiamo le nostre case e soprattutto quello che è visibile anche agli altri, non desideriamo ricevere ospiti perché non li riusciamo a trasformare in qualcosa che conosciamo. Non diamo confidenza perché non sappiamo tradire.

Uomini che restano” è una storia di speranza, amore, famiglia e forza; perché quando il destino si fa beffe di noi e sembra che tutto il nostro mondo stia per crollare.. forse è proprio in quel momento che ci viene donata la forza per cambiare il nostro presente e costruire un futuro nuovo e soprattutto migliore.

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Ero ammirata. Ho dovuto abbassare la testa perché non vedesse la mia espressione.
“Cosa succede? Non stai bene?”
“No, no.. è solo che non ci sono abituata.”
“A cosa?”
“Agli uomini che restano. Sei così luminoso che faccio fatica a guardarti.”