Recensione e intervista: Gli effetti collaterali delle fiabe di Anna Nicoletto

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Buongiorno pasticcini al cioccolato fondente,

oggi vi racconto di un romanzo che mi ha conquistata!

ROMANTICHE, A ME!  

Trama

La vita di Melissa è molto lontana dai sogni e dai progetti che sentiva di poter realizzare fino a pochi mesi fa: dopo aver mandato all’aria un prestigioso dottorato a Londra per amore, l’amore le ha sbattuto la porta in faccia, fregandosene altamente di tutti gli anni passati insieme e del suo cuore spezzato. E ora lei si ritrova disoccupata e sola, con il timore di fidarsi di nuovo.
Stefano Marte, invece, è esattamente dove vuole essere: è brillante, carismatico ed è l’erede dell’impero di famiglia, un’azienda domotica di successo internazionale. Melissa e Stefano, due vite agli antipodi, non erano destinati a incrociarsi, eppure una serie di coincidenze li porta l’uno sulla strada dell’altra. La sintonia è immediata, almeno fino a quando lei non scopre chi è lui. Perché Melissa sa esattamente che tipo di uomo vuole al suo fianco, e di certo non è un figlio di papà che crede gli sia tutto dovuto. Il problema è che Stefano è disposto a darle l’unica cosa che lei desidera: il lavoro dei suoi sogni, l’opportunità per riscattarsi e dimostrare il suo valore. Rifiutare non è un’opzione. E, comunque, è solo lavoro. Basta relegare i sentimenti in un angolo insieme al brivido di eccitazione che prova ogni volta che lo vede. E poi lei è una donna razionale, ha già perso tutto per amore una volta, non cadrà mai più vittima del principe di turno. Quello che Melissa non sa è che ogni fiaba ha i suoi tranelli e le sue magie, e restarne immune si rivelerà più difficile del previsto.

Intervista

Mi è piaciuta tantissimo la protagonista per due motivi: non ha bisogno di un uomo, si basta da sola e si innamora per scelta e non per necessità. Volevo chiederti se, secondo te, questa è una delle grandi fortune delle donne di oggi.
E come mai questa protagonista geek? Quanto di te c’è in Melissa?

Sicuramente è un privilegio della nostra epoca poter scegliere di stare da sole. Cinquant’anni fa era molto più difficile. Io tra l’altro lavoravo con persone anziane e con loro ho parlato moltissimo dei rapporti di coppia e dell’amore: una persona che non si sposava, che non si sceglieva un compagno sentiva il bisogno di trovare una giustificazione, era la prima cosa che mi diceva. Si doveva sempre giustificare perché si è single e perché non si ha un uomo, ora finalmente possiamo liberarci da questo pregiudizio e in questo frangente siamo abbastanza fortunate.
Sapevo sin da subito che lei sarebbe stato un ingegnere informatico. Conosco abbastanza l’ambito perché mio padre insegna tecnologia, mio marito e diversi miei amici sono ingegneri informatici e sono circondata dalla tecnologia. Sapevo che lei sarebbe stata in un ambito che per una donna è molto difficile. Lei è nata spontaneamente ingegnere informatico ma poi riflettendoci sono stata proprio contenta di non averle dato la classica professione da protagonista di romanzo rosa che è gallerista, cuoca..
È nata scientifica e per un’appasionata di tecnologia il nerd è proprio dietro l’angolo: difficile che una persona così non si appassioni ad argomenti come la fantascienza, i videogiochi.
Io non so programmare, ma sono motlo appassionata anch’io di cose nerd: quindi serie tv, pochi fumetti, fantascienza e anche quello non è stata una cosa programmata ma è stata naturale. C’è parecchio di me nelle sue passioni.

Quando Melissa ha cliccato il tasto “pubblica” per un progetto per lei decisivo, ho subito pensato a te quando hai pubblicato il tuo romanzo su Amazon. Anche tu eri titubante e avevi paura o ti sei sentita più decisa e pronta a raggiungere un obbiettivo tanto amato?

