Recensione: Nuova vita di Dilhani Heemba

Trama:

“L’amore rende folli.”

“L’amore rende vivi; quando lo perdi, muori.”

Shayl’n Til Lech, principessa dei Lupi Grigi e sovrana delle Tigri Bianche, vive a Santa Idnak, dove cerca di ricostruire la pace di due popoli e di dedicarsi alla sua famiglia. Non è facile, però, riappacificare il cuore quando il padre del bambino che ha messo al mondo le manca più dell’aria.
Nonostante l’attenzione che non smette di avere verso una Nuova Terra in ripresa ma sempre sull’orlo di conflitti di interesse, la sua è una lotta quotidiana contro i fantasmi del passato, una lenta rinascita che subisce un brusco arresto quando riappare il tapi di Ahilan Dahaljer Aadre.
Shayl’n non perde tempo: si mette sulle tracce, scarsissime, che suo marito avrebbe lasciato e che portano in terra africana, terra di contrabbandieri e antiche tribù, terra immensa e desolata, popolata di creature inimmaginabili. La scelta è dura: da una parte ha dei doveri, un figlio piccolo, Nilmini, Madre Brìgit e gli amici; e un uomo che potrebbe amarla con sincerità. Dall’altra, oltre i picchi montuosi, nessuna certezza, solo un incubo ghiacciato.
Ma Dahaljer una volta le aveva detto: “Tu andresti tra i mostri solo per salvare qualcuno” e ora Shay s’incammina per lui, per scendere verso un terribile inferno, dal quale risalire sarà ancora più difficile.

 

Recensione:

❤️❤️❤️❤️❤️

Quando ero ragazzina, pensavo che l’amore fosse un sentimento, ma i sentimenti sono volubili. L’amore è volontà.

La vita mi ha insegnato che amare significa combattere per NOI, è per questo che i mantiene in vita, è per questo che ha i suoi momenti di pace, è per questo che bisogna crederci.

 

Abbiamo lasciato Shay come vedova Aadre, principessa dei Bamiy e sovrana delle Tigri Bianche.

La guerra è finita e finalmente si sente aria di pace.

Dahal è morto. Alessio Aadre Lech è nato.

Shay vive solo per lui, Nilmini e quella che ora è la sua famiglia. E’ passato un anno dal tragico incidente ed è tenuta in vita solo dalla forza dell’amore e dal senso di giustizia innato in lei.

Ma un giorno la speranza viene a bussare alla sua porta: un uomo le porta un tapi con il nome di Dahal. Un indumento strappato dal corpo di un uomo incatenato in un villaggio nelle isole di Taormina.

Dahal è davvero vivo? La speranza torna viva in Shay, deve trovarlo. Per suo figlio, ma soprattutto per se stessa.

Parte per un lungo viaggio accompagnata da Danka e Joshua, le sue due guardie del corpo, alla ricerca di prove, di indizi che dimostrino che suo marito è vivo.

Per i lettori più impazienti, come me, vi rivelo che Dahal è vivo, imprigionato dagli Spiriti del Male in un luogo a sud dell’Africa, di cui nessuno parla e da cui alcun uomo è mai tornato.

Molte saranno le persone che cercheranno di far desistere Shay dall’andare in quell’inferno di ghiaccio e male allo stato puro, ma ora che ha scoperto che suo marito è vivo niente la potrà fermare.

“Ovunque e comunque, Dahal.”

Il viaggio è appena iniziato, Shay e Dahal affronteranno difficoltà non solo fisiche ma anche psicologiche. Sono cambiati, il loro amore è cambiato. Le sofferenze hanno inciso profonde cicatrici nelle loro anime, lunga e ripida sarà la loro risalita ma ce la faranno.

E’ vero non eravamo più gli stessi: eravamo cambiati, cambiati in maniera diversa, con le nostre lotte. Ma come può essere tanto forte l’amore se non si adatta ai cambiamenti della vita? Avremmo lottato e lo avremmo fatto insieme, ci saremmo adeguati, perché in caso inverso, saremmo rimasti indietro, troppo per tenderci anche solo la mano.

E’ sempre Shay che ci racconta gli eventi, le gioie e le sofferenze. Ho trovato la narrazione più fluente rispetto al primo libro, ci sono molti eventi ma sono ben strutturati, tanto da invogliarmi a non interrompere la lettura.

I personaggi sono ben caratterizzati, ognuno ormai acquista agli occhi del lettore una sua figura, una sua personalità: al lettore sembra di conoscerli, soprattutto coloro che abbiamo incontrato anche in “Nuova Terra”.

Bellissima la crescita interiore di Shay e Dahal: li ho trovati molto maturati, sia come persone singole che all’interno del loro rapporto ed è bello leggere di un amore non tanto travagliato per le difficoltà della vita, ma per gli scontri di una coppia che cresce insieme, si capisce e si ama semplicemente per ciò che si è, nel bene e nel male.

Un altro fattore che ho molto apprezzato, e che ho trovato più presente in questo libro rispetto al primo, è la fede di Shay. Soprattutto quando si troverà imprigionata dagli Spiriti del Male per salvare Dahal: sarà la forza della sua fede a salvarla dal baratro. E’ uno dei pochi libri che abbia letto che l’abbia resa in un modo così sottile e così delicato da non urtare la sensibilità di nessuno, secondo me.

Un libro davvero bello, un caleidoscopio di emozioni che il lettore non può fare a meno di provare!

(Per acquistarlo, essendo autopubblicato: http://www.dilhaniheemba.com/nuovaterrasaga.html )