Recensione: Parlami di te di Monique Scisci

Trama:

Ci si può innamorare di qualcuno senza averlo mai visto?

Accusata di plagio, l’autrice di bestseller Sofia Leone cade in una profonda crisi personale e professionale e decide di allontanarsi per un po’ dalla scena. Una sera, però, scopre un concorso letterario in rete e rimane particolarmente colpita dal racconto Parlami di te di Christophe Martin.
Come in un gioco senza regole e confini i due iniziano una relazione a distanza “virtuale e letteraria” , che notte dopo notte si trasforma in qualcosa di molto più reale e passionale.
Christophe è perfetto, la capisce in tutto, ma come reagirebbe se sapesse che dietro quel nome di fantasia, Becca, si nasconde una delle più famose scrittrici del momento? La situazione precipita la sera di Natale quando Sofia riceve la foto di Christophe.
Ma in amore l’unica regola valida è che non esistono regole. Tutto è possibile, basta solo crederci.

Un romanzo di cui vi innamorerete subito.

 

Recensione:

❤️❤️❤️❤️❤️

L’amore è una cosa strana. Improvvisamente ti travolge lasciandoti senza fiato. Arriva quando meno te lo aspetti e, soprattutto, quando ormai non ci speri più. Per caso sollevi gli occhi al cielo, scorgi una stella e il tuo mondo comincia a ruotare attorno a lei come se fosse l’unica fonte di vita sulla terra.

 

Sofia Leone è una famosa scrittrice che dopo essere stata accusata di plagio, entra in una profonda crisi professionale e personale: perde tutte le sue certezze e l’ispirazione e la voglia di scrivere scompaiono sotto l’assalto delle critiche, degli insulti e delle occhiate che la gente le rivolge al suo passaggio.

Dopo un anno il computer è nascosto sotto un telo, è ingrassata, non risponde alle telefonate del suo editore e solo due amici le sono ancora vicini: Simone e Valeria, la sua ex assistente. Proprio grazie a quest’ultima, scopre un concorso letterario in cui sono i lettori della rete a scegliere il vincitore e mentre scorre tra i vari titoli uno la attrae particolarmente: “Parlami di te” di Christophe Martin.
Sofia ci ha visto giusto, il racconto è coinvolgente e scritto molto bene; tutto d’un tratto sente il bisogno di scoprire qualcosa di più sull’autore di un testo così bello.

Come mai non aveva mai sentito parlare di lui? Era sicura che uno così non potesse essere un principiante. La profondità con cui aveva descritto le situazioni, la caratterizzazione dei personaggi, i sentimenti, erano frutto di una mente allenata, di una persona che quel mestiere lo praticava da tempo. La scelta dei termini, talvolta delicati come una piuma sospinta dalla brezza estiva, talvolta crudi come una lama che penetra nella carne, era accurata come se lo scrittore conoscesse a fondo la materia.
Quella storia, scritta così bene, colpiva il lettore travolgendolo in un vortice di desiderio e turbamento. Lo attirava, lo catalizzava e lo lasciava senza fiato fino all’ultima riga.
Chi era Christophe Martin?

Il racconto di Martin risveglia la fiamma della passione, torna a interessarsi di qualcosa, ha un obbiettivo e ha voglia di conoscere quest’uomo misterioso. Grazie all’aiuto dell’amica, crea un account fake su Facebook e, dopo averlo aggiunto, tra lei e Christophe inizia uno scambio serrato di messaggi.

Finalmente Sofia si accorge che il mondo è andato avanti senza aspettarla, non può andare avanti così per molto tempo e inizia a uscire dal suo guscio: lavora come aiutante nel negozio di antiquariato del padre, esce con Valeria e Simone e sboccia di nuovo.

E così tra quei frammenti di storia, le conversazioni rubate con il suo nuovo amico virtuale e i viaggi in motorino sotto il gelo tra le vie della città, qualcosa dentro di lei cominciò a cambiare. Il torpore emotivo si stava dissipando, costringendola a prendere atto che la sua stasi produttiva stava giungendo al termine. Nuove idee cominciarono a vorticarle in testa. Ogni cosa assumeva fascino e si imprimeva nella sua mente come una scritta indelebile che chiedeva di essere collocata sulla lavagna del tempo. Un sorriso, uno sguardo, una parola diventavano frammenti di un puzzle in attesa di essere composto. Sebbene Sofia facesse di tutto per ignorare il richiamo alla scrittura, diventava sempre più difficile costringere le idee al silenzio.

