Recensione: F.B.I – Il caso dei quadri rubati di James Ponti

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Buongiorno detective, 

oggi vi presento Florian Bates, 

fondatore di F.B.I. – Florian Bate Investigazioni!

Trama

Florian, fondatore della Florian Bates Investigazioni, ha dodici anni e una prodigiosa attenzione per i dettagli… Quando spariscono tre quadri famosi dalla National Gallery di Washington, l’F.B.I (quella vera!) lo recluta come risorsa segreta per decifrare gli indizi. Ma… sarà più terribile affrontare incalliti ladri d’arte o la scuola media in una nuova città?

Recensione

❤️❤️❤️❤️❤️

Mi chiamo Florian Bates e ho dodici anni. Frequento la seconda media alla scuola Alice Deal di Washington DC. I miei piatti preferiti sono la pizza e gli involtini primavera. Sono un membro del consiglio studentesco e del club di scarabeo e ho intenzione di fare il provino per entrare nella squadra di calcio dell’istituto.
Lavoro anche per l’FBI.
Lo so, quest’ultima informazione forse vi ha sorpresi.

Questa è la storia di Florian Bates e di come sia riuscito a sventare un grave furto di quadri alla National Gallery di Washington DC mentre è alle prese con una nuova città in cui vivere e una nuova scuola media da frequentare.

Sembra più di quanto un normale ragazzo di dodici anni possa fare, vero? Eppure per quanto sia stato difficile, Florian ha un talento naturale per notare i dettagli all’apparenza più insignificanti che una volta uniti diventano fondamentali per scoprire informazioni e.. risolvere casi degni dell’FBI!

Florian si è appena trasferito nel quartiere quando conosce la sua vicina dodicenne Margaret. Tra loro c’è subito affinità e Margaret anziché spaventarsi è subito affascinata dalla capacità di Florian, con grande sollievo di quest’ultimo!

“Pazzesco” esclamò. “Non saprei dire se è una cosa da brividi oppure una cosa fichissima, ma di sicuro è pazzesca.”
“Di solito la gente pensa solo che sono strano e non mi rivolge più la parola” commentai. “Sarei contento se per te fosse fichissimo, perché da quello che ho visto nel quartiere ci sono solo altre due case in cui vivono dei bambini, ma sono troppo piccoli. Diciamo che tu sei la mia unica possibilità di avere un amico in zona.”

(Se siete fan sfegatati di Sherlock Holmes come me, noterete le similitudini con una scena tra Sherlock e Watson. ADORO!)

Una volta che Florian ha spiegato il suo metodo, chiamato T.A.P.P.I. (in inglese suona ancora più carino perché in originale è T.O.A.S.T.), Margaret e Florian passano gli ultimi giorni di vacanza a giocare ai Tappi osservando le persone in metropolitana e poi anche al museo dove lavora la mamma di Florian: la National Gallery.
È così che Florian, con l’assistenza di Margaret, nota particolari e persone di passaggio che gli permette di fornire indizi chiave quando si scopre che un ladro ha rubato tre dipinti di grandissimo valore.

Impossibile non notare la perspicacia fuori dal comune di un ragazzino di dodici anni e l’agente Rivers dell’FBI non se lo farà scappare, eleggendolo “risorsa segreta” del Bureau.

“Ma può collaborare con l’FBI solo dopo aver fatto tutti i compiti.”
“Come scusi?” chiese Douglas.
“Può aiutarvi a salvare il Paese solo se prima fa il suo dovere. Non voglio che i suoi voti a scuola ne risentano.”
Il direttore si mise a ridere. “Mi sembra ragionevole” disse. “Allora, cosa ne pensi Florian? Vuoi unirti a noi?”
Non ci pensai su nemmeno per un secondo.

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FBI – Il caso dei quadri rubati” mi ha conquistata subito. Ultimamente ho voglia di leggere libri dedicati ai giovani lettori, trovo che nella loro semplicità riescano a dire molte più cose e in modo davvero coinvolgente.

James Ponti, grazie al primo romanzo di questa serie, è diventato uno dei miei autori preferiti del genere e ringrazio Mondadori Ragazzi per aver deciso di pubblicarlo in Italia; riuscite a trovare dei titoli veramente validi!
(Lettore, spulcia il loro catalogo e capirai che intendo.)

Come immaginerete, lo stile è molto semplice e adatto a una lettura di questo tipo ovviamente.

Il personaggio di Florian è reso alla perfezione perché ci vuole equilibrio e coerenza nel raffigurare un ragazzino di dodici anni alle prese con cose così tanto più grandi di lui. Il rischio era quello di renderlo troppo adulto – invece in più scene l’autore ci ricorda che per quanto Florian sia percispace e intelligente, è pur sempre giovanissimo -, di declassare il ruolo dei suoi genitori – che nonostante il figlio sia una risorsa dell’FBI pensano alla sua incolumità e, soprattutto, alla scuola -.
Insomma, ci sono passi falsi in cui cadere ma l’autore è un vero professionista e si vede. 

Se avete voglia di un po’ di avventura, mistero e speciali deduzioni in stile Jessica Fletcher o Sherlock Holmes, dovete leggere questo romanzo. 

Si avvicinando Natale e vi assicuro che è il regalo perfetto per un giovane lettore che si sta appassionando al genere. 

Presto vi parlerò del secondo romanzo “Il caso della figlia del Presidente“, che sono sicura non mi deluderà!