Recensione: Incubo di Wulf Dorn

 

Trama:

A VOLTE SVEGLIARSI DA UN SOGNO PUÒ FARTI PRECIPITARE IN UN INCUBO.

Dalla morte dei genitori in un terribile incidente d’auto dal quale è uscito miracolosamente illeso, Simon soffre di incubi spaventosi. Dopo essere stato ricoverato in un ospedale psichiatrico in seguito allo shock, Simon si è stabilito dalla zia insieme con suo fratello maggiore, ma adattarsi alla nuova vita è un compito durissimo, soprattutto da quando Simon è perseguitato da una presenza malvagia che lo spia nel buio, proprio come nei suoi sogni più spaventosi. E forse è proprio questa presenza la responsabile della scomparsa di una ragazza, la stessa che Simon decide di cercare aiutato dalla sua unica amica.

 

Recensione:

❤❤❤❤❤

“Se si toglie lo strato superficiale, si scopre la vera forma sottostante” disse. “Allora è più facile comprendere. Ciascuno di noi reca in sé molti aspetti. Uno di questi è quello istintivo. Freud lo chiama Es. Non è necessariamente cattivo, ma è importante controllarlo. Es è come il lupo cattivo delle favole. Finché dai ascolto alla ragione e ai sentimenti, e sai che può diventare pericoloso, non ti farà niente. Ma guai se gli lasci campo libero. Allora ti divora. A volte basta un solo istante. E, se poi non riconosci il tuo errore, le cose peggiorano ulteriormente.”

Simon Strode è sopravvissuto a un incidente in cui i genitori hanno perso la vita e da quel momento tutto sta andando a rotoli: una volta scoperto di essere ancora vivo ha tentato il suicidio ma anche questa volta rimane miracolosamente in vita.
Ricoverato nel reparto di psichiatria, passano mesi in cui Simon tenta di fare pace con se stesso e soprattutto con la sua mente che lo devasta ogni notte con incubi spaventosi.

“Ma che mi dice di questi sogni? Se ne andranno?”
“Certo che se ne andranno. Magari non del tutto, ma saranno meno frequenti. Fino a quel momento non dimenticare mai quello che ti ho detto: i brutti sogni hanno anche un lato positivo, servono a uno scopo. E’ come fare le pulizie di primavera nella tua testa, una specie di igiene mentale che ti aiuta a elaborare l’accaduto. Per questo dovresti essere paziente, anche se è difficile.”

Una volta uscito dal reparto di psichiatria, si trasferisce dalla zia Tilia che, insieme a suo fratello maggiore Mike, sono l’unica famiglia che gli resta.
La vita ora per Simon è terribile: ha bisogno delle sue abitudini, del cibo ben suddiviso a tavola, dei propri oggetti familiari e della sua famiglia di nuovo unita.
Ogni notte affronta incubi terribili e anche durante il giorno le allucinazioni lo tengono impegnato, tranne in quei pochi attimi in cui si svaga grazie alla presenza di una nuova amica.. Caro.
Nonostante lei lo aiuti e lo incoraggi, facendolo sentire meno solo, ha la sensazione che dietro ogni angolo si nasconda qualcosa o qualcuno pronto ad aggredirlo, che ogni ombra nasconda qualcosa di oscuro e terribile…

Simon guardò i pochi tavoli rimasti. Erano coperti di tovaglie bianche su cui si era adagiata la polvere di decenni.
E se all’improvviso una delle tovaglie si sollevasse? pensò con un brivido. La tovaglia si solleva e sotto affiora una sacoma. Man mano che la stoffa scivola via, la figura acquista una forma più definita. Potrebbe trattarsi di uno dei vecchi ospiti dell’hotel morto da tempo..
oppure del cadavere carbonizzato della vittima di un incidente.. oppure della creatura del bosco.. il lupo!
Quel pensiero si impossessò di lui in modo così improvviso da farlo sussultare.

 

Wulf Dorn mi ha sconvolta! Pensavo di aver capito tutto e invece ogni cosa si è ribaltata in un crescendo di sorprese e tensione.

L’autore con la sua scrittura magistrale ha tessuto una ragnatela di paura che mi ha immobilizzata e costretta a leggere pagina dopo pagina senza mai staccarmi.

Non posso dirvi di più ovviamente ma tutta la storia si concentra proprio su di lei: la paura, un sentimento che colpisce ognuno di noi sia fisicamente che mentalmente ed è tanto destabilizzante quanto terribile.

La morte è invadente e subdola, pensò Simon. Una volta entrata nella tua vita, non te ne liberi più.

La morte va a braccetto con lei e accompagna il lettore nella mente del protagonista fino alla sconvolgente verità alla fine della storia.
Inoltre è davvero interessante come l’autore ha fatto sua la figura del lupo delle favole, quel lupo che in questo romanzo incarna le paure più profonde di ognuno di noi.

Un psyco thriller dai risvolti davvero inquietanti. Wulf Dorn è tornato e dietro di sè ha lasciato una scia oscura che difficilmente potrò dimenticare! .. Almeno fino al suo prossimo attesissimo romanzo!

 

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Ringrazio infinitamente la casa editrice Corbaccio per avermi permesso ancora una volta di incontrare dal vivo l’autore e vi consiglio di guardare l’intervista proprio in casa editrce con noi blogger!

Scoprirete tantissime cose dietro al grande nome di Wulf Dorn!

L’intervista in diretta QUI.