Recensione: Paper Prince di Erin Watt

Buongiorno cupcakes adorati,

domani esce in tutte le librerie “Paper Palace”

e per l’occasione vi parlo di “Paper Prince” per prepararci alla grande uscita!

Trama

Ella non sa dire se la sua vita fosse migliore o peggiore prima che Callum Royal la trovasse. Ma una cosa è certa: da quando è piombata in casa Royal come un tornado, per lei è cambiato tutto. Scuola privata, feste e vestiti costosi. E, con la sua grinta e la sua schiettezza, è riuscita persino a vincere l’ostilità dei fratelli Royal e a conquistare il loro rispetto, e il loro cuore – in particolare quello di Reed.

Con Ella, per la prima volta dopo la morte della madre, Reed ha infatti permesso a se stesso di lasciarsi andare alle emozioni. Ma il suo mondo crolla quando, dopo una discussione, Ella scompare. Con il cuore a pezzi, e senza lasciare traccia. D’altronde è abituata a scappare e rifarsi una vita ripartendo ogni volta da zero.

Tutti incolpano Reed per quella fuga, i suoi fratelli lo odiano e, se possibile, lui si odia ancora di più. Ed è disposto a fare qualsiasi cosa pur di ritrovarla. Ma, una volta trovata, sarà in grado di riconquistare il suo cuore?

Recensione

❤️❤️❤️❤️❤️

∼Ella
Ho sperimentato dei momenti di assoluta felicità. Il problema è che, quando sei al colmo della gioia e cadi, fa male da morire.

Abbiamo lasciato Ella Harper in fuga dalla famiglia Royal, distrutta da ciò che ha visto nella stanza di Reed e, per (nostra) fortuna, in “Paper Prince” le autrici riprendono la storia dal punto di vista del tragico protagonista proprio nel momento in cui tutto si incasina.
Scopriamo, quindi, che Reed non è stato con Brooke – non quella sera, almeno – e che l’ha cacciata subito dopo dal suo letto e dalla sua casa.
Reed è distrutto dalla sparizione di Ella e la cerca per tutta la notte, invano.

∼Reed
Ormai dovrebbe essere già rientrata per urlarmi contro, no? Ho bisogno che mi dica che sono uno stronzo con cui non vale la pena sprecare il proprio tempo. Ho bisogno che mi affronti a muso duro, che mi insulti, che mi tiri calci, che mi prenda a pugni.

Ho dannatamente bisogno di lei.

I primi capitoli del romanzo sono molto toccanti perché sono concetrati interamente sulla figura di Reed e su come si rapporta con gli altri fratelli Royal dopo la scomparsa di Ella.
Dopo ore di ricerche, Reed si trova costretto ad avvertire il padre che sguinzaglia il suo investigatore privato alla ricerca di Ella.
Nonostante agli occhi di Callum la colpa sia di Easton e dei suoi guai con l’allibratore, gli altri fratelli hanno capito la verità e non la faranno passare liscia a Reed.

∼Reed
Ma certo che gli importa, importa a tutti noi, perché quella ragazza è piombata in casa nostra come un tornado e ci ha fatto sentire di nuovo vivi. Ha portato l’acciaio e il fuoco, ci ha fatto ridere di nuovo. Ci ha dato uno scopo: all’inizio, facevamo fronte comune contro di lei; poi, ci siamo schierati dalla sua parte, proteggendola e volendole bene.

La successiva ricomparsa di Ella, rimette tutte le carte in tavolo: Reed è sollevato e pronta a riconquistarla a ogni costo, i gemelli sono contenti di riaverla ed Easton sembra un po’ meno sulla via dell’autrodistruzione.

∼Ella
Il tradimento di Reed è vivo dentro di me, mi infesta le vene come catrame nero, attaccando ciò che resta del mio cuore come un cancro fulminante.

Reed mi ha fatta a pezzi, mi ha presa in giro, mi ha fatto credere che qualcosa di buono potesse esistere in questo mondo tremendo, incasinato, che a qualcuno potesse importare davvero di me.

Ella è ancora distrutta ma più forte e combattiva che mai, non intende concedere una seconda possibilità a Reed.. finché non capirà che per quanto possano essere incasinati, i Royal sono la sua famiglia.

∼Reed
Le sue parole mi fanno male al cuore. Ha ragione, dovrei lasciarla stare, ma non ci riesco. Il fatto che lei soffra così tanto mi conferma che ha bisogno di me. Solo un codardo smetterebbe di combattere ora. Sono stato io a causare tutto questo dolore, so che potrei farlo scomparire se me ne desse l’opportunità.

Inspiro a fondo. «Posso fare due cose: lasciarti stare o combattere per te. Indovina cosa farò.»

Erin Watt è riuscita a costruire un degno seguito che mantiene alta la tensione e la passione. Mi piacciono molto i romanzi narrati in prima persona in cui il punto di vista viene alternato tra i protagonisti principali.
In questo caso, la ciliegina sulla torta è il punto di vista di Reed che è un personaggio tanto misterioso e sfaccettato da coinvolgere e far innamorare milioni di lettrici.
Il suo rapporto con Ella è unico e, a volte, assurdo, irriverente, passionale e ossessivo.

∼Reed
[..] ti vedo. Vedo la tua sofferenza, la tua solitudine e il tuo orgoglio, che ti impedisce di contare su chiunque. Vedo il tuo cuore e il fatto che tu voglia salvare il mondo intero, compreso uno stronzo come me.

Un altro grande merito dell’autrice è quello di essere riuscita a creare dei personaggi a tutto tondo che non vogliono restarsene in disparte ma si guadagnano la scena a ogni intervento: chi non vorrebbe sapere di più su Easton, i gemelli e Gideon?

Io personalmente sono team Gideon: è un uomo solo, tormentato e schiacciato dalla colpa. In questo volume scopriremo un altro piccolo tassello del puzzle che lo riguarda.

Ce l’avevo anch’io una Ella una volta, avevo una ragazza con cui vedevo un futuro e le ho spezzato il cuore. Ora lei è così arrabbiata con il mondo che non lo vede più. È questo che vuoi per Ella? Vuoi fare come nostro padre? Vuoi spingere qualcuna a uccidersi da quanto è depressa?

Coinvolgente, passionale, misterioso e malinconico, “Paper Prince” non ha nulla da invidiare al primo della serie ed è il perfetto trampolino di lancio per il prossimo libro “Paper Palace” in cui il mistero si infittisce e spero verranno al pettine un bel po’ di nodi!
 
Non ci resta che goderci il terzo volume della serie e sperare che arrivi in fretta la traduzione italiana di “Fallen Heir”, il romanzo dedicato a Easton.
Curiose, vero?
 
Ps. Ella rimane la più cazzuta di sempre.
 
∼Ella
«Avete tutti così tanto e, invece di apprezzarlo, vi trattate come spazzatura. I vostri giochetti sono disgustosi, il vostro silenzio mi fa schifo. Siete tutti dei patetici codardi, senza spina dorsale. Forse nessuno vi ha detto quanto siete idioti a comportarvi così, forse siete così annebbiati da tutti i soldi che avete da non vedere quanto ciò sia terribile. Ma è tremendo, peggio che tremendo. Finché in questa scuola ci sono io, questa merda non accadrà più. Se devo, vi vengo a cercare e attacco voi e i vostri culi al muro della scuola.»

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