Recensione: L’incredibile viaggio di un piccolo robot dal cuore grande di Deborah Install

 

Trama:

Ben e sua moglie non sono esattamente in un momento felice del loro matrimonio. Sarà che Ben, trentenne, sembra non avere ancora deciso cosa fare della sua vita e aver messo in soffitta i sogni di un tempo. Cosa che Amy, dedita alla carriera di avvocato, non gli perdona: “non hai mai realizzato niente in vita tua,” gli rimprovera spesso. Forse per questo, quando un piccolo robot scalcinato compare nel loro giardino – non si sa da dove provenga, e poi è un modello vecchissimo, non come i moderni “androidi” che le amiche di Amy usano per le faccende domestiche -, Ben decide di prendersene cura. Da dove arriva il piccolo, dolcissimo Tang? Un robot vintage che non ha funzioni utili, dice solo poche parole, e ogni tanto piange e strepita se le cose non vanno come vuole lui…
Eppure tra Tang e Ben inizia a nascere silenziosamente un’amicizia. Adesso finalmente Ben ha una missione: riportare a casa quel piccolo robot che ha bisogno di essere aggiustato, ma sa come “aggiustare” gli esseri umani intorno a lui. Comincia così un lungo viaggio che li porterà intorno al mondo, e che insegnerà a Ben un paio di cose sul senso della vita. E forse, proprio grazie a questo incontro speciale, Ben riuscirà a riavvicinarsi ad Amy che, in fondo al cuore, lo stava solo aspettando.
Esordio fulminante che ha fatto innamorare i lettori inglesi, questo romanzo è un delizioso e irresistibile inno all’amicizia, anche quella più improbabile. Impossibile non leggerlo con un sorriso sulle labbra.

Recensione:

❤️❤️❤️❤️❤️

“C’è un robot in giardino, mi informò, un po’ seccata, mia moglie…”
Comincia così la più grande storia di amicizia mai raccontata. 

Questa è la meravigliosa storia di Ben e del piccolo robot Tang.
Ben è un uomo intrappolato in una gabbia che si è costruito da solo: insofferente, apatico, sfugge alle responsabilità e non vuole riconoscere che il suo matrimonio è a un passo dalla fine. La sua vita subisce una brusca virata quando appare un robot nel suo giardino: Tang è un modello vecchissimo, non è come gli androidi di ultima generazione – efficienti, funzionali, perfetti e costosi. Questo piccolo robot dalla testa quadrata è messo male, non parla e resta tutto il giorno a fissare i cavalli nel giardino accanto.
Per Ben diventa quasi un’ossessione riuscire a curarlo, nonostante la sua inesperienza e le aspre critiche della moglie Amy.

“Senti, sono secoli che mi chiedi un robot, e ora ce l’abbiamo. Non vedo dove sia il problema.”
“E’ come comprare un catorcio di macchina e chiedere dove sia il problema. Io volevo un androide. Questo che cosa sa fare? Non sa far altro che starsene seduto a fissare i cavalli. Che senso ha? A che serve un robot che non sa far niente? Se poi è rotto, ci toccherà aggiustarlo. E chi ce lo fa fare?”
“Mica è rotto rotto. Non esagerare. Vorrà dire che se proprio ha bisogno di riparazioni, lo faremo riparare.”
“Da chi?”
Le risposi che non lo sapevo, ma che di sicuro c’era qualcuno in grado di farlo.

Quando Amy prende in mano la situazione e decide di lasciarlo, per Ben è come una folgorazione: non si capacita del tutto delle proprie colpe e preferisce mettersi tutto alle spalle partendo per un viaggio alla ricerca del creatore di Tang affinché possa sistemarlo.

Be’, devo ammettere che non mi sarei mai immaginato di attraversare il deserto su una Dodge Charger in compagnia di un robot rétro e di un bassotto radioattivo. Ma la vita a volte prende strade direzioni, e in quei casi l’unica cosa da fare è assecondarla e godersela un po’. Ci sono modi anche peggiori di trascorrere l’autunno, per esempio girando per casa in punta di piedi nel pieno di un matrimonio in fallimento. Sì, tutto questo era di gran lunga più simpatico.

Il viaggio di questa improbabile coppia di amici durerà molto più di quanto Ben pensasse: attraverseranno diversi stati, voleranno in continenti mai visti alla ricerca di una salvezza per Tang.
Il loro sarà un viaggio sia fisico e mentale, che cambierà per sempre la vita di Ben.

Lo stile di Deborah Install è semplice, intriga e incanta. La narrazione in prima persona focalizza tutta l’attenzione intorno al personaggio principale, Ben e il lettore non può che farsi coinvolgere da un personaggio così complesso e umano. 

Si, Ben è umano in ogni suo gesto: è un uomo che ha perso la sua bussola, non sa più affrontare la vita e i rischi di ogni giorno e non sa dimostrare l’affetto alle persone che gli sono accanto. 

L’arrivo di Tang nella sua vita è la molla che lo aiuta a stravolgere tutto, è colui che quasi inconsapevolmente lo obbligherà a porsi delle domande, delle risposte e a prendere in mano la sua vita. La loro amicizia mi ha riempito il cuore di tenerezza, meraviglia e felicità. 

Tang è un robot che tutti vorremmo avere: a volte è come un bambino impaurito o capriccioso, ma con un cuore grande come il mondo intero.

È un libro unico anche grazie alle conversazioni tra Ben e Tang che fanno sorridere e mi faranno sempre ricordare le sensazioni di pace e tenerezza che questo bellissimo romanzo mi hanno trasmesso. 

“Ecco, i giochi da tavolo rendono felici le persone.”
“Perché?”
Posai la mano sulla sua testolina quadrata e sospirai. Era ben difficile spiegare quanto fosse divertente Strapazzeo quando ero il primo a non sopportarlo.
“Vediamo.. il videogame con cui hai giocato sul volo per Tokyo.. quello con i tizi che si prendevano a calci. Ti piaceva, ricordi? È così che ci sente quando si gioca a palla o a Strapazzeo. Capisci adesso?”
“Chi sente?”
“Come ‘Chi sente’?”
“Chi piace la palla e Strapazzeo?”
“Be’, non lo so, a qualcuno in generale. Non è questo il punto.”
“Quale punto?”
“Il punto è che non a tutti piacciono le stesse cose. Ad alcune persone piacciono i giochi con la palla. Ad altre no..”
“Si ma quali persone?”
“Non lo so, Tang, non puoi semplicemente accettare il fatto che io non conosca queste persone?”
“Allora Ben come fa a sapere che piace loro?”
“In che senso ‘come faccio’?”
“Se Ben non conosce persone, forse non piace a nessuno. Forse Ben si sbaglia, forse non è divertente.”
Mi aveva spiazzato.
“Andiamo a vederci un film, Tang?”
“Si.”

“L’incredibile viaggio di un piccolo robot dal cuore grande” è una bellissima opera che consiglio a tutti i lettori. E’ una piccola perla in un mare di libri, non potete farvelo scappare. 

Commovente, intenso e originale: una ventata d’aria fresca nella narrativa italiana che vi farà innamorare del piccolo robot Tang e del suo migliore amico Ben.