“Quella è stata la parte più autobiografica. Quel pezzo l’ho scritto molti mesi prima di autopubblicare però effettivamente quando poi l’ho fatto mi sono sentita proprio nello stesso modo. Quindi sì, elettrizzata da una parte, atterrita dall’altra perché non sai mai come possa andare. Certo, se hai una casa editrice alle spalle e adesso lo sto provando, ti senti anche un pochino più sicura. Se sei da sola devi trovare tu il coraggio di farlo perché nessuno lo fa per te quindi o sei tu che ci credi o sei tu che ci credi.
È stata proprio la parte più autobriografica, me la sono un po’ immaginata e poi alla fine è stata esattamente quella quasi come un presagio!”

Hai già in mente un nuovo romanzo?

In realtà ho già scritto il compendio di questo che è la storia di Caterina Marte. Mi è piaciuta molto come storia secondaria, è venuta fuori diversa rispetto a questa, un po’ sopra le righe, più introspettiva anche se tendo per indole personale a scrivere in modo parecchio ironico. La storia di Caterina è un po’ più sentimentale, più problematica proprio per il personaggio: Melissa non ha dei veri problemi, si è disoccupata ma quante lo sono? È stata mollata, pace è capitato a tutte. Ha genitori separati ma in realtà ha già trovato un suo equilibrio quindi tutto sommato dentro di lei è abbastanza compiuta; deve crescere perché ha questo obbiettivo professionale da raggiungere che per lei è molto importante ma dentro i suoi punti affettivi sono tutti completi. Caterina Marte, dalla famiglia disfunzionale da cui viene, è un personaggio diverso quindi la sua storia ha un taglio diverso.
Ho scritto la prima stesura e sono in contatto con l’editor che ha seguito ‘Gli effetti collaterali delle fiabe‘ e vedremo quando arriverà ma il romanzo c’è.”

Il titolo è emblematico perché parla di fiabe e poi all’interno si vede che c’è un po’ questo senso di speranza, di sogno che è legato alla fiaba, non è una denuncia. Spesso si legge in giro la critica riguardo all’amore collegato alle fiabe, invece no, Anna sottolinea il fatto che per quanto uno voglia essere razionale alla fine deve cedere un po’ alle fiabe.
A che fiaba ti senti più legata dal punto di vista dell’amore?

La Bella e la Bestia. È la mia preferita un po’ per età. Ora c’è da spezzare una lancia nei confronti della Disney perché le storie che sta producendo adesso sono tutte molto femministe, ad esempio ho visto da poco Oceania ed è l’emblema della forza della protagonista. Probabilmente questo cambio di rotta c’è stato da tempo con Brave, Mulan o anche Frozen in cui la forza sta proprio nell’amore tra sorelle.
Melissa mette in discussione le fiabe all’interno del libro però per me gli ultimi modelli Disney sono tutti molto ammirevoli per le ragazzine.”

Il tuo scrittore, o scrittrice, preferito?

“Immaginavo mi avreste fatto questa domanda ma non è per nulla facile rispondere! Banalmente ti direi J. K. Rowling per Harry Potter, di cui sono una grande fan, però più che lo scrittore in sé sono i libri singoli che mi rimangono dentro per un determinato motivo.
Molti romanzi romance, “1984” di Orwell che è uno dei miei libri preferiti anche se la lettura mi ha fatto stare malissimo perché è angosciante ma secondo me è uno di quei libri che devi leggere assolutamente nonostante sia un’agonia emotiva però va fatta.
Altri libri mi ricordano determinati periodi come quelli di Stefano Benni che mi ha avvicinato alla lettura quando ero ragazzina. Come romance direi Susan Elizabeth Phillips che è la maestra del genere. So che a volte i romanzi romance vengono bisfrattati dalla critica perché dicono che non ci vuole molto a scriverli e a queste persone darei in mano i romanzi della Phillips e direi ‘tieni, vedi se riesci a far di meglio‘!”

Da dove nasce la storia?

