Recensione: Flower di Elizabeth Craft & Shea Olsen

 

Trama:

Charlotte vive con la nonna ed è una ragazza con la testa sulle spalle: bravissima a scuola, lavora in un negozio di fiori per pagarsi gli studi e nel tempo libero si prepara per l’ammissione alla prestigiosa università di Stanford. È molto concentrata e non si concede distrazioni, niente uscite serali e soprattutto niente ragazzi: la sua più grande paura è infatti quella di fare la fine di tutte le donne della sua famiglia, che hanno rinunciato a seguire le proprie aspirazioni a causa dell’amore. Una sera, all’ora di chiusura, entra nel suo negozio un misterioso e affascinante cliente, ombroso ma gentile, che le fa strane domande. Nonostante ne rimanga colpita, Charlotte è sicura di non rivederlo mai più… E invece la mattina dopo le viene recapitato in classe un mazzo di rose purpuree, i suoi fiori preferiti. A mandarglieli è stato proprio Tate, il ragazzo della sera prima, che inizia a corteggiarla in modo molto discreto ma deciso. Charlotte, dopo le resistenze iniziali, decide di uscire con lui per una sola sera. Ma appena fuori dal ristorante vengono assaliti da folla di paparazzi che grida il nome di Tate… Chi è davvero quel misterioso ragazzo e cosa nasconde dietro quei bellissimi occhi malinconici?

 

Recensione:

❤️❤️❤️

“Ma ho bisogno di te, Charlotte. Mi sento di nuovo me stesso quando sono con te. Avevo anche ripreso a scrivere musica – ho già abbastanza materiale per un nuovo album. Avevo dimenticato perché l’amavo. Ma stare insieme a te.. mi ha cambiato. Ho bisogno di averti nella mia vita. Per ricordare che Casablanca non finisce bene. Per mangiare insieme un sorbetto al lime e sapere che posso farti sorridere come nessun altro. Per ascoltarti parlare del tuo futuro, per vedere il mondo attraverso i tuoi occhi.”

 

Flower” è la storia di Charlotte, una giovane studentessa a cui non importa nulla di socializzare, uscire e divertirsi. Le basta avere accanto il suo amico di sempre, Carlos, e proseguire giorno dopo giorno seguendo le direttive che si è autoimposta:

La mia vita è questa: la scuola; il lavoro quattro giorni alla settimana nel negozio di fiori; il tirocinio di ricerca all’UCLA tutti i giovedì; poi lo studio nella casa minuscola che condivido con mia nonna, mia sorella maggiore, e il mio nipotino. Insaponare. Sciacquare. Ripetere. Non è che avessi deciso di essere la più emarginata di tutta Los Angeles. Ma avevo deciso che sarei stata la prima donna nella mia famiglia ad andare al college, e non volevo imboccare la strada che avevano preso mia mamma e mia sorella: incinte prima dei vent’anni, e una scia di ex fidanzati alle spalle. Motivo per cui, a diciott’anni, non ho mai baciato un ragazzo, non ho mai stretto mani nel corridoio tra le lezioni, non sono mai stata a un ballo della scuola.

A niente servono le lusinghe e le preghiere di Carlos che spera di portarla a qualche festa per lasciarsi un po’ andare al divertimento, Charlotte è irremovibile e testardamente convinta di non doversi innamorare prima della fine del college.

“Vedrai, mia pura, incontaminata Charlotte. Un giorno incontrerai qualcuno che metterà sottosopra il tuo mondo perfetto”.

Ed ecco che dopo le profetiche parole di Carlos, il mondo di Charlotte viene sconvolto da un misterioso e bellissimo ragazzo che entra nel negozio di fiori in cui lavora.

Quello che inizia come un incontro innocente, diventa ben presto un corteggiamento serrato da parte di Tate e tra risate, delusioni, liti e baci.. Charlotte e Tate giocheranno a un tira e molla che sconvolgerà le loro vite sia nel bene che nel male.

 

Il romanzo di Elizabeth Craft e Shea Olsen, con uno stile molto elementare e scorrevole, purtroppo non mi ha colpito particolarmente: parte con belle premesse, per poi arenarsi in contesti un po’ banali e privi di coinvolgimento.

I personaggi sono ciò che danno volume alla storia e allo stesso tempo sono proprio loro a influire negativamente sul mio giudizio. 

Charlotte è una ragazza all’apparenza forte e decisa, sa cosa vuole e non permette a nessuno di distoglierla dai suoi obbiettivi; eppure le basta uno sguardo a un ragazzo bello, intrigante e simpatico per dimenticarsi di ogni cosa. Il che, diciamocelo, è comprensibile ma la sua ostinazione a mentire al mondo e a se stessa mi ha infastidita.
Allo stesso tempo, l’avrei preferita più combattiva e meno confusa sulla strada da prendere ma, con il senno di poi, mi rendo conto che forse le autrici mi hanno “fregata”.
 Mi hanno fatto credere che Charlotte fosse una ragazza forte, decisa e determinata, invece è solo un’adolescente alle prese con l’immensa paura di finire come le donne della sua famiglia.
Forse Charlotte si è sempre convinta di volere un futuro ben delineato, programmato al dettaglio e senza imprevisti, perché uscire dalla strada che ti sei prescritta fa paura, è pericoloso e fa soffrire. 
Ecco che poi arriva Tate, misterioso, affascinante e con quel “qualcosa” che la conquista, qualcosa che nemmeno lei si sa spiegare.
Tate è il ripetuto “schiaffo” che la vita le da: tra le sofferenze, le delusioni, le loro incomprensioni, tutti e due vengono sballottati dagli eventi per poi essere riportati sul destino che da sempre era lì ad aspettarli.

Ho sempre avuto paura nella mia vita. Non mi sono mai concessa di fare esperienze. Mi chiedo come sarebbe andata se fossi cresciuta in una famiglia normale. [..] Guardo la provetta che ho in mano, mi tremano leggermente le dita. Non ho mai smesso davvero di chiedermi se è ciò che voglio.
Ho tutto quello che ho sempre desiderato. E se volessi qualcos’altro?
Forse questa cosa non fa per me. Forse non è quello che voglio: questo tirocinio, questo tipo di carriera. Non sono più sicura di volere nessuna di queste cose. Per la prima volta mi chiedo se ho mai voluto davvero questo per me, o forse non sapevo chi ero realmente. Forse lo sto imparando proprio adesso.

Tate, a differenza di Charlotte, è meno caratterizzato, risulta sempre un personaggio che la accompagna nella storia ma non spicca. Alla fine è anche lui un ragazzo diventato grande troppo presto, una star confusa e spaesata che ha perso l’amore per la sua arte sulla strada verso il successo.

Una storia d’amore che non posso definire “bella”, però dietro tutti i suoi fronzoli analizza un tema sempre attuale come la scoperta di se stessi, a volte anche a discapito degli altri.

Flower” non è un romanzo che mi sento di consigliare hai lettori più “forti” del genere perché non vi troverebbero nulla di nuovo o di particolare.
Penso sia più adatto a una fascia di età che non solo sia giovane ma che sia anche alle prime armi con questo genere – soprattutto se avete voglia di una storia leggera e con poche pretese.