Recensione: Legami di sangue di Rosa Pezzuto

Trama:

Alisia si sente vuota. La sua intelligenza e il suo status sociale, che potrebbero aprirle molte porte per il futuro, la rinchiudono invece in una gabbia di solitudine e tristezza da cui sembra non avere vie di fuga. Un oscuro segreto, una nuova realtà, lo sguardo cremisi di un vampiro a cui sembra indissolubilmente legata, cambieranno la sua vita per sempre.

 

Recensione:

❤️❤️❤️❤️❤️

Una cosa impensabile tra un’umana e un vampiro, tra cacciatore e preda. Era come se una lepre si fidasse di un lupo, o una gazzella di un ghepardo. Eppure, persino ad Aitan piaceva tenerla così, saperla al sicuro dagli altri vampiri o dagli umani… Fissò bramoso le sue labbra dischiuse… Com’erano morbide mentre le baciava… voleva che fossero solo sue, come il suo sangue.

 

Alisia Archer è l’unica figlia di Rupert Archer, un imprenditore molto ricco e a capo di una famiglia antica e facoltosa. Frequenta un istituto in cui le relazioni sono basate su rapporti sociali ed economici tra le varie famiglie e, per questo motivo, è una ragazza molto sola.

Alisia odiava l’istituto Mildrheed. Odiava le persone ricche e frivole che lo frequentavano, odiava i professori che ti leccavano i piedi se eri figlio di un pezzo grosso e odiava gli idioti pieni di sé che prendevano di mira gli studenti iscritti con la borsa di studio, ingegnandosi nella maniera più abietta possibile per farli sentire dei perfetti perdenti.

Un giorno, tornando a casa da scuola, sente suo padre litigare con suo zio Lucius riguardo il testamento, la discussione degenera fino a che Lucius uccide il fratello.

In preda al panico, Alisia si ricorda ciò che suo padre le ha sempre ripetuto sin da quando era piccola;

“Solo se sarà in pericolo la tua stessa vita potrai andare nei sotterranei, bimba mia” le aveva sempre ripetuto il genitore. “Dopo la scala a chiocciola, prenderai il corridoio che porta a sinistra. Lì ci sono delle celle di ferro senza fessure. Dovrai aprire solo quella dal colore scarlatto.”

Corre verso quella porta rossa, che misteriosamente si apre quando si appoggia con la spalla ferita: al suo interno trova una Vergine di Norimberga. Sconvolta, la giovane non sa cosa fare quando inaspettatatamente la macchina si apre e ne esce un mostro che, dopo averla superata,  uccide brutalmente Lucius.

Superato lo shock e il dolore per la perdita del padre, Alisia scopre che il mostro in realtà è un vampiro dalle fattezze di un giovane ventenne ed è al suo servizio.

L’autrice non fornisce un’esatta fascia temporale in cui la storia si svolge, ma attraverso la protagonista scopriamo che i vampiri esistono e, pur vivendo tra gli umani, tengono un basso profilo grazie a un antico patto tra la loro razza e l’Alleanza, antica organizzazione che si occupa di scovare ed eliminare i vampiri malvagi.

Inoltre, ogni membro ha un vampiro al proprio servizio, legato all’umano tramite un sigillo che ne limita i poteri: dopo la scomparsa di Rupert Archer, Aitan è il vampiro di Alisia, nuovo membro dell’Alleanza.

Dopo la Cerimonia di Transizione, in cui la presenza di Aitan le sarà molto d’aiuto…

Lei annuì. “Non lo so se ci riesco, Aitan. Non so se sono capace di farlo”.
“Se ti aspetti che mi metta a consolarti o qualcosa del genere, ti sbagli di grosso. Tu sei una Archer, Alis, e devi comportarti di conseguenza. Nessuno degli aspiranti cacciatori è mai preparato a questo. Però avresti potuto immaginarlo”.
“Io pensavo a qualche sorta di prova… non un combattimento! Io non so combattere. Scommetto che Fuyumi ha ricevuto un’educazione alla lotta sin da quando era piccola”.
“Smettila di lamentarti. Affronta questa cosa e abbi più fiducia nelle tue capacità e nei membri dell’Alleanza”.

..Alisia diventa ufficialmente una cacciatrice ma il suo ruolo rimane molto marginale, fino al momento in cui dei vampiri malvagi scopriranno l’attraente odore del suo sangue e tenteranno di rapirla.  La nostra protagonista non è una sprovveduta e se in un primo momento sarà il suo vampiro a salvarla, imparerà in fretta a difendersi e tenere testa a chi tenta di farle del male.

Era davvero inspiegabile la cosa, com’era inspiegabile il fatto di aver affrontato il sole senza ordine, di sua spontanea volontà, per andare a salvare la sua padrona, colei che avrebbe dovuto servire, sì, ma detestare più di qualsiasi altro umano. Ma quella ragazzina non era come tutti gli altri. Che gli anni passati tra i mortali lo avessero rammollito?

 

Con un ritmo incalzante, il rapporto tra Alisia e Aitan diventa sempre più stretto.

“Sei tutta strana”, continuò lui.
Alisia annuì “Forse è per questo che mi sono affezionata a un vampiro scorbutico”.
“Sarà lo stesso motivo per cui io mi lascio trascinare da una mocciosa irritante”.
“No, il tuo è perché il mio sangue è troppo buono e faresti qualsiasi cosa per averne un po’”, scherzò lei, anche se era proprio ciò che pensava
.

Non è solo il sangue a interessare Aitan, ma la stessa sua padrona, il suo coraggio e la sua dolcezza: lei è sua e nessuno può portargliela via.

 

Ho letto questo libro circa un anno fa, avevo conservato un buon ricordo e ho deciso di rileggerlo per piacere personale ma, soprattutto, per poterlo recensire, così da spiegarvi perché lo apprezzo così tanto!

L’ambientazione esterna e la fascia temporale vengono lasciati in secondo piano, quasi inesistenti come se la scrittrice volesse incentrare l’attenzione del lettore esclusivamente sui personaggi e sulle loro vicende: direi che ci è riuscita!

La narrazione è alternata tra la prima persona di Aitan e quella di Alisia, rendendo così una buona panoramica dei pensieri dei due protagonisti, pur lasciando un velo di mistero sul personaggio del vampiro.

Ci sono alcune piccole imperfezioni e non ho apprezzato le poche imprecazioni censurate: “c***o” o “s*******e”: sono dell’idea che, piuttosto che renderle in questo modo, sia meglio non inserirle nel manoscritto!

Nonostante questo, consiglio assolutamente la lettura: un libro avvincente e davvero bello – ideale per tutti gli amanti del genere!