L’incipit l’ho sognato. Non so come mai, ma ho sognato una ragazza che non sapendo bene dove e perché si imbucava a questa festa spaziale in cui era arrivata per caso, in cui non era completamente adeguata al contesto e da lì c’è stato il ‘germe‘. Nei giorni successivi ci ho pensato continuamente con continui particolari che mi saltavano alla mente. Nel frattempo stavo vivendo un periodo particolare a lavoro quindi quest’idea si è intrufolata nella mia quotidianità e sono nate le prime venticinque pagine. Le ho lasciate lì per moltissimo tempo perché c’era qualcosa che ancora non mi convinceva: ho preferito aspettare e capire bene l’architettura, riscriverlo e revisionarlo. Da questo piccolo germe è nato poi tutto il resto. “

C’è qualcosa che vuoi trasmettere al lettore?

“Fondamentalmente non sono del tutto convinta che la narrativa di intrattenimento debba per forza avere un messaggio. È puro intrattenimento. A volte però i libri che si propongono come puro intrattenimento e ti dicono ‘guarda, divertiti, prenditi le tue ore, passa dei bei momenti con me’, alla fine mi hanno lasciato qualcosa. Non sono insegnamenti didascalici o che anche io magari volevo per forza mandare però capita che passino da soli in mezzo alle righe e poi chi vuole li coglie.”

È proprio quello che intendevo: a me è piaciuto tantissimo che lei fosse quella forte della coppia, che sia quasi lei ad aver salvato lui.
Per una ragazza che lo legge, anche tra le più piccole, è come dire: ‘guarda che non hai bisogno per forza del principe azzurro, poi se arriva meglio ma se non arriva.. ce la fai lo stesso.

Questo è un pensiero a cui tenevo molto anche perché direi che i tempi sono maturi per arrivare a salvarci da sole senza dover aspettare che arrivi qualcuno. E poi la cosa che mi ha piacevolmente stupito è che quando è uscito come auto pubblicato ho ricevuto veramente tanti messaggi che non mi aspettavo da persone che non conoscevo, in cui mi ringraziavano perché stimolati a concludere obbiettivi. E mi fa piacere, si vede che si sono rivisti in questa storia in parte anche di riscatto di Melissa.”

Ma la cosa importante è trovare il coraggio di provarci. Compiere quel passo verso l’ignoto lontano da ogni certezza possibile. Nonostante le avversità, nonostante i disincentivi, nonostante tutto.
(Gli effetti collaterali delle fiabe)

Recensione

❤️❤️❤️❤️❤️

«Alla fine mi sono ricreduta. Non sono tanto le fiabe di per sé, quanto gli effetti collaterali a contare. La speranza che ti spinge ad andare avanti. La principessa che si salva da sola e poi salva anche il principe. La consapevolezza che, qualsiasi cosa accada, non è mai la fine. È solo una nuova storia da scrivere.»

La protagonista di questo delizioso romanzo è la giovane Melissa: ingegnere informatico, nerd e neo single. Dopo aver rinunciato a un importante opportunità di lavoro all’estero per il suo ragazzo Leonardo, quest’ultimo la lascia proprio per andare a lavorare a Oslo e Melissa si ritrova senza sbocchi professionali e senza un fidanzato con cui ha diviso anni di amore e studio.

Dopo un appuntamento inutile e un po’ imbarazzante, Melissa si ritrova imbucata a una festa eslcusiva organizzata dalla multinazionale MarsTech, proprio l’azienda a cui ha mandato due volte il suo curriculum senza alcun responso. Decisa a inserirsi e trovare un modo per sfruttare l’opportunità offertale, si aggira per la festa di lancio di un nuovo prodotto affascinata e intrigata.

Ho il battito accelerato, e non solo perché ho perso il conto del numero di bicchieri bevuti. Toccare con mano un prodotto di domotica avanzata rientra nella mia lista di attività emozionanti. Molti reputano l’informatica un ambito noioso perché scrivere programmi richiede una competenza difficile da acquisire e lontana dalla libertà dei creativi. Invece si sbagliano. L’informatica è creativa. Scrivere codice su una tastiera e vederlo funzionante nella realtà, trasformare combinazioni di comandi in azioni tangibili che hanno effetti sulle attività quotidiane nei più disparati ambiti applicativi. Cosa può dare più soddisfazione?

