Recensione: Il mio rischio più grande di Emma Hart

 

Trama:

Quando Cam, il fratello che amava più di ogni altra cosa al mondo, muore in un terribile incidente d’auto, per Roxy è l’inizio di un incubo: per dimenticare quella tragica notte e tutto il suo dolore, cerca consolazione nell’alcol, nelle droghe e in avventure occasionali. E così, dopo anni dal loro ultimo incontro, la ritrova Kyle, che resta sconvolto: la sorellina del suo migliore amico si è trasformata in una ragazza disperata, autodistruttiva, sgarbata… e sexy da morire. Kyle ha giurato a Cam che si sarebbe preso cura di lei, perciò decide di fare tutto il possibile per riportarla sulla retta via. Ma presto si ritrova diviso tra i sensi di colpa e l’amore che inizia a provare per lei, mentre Roxy, che ha sempre avuto una cotta per lui, non riesce a credere che i sentimenti del ragazzo siano sinceri: e se stesse mentendo solo per mantenere la promessa di proteggerla? Tra incomprensioni, attrazione, paure e baci infuocati, Kyle e Roxy tenteranno di imboccare la strada verso la felicità. Può esistere un lieto fine, dopo tanto dolore?

 

Recensione:

❤❤❤❤❤

Sono passati sei mesi.
Ventisei settimane. Centottantadue giorni. Duentesosessantaduemilanovecentosettantaquattro minuti. Anzi, per essere ancora più precisi: quindici milioni e cinquecentocinquantaduemila secondi.

[..] chiunque abbia detto che il tempo guarisce ogni ferita è solo un maledetto bugiardo. Non è guarito niente; io non sono guarita. Sono distrutta, ho il cuore a pezzi e sono sola con la mia sofferenza, incapace di confidare a chiunque come mi sento.
Quindi non lo faccio: non ne parlo, non tento nemmeno. E non provo nulla. Mi chiudo in me stessa: so che il dolore c’è, ma scelgo di non ammetterlo.
Se non mi comportassi così distruggerei ciò che ancora mi tiene in vita, qualsiasi cosa sia.
Quella notte non ho perso solo mio fratello, ma una parte della mia stessa anima.
La vodka mi brucia in gola e mi scalda il ventre. Per un momento assaporo la sensazione: un’effimera scintilla di felicità, che se ne andrà in fretta com’è arrivata.

E’ così che conosciamo Roxanne: spezzata, irriconoscibile, ubriaca e autodistruttiva.
Roxy ha perso il fratello in una tragica notte di sei mesi prima e non ha mai superato il dolore. Anzi, per sua stessa ammissione non l’ha mai affrontato: confida nel torpore che l’alcol, la droga e il sesso occasionale le trasmettono e si crogiola in uno stato di rifiuto, di amnesia, di illusione.
Illusione che Cam non sia morto, che non ci sia alcuna sofferenza, alcuna perdita, che sia tutto a posto. Purtroppo non dura mai più di qualche secondo e così, via ancora, un altro bicchiere, un’altra festa, un altro giorno senza Cam.

Dopo l’ennesima notte fuori, va al cimitero per parlare con suo fratello ma stavolta non è sola. Lì trova Kyle, il migliore amico di Cam, il ragazzo con cui è cresciuta tra scherzi e risate, colui che le ha sempre fatto battere forte il cuore.

E’ accovacciato di fronte alla lapide, con il viso tra le mani e i capelli castani che gli ricadono sulle dita. Riesco quasi ad assaporare il dolore che emana e mi avvolge, facendomi soffrire ancora di più. E io? Io posso affrontare la perdita di Cam. Ma non sopporto di vedere Kyle soffrire.
Quella notte non sono stata la sola a perdere una parte di se stessa.

[..] Questa volta, però, le spine dell’attrazione si mescolano a un pizzico di rabbia.
Perchè Kyle non c’era, quella notte. Non c’era mentre Cam moriva in ospedale e non c’era quando hanno calato mio fratello in quella maledetta fossa. Kyle avrebbe potuto aiutarmi ad affrontare la perdita, era l’unico a poterlo fare.. ma non c’era. Avrei avuto bisogno di lui, ma lui era all’altro capo della costa.

Un’ondata di rabbia e dolore si abbatte su Roxy: rivedere Kyle è come scoperchiare quella voragine di dolore che tenta in ogni modo di nascondere e la rabbia per la sua assenza non fa che alimentare tutti i sentimenti contrastanti che sente nel cuore.

