Monique Scisci, autrice de “L’ampolla Scarlatta”

“Ciao Monique, prima di tutto benvenuta nel mio sito. Dato che sei stata tu a convincermi a crearlo, direi che ti tocca questa mia prima intervista:

Hai sempre avuto la passione per la scrittura?”

Monique: Ciao Regin, grazie per loccasione di parlare del mio romanzo. Allora s, mi sempre piaciuto scrivere. A nove anni ho steso un saggio di biologia, fortunatamente andato perduto.

“Quando hai pensato la prima volta di poter scrivere un fantasy? Un libro vero?”

Monique: Circa tre anni fa. Se penso alla scrittura, il collegamento logico il fantasy, ci sono cresciuta. Mi piace andare oltre i confini del reale con la fantasia. E un’esperienza unica.

“Sono d’accordo con te, da lettrice posso dire che una bellissima esperienza, ma da scrittrice? Come ti trovi a creare tu stessa l’esperienza che poi andr a percepire il lettore?”

Monique: Immagino le scene come se vedessi un film. Cerco di creare l’atmosfera attraverso le parole, di dare sostanza ai personaggi nei quali mimmedesimo nel bene e nel male. Cerco di sentire gli odori, i colori, di provare le stesse sensazioni, come potrebbe fare un regista. Costruisco tutto nel dettaglio per dare verosomiglianza all’irreale.

“So che ami Bram Stoker, quanto ha influito su di te il suo Dracula e di conseguenza sul tuo romanzo?”

Monique: Amo l’autore per avermi donato l’idea di un vampiro ambivalente. E grazie al suo romanzo che nata la passione per la narrativa di genere. I miei vampiri riprendono da lontano quello che sono i turbamenti del Conte Vlad. Tuttavia, come lui ho cercato di costruire una storia del tutto nuova attorno alla leggenda.

“Anticipi l’inizio di ogni capitolo con una frase, un paragrafo o un aforisma ogni volta diverso, che riflette in qualche modo quello che sar poi il contenuto dello stesso. Come mai questa scelta?”

Monique: Mi piace l’idea di introdurre i capitoli con una riflessione iniziale. Preferisco che il lettore entri cauto, ma preparato allinterno della storia.

“Cosa c’ di tuo nei tuoi personaggi? Nell’anima del libro? Dove ti pu ritrovare il lettore?”

Monique: Ogni mio personaggio custodisce una parte di me, anche le figure negative, gli antagonisti. Aurora riflette la mia fragilit, linsicurezza con cui spesso devo fare i conti, aspetti di me che tendo a celare. Preferisco mostrare un lato pi forte e deciso, quello che la protagonista sfogger nella seconda parte del romanzo, quando dovr fare i conti con la sua natura.

“Anche il bel dottore, Evan?”

Monique: S, anche lui, o meglio, Evan rappresenta la parte pi oscura del mio carattere. glaciale e criptico, un personaggio complesso. Pi che altro l’idea dell’uomo che volevo per Aurora, bello enigmatico e affascinante, ma non scontato. Infatti, emerge e si definisce nel corso del romanzo. La sua figura pu piacere o meno. Ci voluto del tempo per costruirlo, ma esiste una parte di lui che non sopporterei nella vita reale.

“Come mai hai ambientato la storia proprio a Morgex?”

Monique: Volevo ambientare il romanzo in Italia, in un luogo che fosse stato abitato da lupi e che si trovasse al confine, quindi in una zona abbastanza fredda. Naturalmente volevo fosse un luogo di montagna e Morgex si presta perfettamente. un piccolo paesino grazioso vicino Courmayeur, e possiede tutte le caratteristiche che mi servivano.

“So che la copertina l’ha creata Max Rambaldi. Avendo letto il tuo libro penso sia perfetta perch racchiude l’essenza del rapporto tra Aurora, il lupo e l’ampolla scarlatta. Che mi dici di questi tre fattori?”

Monique: Devo ammettere di essermi emozionata quando mi arrivata la bozza della cover. Max riuscita con poche indicazioni a focalizzare la storia. Aurora che si lascia avvolgere dal lupo, come se cercasse in lui conforto e protezione. La presenza dell’animale fondamentale.

Tra le mani della ragazza c loggetto misterioso che rappresenta la svolta, il punto di rottura. In questa storia per l’ampolla perde il suo significato benefico.

“Il finale del libro molto di impatto, a quando il seguito? E da quanti libri pensi sar composta la serie?”

Monique: L’Ampolla Scarlatta nato nella mia testa come il primo di una saga, tra cui un prequel. Al momento sto scrivendo il secondo, che chiude alcune parti rimaste in sospeso nel primo, molto dipende dalla stesura di questultimo. Sto cercando di dare un svolta al personaggio principale come si evince dall’esplosivo epilogo, che in un certo senso rimescola le carte.

“E per finire, perch le persone dovrebbero leggere il tuo libro secondo te?”

Monique: Penso sia facile immedesimarsi nella protagonista e seguire, tramite il suo punto di vista, il corso degli eventi. Aurora potrebbe essere ognuno di noi. Inoltre, il romanzo, risponde in maniera piuttosto realistica alla domanda: Ma se scoprissimo che le leggende sui vampiri fossero reali, come reagiremmo?

L’Ampolla Scarlatta racconta una storia di fantasia, ma non solo. Lingrediente non esclusivamente lelemento paranormale fine a se stesso. Allinterno, infatti, troviamo intrecci complessi, cospirazioni, lotte di potere, passioni e tradimenti, che rendono la storia ritmata e con molteplici colpi di scena. Penso sia una lettura interessante dal punto di vista creativo.

“Grazie per avermi rilasciato lintervista. A presto cara e un abbraccio grande, ti meriti il meglio.”

Monique: Grazie a te per la splendida occasione. Parlare del mio romanzo sempre un piacere. Baci.