Durante il suo incontro ravvicinato con la tecnologia della MarsTech incrocia un uomo divertente, affascinante con cui si diverte a programmare e migliorare proprio la novità di punta presentata durante la serata. Peccato scoprire poco dopo che l’uomo, che si è presentato come Stefano, sia in realtà Stefano Marte, figlio del fondatore e presidente della MarsTech.

Capelli neri leggermente spettinati. Barba accennata su un viso regolare, occhi scuri e una bocca ben definita appena aperta dalla sorpresa. Non è uno di quei gorilla palestrati da discoteca. Ha una bellezza particolare che, seppur indiscutibile oggettivamente, brilla grazie a delle unicità: le rughe d’espressione mentre aggrotta la fronte, il modo buffo di serrare le labbra, mentre mi fissa con fare perplesso…
Insomma, è certamente uno che si fa notare. Eccome. Talmente tanto che mi sento pronta ad azzardare un’ipotesi: lo scambio salivare con lui supererebbe un trenta e lode in analisi applicata.

Quando vengono interrotti e Melissa scopre l’identità di Stefano, come una moderna Cenerentola scappa senza lasciare traccia, incurante dei richiami di Stefano.

Il lunedì successivo all’incontro riceve la richiesta di un colloquio alla MarsTech e, nonostante le sue reticenze, accetta di lavorare per Stefano Marte facendo parte di un team esclusivo che sta ultimando un progetto molto importante per la società.

La storia di Melissa e Stefano è divertente, basata sul gioco della apparenze che creano tante incomprensioni in una coppia che, scopriremo presto, è davvero perfetta.

Un aspetto poco convenzionale del romanzo di Anna Nicoletto è che la protagonista è forte, indipendente e ha un suo equilibrio: convive con la sua migliore amica, ha un gruppo di amici affiatati e, in fondo, non le manca poi tanto l’amore. Il suo obbiettivo è raggiungere la soddisfazione a livello lavorativo e non si arrende per dimostrare davvero il suo valore.
Melissa è una protagonista forte, segnata da esperienze che le hanno fatto male e per questo faticherà ad accettare Stefano nella sua vita.

Dal canto suo, Stefano Marte è la parte tormentata della coppia perché lui e la sorella Caterina hanno una famiglia molto rigida e convenzionale, concentrata più sul prestigio e gli affari che sull’affetto e il concetto vero di “famiglia”.
Stefano è un personaggio che spicca nel romanzo proprio per la sua diversità: siamo abituati a uomini misteriosi, tormentati da un oscuro passato di cui non vogliono parlare, ricchi e all’apparenza irraggiungibili. In questo caso, invece, Stefano è solo un ragazzo cresciuto nel mondo della tecnologia, un nerd travestito da uomo d’affari e tenuto lontano dalla sua amata programmazione dal padre che per lui ha in mente un futuro chiaro e ben delineato all’interno della società di famiglia.
Stefano è un uomo sexy, virile e allo stesso tempo più alla mano, che si ritrova in completo elegante a giocare con gli amici nerd di Melissa a Call of Duty.

“Gli effetti collaterali delle fiabe” è un romanzo adorabile che mi ha saputo commuovere e conquistare grazie alla sua dolcezza e semplicità. Mi ha fatto sentire meno sola e soddisfatta della mia vita, perché sono forte, indipendente e non ho davvero bisogno del principe azzurro sul cavallo bianco che arrivi a salvarmi; mi salvo da sola, grazie.
Però, Principe Azzurro, ti aspetto eh. D’altronde, l’amore è sempre amore e anch’io voglio la mia fiaba.

Un romanzo stupendo che consiglio a tutte le romantiche che sono là fuori: questo è il libro che fa per noi.

Dai ringraziamenti dell’autrice (che mi ha fatto piangere, lo ammetto):

E, soprattutto, grazie a te. Che tu sia razionale o sognatore, ti auguro di saccheggiare il tuo effetto collaterale e trafugarlo nella realtà.