Torna anche la voglia di scrivere: le immagini si affollano nella sua mente e il computer viene riacceso; ne parla con Christophe e insieme a lui crea qualcosa di sorprendente e bellissimo.

La scrittura era importante, e lo aveva capito nel momento in cui Valeria e Simone l’avevano lasciata sola. Era stata sopraffatta da tutto il fango che le avevano buttato addosso e aveva finito per credere di essere un fallimento totale. Adesso aveva intenzione di ricominciare, e sapeva che quel romanzo aveva le carte in regola per essere un grande successo. Sarebbe stata una seconda possibilità.

Ora, Sofia non deve fare altro che affrontare ciò che il destino le ha regalato e riuscire a tenerselo stretto.

Quando si prendono decisioni importanti, decisioni che potrebbero cambiare il corso degli eventi, si ha bisogno di tempo e silenzio, di spazio e solitudine. In qualche modo si ha la sensazione di connettersi a quella parte di noi intima e nascosta che influisce sulle nostre scelte, una voce flebile ma profonda che ci aiuta ad accettare ciò che stiamo per fare, soprattutto per convincerci che andrà tutto bene.
Il cielo lentamente imbruniva, la nebbia velava i tetti della città, e a poco a poco la mente di Sofia si schiariva. Tutto sembrava avere un senso: dal tracollo all’anno di clausura, dal racconto di Valeria all’incontro virtuale con Christophe, alla stesura di un romanzo che non pensava mai sarebbe stato pubblicato e al suo imminente viaggio… Ogni cosa era collegata.

 

Ancora una volta, Monique Scisci non mi delude: riconosco il suo stile elaborato e scorrevole, la narrazione in prima persona dal punto di vista di Sofia Leone e una marcata caratterizzazione.

La particolarità, infatti, dei suoi scritti è come riesce a definire i personaggi dando loro una forma non solo fisica ma anche psicologica.

Sofia Leone è una donna che ha sofferto tanto per le accuse che le sono state ingiustamente rivolte, non è riuscita ad affrontare la frana che le è crollata addosso e per un anno si è nascosta al mondo esterno. Grazie a Christophe, alle sue parole, alle loro telefonate notturne, ritrova una parte di sè che pensava fosse scomparsa per sempre.

« [..] Il fatto che Chris non sappia chi sono mi ha stimolata e mi ha permesso di riscoprirmi. Conoscerlo mi è servito per ritrovare la persona che ero. Sofia e Becca sono le due parti di una stessa sfera che per un po’ si sono separate»

Anche il personaggio maschile, Christophe Martin, è ben delineato. “Parlami di te” è un racconto di suo padre, uno scrittore che ha sempre avuto paura di far leggere le sue opere a estranei ed è morto prima di avere il coraggio di mettersi in gioco. Christophe non è uno scrittore, ma, dopo averlo ritoccato, decide di partecipare al concorso in onore del padre.
I rapporti nati sui social network non mi sono estranei, quindi posso affermare con cognizione di causa che l’autrice ha saputo rendere molto bene i sentimenti contrastanti che vorticano nel cuore dei due protagonisti: quella stretta allo stomaco, felicità e tristezza, dubbi, paure.. i sorrisi accennati, l’affetto, i giudizi degli amici, le telefonate a notte fonda.. Penso che molti lettori riusciranno a immedesimarsi nella storia di Chris e Sofia.

Parlami di te” è una bellissima storia d’amore: coinvolgente, appassionata e profonda; un bellissimo sogno ad occhi aperti.

«A volte si incontrano persone che hanno il potere di illuminare il nostro cammino e di consigliarci il percorso migliore. Quelle persone sono come degli angeli, e in quanto tali svaniscono dopo aver esaurito la propria missione. Ho iniziato a scrivere questo romanzo perché volevo dare sostanza a un’amicizia nata per caso, ma che ha significato molto per me.»