Kyle, d’altra parte, è sconvolto dal cambiamento di Roxy. Non è più la ragazzina dolce e solare che conosceva, è irriverente, bellissima, sexy e distrutta.
Ora che è tornato a casa per le vacanze estive è deciso a prendere in mano la situazione perchè sa che lui è l’unico a poter aiutare Roxy e deve mantenere la promessa fatta a Cam: deve proteggerla e tenerla al sicuro, ma non aveva previsto che l’attrazione diventasse così forte da innamorarsi proprio della sorellina del suo migliore amico.

Ci saranno liti, pianti, dolore.. tanto dolore, urla, baci infuocati e un’unico scopo per tutti e due: tornare a vivere.

Kyle mi ricorda che non sono morta quella notte. Una parte di me, una parte importante, è ancora viva.

 

Emma Hart con la serie “The Game” è partita in sordina: prima ci ha regalato delle storie leggere, divertenti e molto romantiche. Con “A un passo da te” e “Il mio rischio più grande” – rispettivamente terzo e quarto libro della serie – ha scoperchiato un vaso di pandora che mi ha sconvolto.

Se in “A un passo da te” affronta i problemi legati alla depressione, in “Il mio rischio più grande” ci parla del lutto e dell’immensa sofferenza per la perdita di una persona cara.

Diciamocelo, siamo tutti bravi a giudicare le sofferenze altrui. Io stessa, durante la lettura, ho criticato la protagonista: per me è impensabile che il dolore ti porti a ubriacarti ogni giorno, al sesso occasionale e all’uso sporadico di droga. D’altra parte, però, non ho mai affrontato una perdita del genere e, in ogni caso, sappiamo che non siamo tutti uguali e problemi del genere capitano a tantissime persone. Se mi rapporto a Roxy in maniera davvero oggettiva, devo anche ammettere che forse non la giudicherei tanto male se al suo posto ci fosse stato un ragazzo ed è sbagliato.

Quindi se mi libero di ogni pregiudizio, mi rendo solo conto che Roxanne è una giovane ragazza a cui hanno strappato una parte di se stessa, come se non avesse più un braccio o una gamba e deve imparare a vivere senza.
In questi casi, devi imparare a camminare, a rapportarti alla vita, ai famigliari, agli amici, al mondo intero senza quella gamba e nel frattempo, inevitabilmente, cadi più e più volte; e se sei su una strada buia e piena di ostacoli, non riesci a vedere tutte le persone che ti tendono la mano per aiutarti.
Finchè arriva una persona che riesce in qualche modo a farsi strada per quel sentiero, che è disposto ad affrontare i propri demoni che tu stessa gli scagli contro, ed è colui/colei che riesce ad aprire uno spiraglio di luce. Non ti prende in braccio, non ti porta via annullando tutto ma è lì accanto a te, ti offre una spalla su cui appoggiarti, un braccio su cui farti forza e ti ha donato un futuro a cui aspirare e in cui credere.

Ed è questo che ha fatto Kyle per Roxy, forse solo lui poteva farlo. Forse se non fosse mai tornato, Roxy sarebbe guarita comunque o forse no, ma è lì con lei.

Affondo il viso nei suoi capelli, e anch’io avverto le lacrime che vorrebbero scorrere per la morte di una persona che entrambi amavamo.
Perchè è così. Volevo bene a Cam, non come a un semplice amico: lo amavo come un fratello. Era il mio complice, la persona a cui mi rivolgevo per qualsiasi problema. Se due ragazzi possono essere anime gemelle, lui era la mia. So quanto soffro e ogni giorno sento quel dolore, nella mente, nel corpo e nell’anima, ma non è nulla rispetto a quello che prova Roxy.
Ed è questo ciò di cui ha bisogno. Ha bisogno di ricordare, piangere e aggrapparsi a qualcuno che non la lascerà mai soffrire senza soffrire con lei.

Un po’ ho odiato Roxy, ma è solo l’altra faccia del dolore, di quella sofferenza che prima di fortificarti ti distrugge.

Emma Hart ci trasporta in un percorso di perdita e distruzione, attraverso un sentiero oscuro che fa da sfondo alla storia d’amore di Roxy e Kyle.

Il mio rischio più grande” è all’altezza di un’autrice che non mi ha mai deluso. Coinvolgente, intenso e commovente: ho sorriso e mi sono commossa e, come ogni libro che si rispetti, mi ha insegnato tanto.

“E’ difficile dire di no quando ti sventolano davanti una via di fuga.”
“Sarò io la tua via di fuga. Non l’alcol.”