Le autrici Giulia D’Alessandro, Monica Lombardi, Maria Cristina Robb e Miriam Tocci!

Regin: Carissime, oltre ovviamente ad essere onorata, vi ringrazio di aver accettato quest’intervista. Partiamo dal principio, io qualcosa gi so, ma spieghiamo meglio a tutti i vostri fans: da cosa nasce Spinnaker DGbooks?

Monica : Spinnaker DGbooks nasce da Spinnaker, leditore con cui ho pubblicato in cartaceo il terzo e sto per pubblicare il quarto volume della serie Mike Summers, Scacco Matto. Spinnaker proprio dal nome della vela.

Regin: E come nata questiniziativa?

Monica: A dicembre Spinnaker ha deciso di intraprendere la strada del digitale, dapprima con alcune raccolte di racconti.

Giulia: I racconti possono avere prezzi contenuti e nello stesso tempo sono pi facili da “spacciare”.. Soprattutto perch il futuro digitale..

Maria Cristina: Esatto, pare che quello sia il futuro.

Miriam: Di sicuro sono pi accessibili, pi alla portata.

Monica: I racconti sono stati per tastare un terreno sconosciuto. A tutti, anche a Spinnaker, sembrato pi semplice e meno rischioso come esperimento che non iniziare con dei romanzi. Per quanto riguarda il nome, DGbooks perch sono libri DiGitali ma tra noi anche una battuta, DG sta anche per qualcosaltro, lhai capito, no?

Regin: Non ci avevo pensato! Questi sono messaggi subliminali!

Monica : Esatto! E chi divorzia pi da DGbooks, con questo nome???

Regin: Nessuno direi! E tra di voi siete unite per amicizia?

Monica: Si, amicizia e intento comune – a tutte interessava il digitale.

Regin: E interessante quello che ha detto Giulia: voi che ne dite di questo boom che ha preso anche l’auto-pubblicazione? Mi spiego: Giulia ha detto che i racconti hanno un costo pi contenuto e sono pi facili da spacciare per stiamo notando quanti autori emergenti pubblichino i loro libri vendendoli a poco. Voi che pensate di queste iniziative?

Vi considero a parte del discorso perch, nonostante sia uniniziativa nuova, siete comunque autrici con dietro un certo bagaglio.

Monica: Le cose stanno cambiando, e molto in fretta.

Giulia: Direi che il fenomeno pu diventare un’arma a doppio taglio… tutti scrivono ma non tutti sono in grado di scrivere, questo non va dimenticato… si rischia di saturare il mercato con prodotti scadenti.

Monica: Sono anche pi rapidi da approntare e, per questo, pi flessibili – nel senso, un romanzo una volta che l’hai scritto, che fai, lo butti? Lo ricominci da capo? Al limite lo revisioni. Con i racconti puoi sperimentare, correggere il tiro, crescere in fretta. Non parlo di esperienza di scrittura, veniamo tutte da romanzi, due di noi da diversi romanzi. Parlo di pubblicazione digitale.

Maria Cristina: Concordo con Giulia, un grosso rischio, anche se credo che alla fine la qualit riesca comunque a emergere.

Regin: Esatto, lo penso anchio. Il problema che poi difficile trovare tra tutti quelli che davvero valgono.

Miriam: Esatto, questi sono i contro.

Monica: S, replicando a quello che ha detto Giulia, vero, ma il pericolo c’era anche con la piccola editoria. E parla una che ha sempre pubblicato con la piccola editoria – c’ la qualit, e ne ho vista negli anni, ma ci sono anche le ciofeche, e come fa la gente a scegliere? Quindi i pericoli della qualit scadente c’erano anche prima, ora sono diventati… pi democratici. Forse sar la fine del fenomeno dell’editoria a pagamento!

Miriam: Per questo motivo Spinnaker cerca di curare al massimo le raccolte, per fare la differenza.

Giulia: Giusto, Miriam.

Regin:E’ un bel problema.

Monica: Posso fare una domanda a te, Regin? Ma le lettrici, se ne accorgono della cura che c’ dietro? A volte leggi dei commenti che ti fanno cascare un po’ le braccia – sia sui tuoi prodotti curati e stracurati, sia su quelli tirati via.

Regin: Sinceramente penso di no. Secondo me molte persone sono limitate, non lo dico con cattiveria, ma magari per diversi motivi come labitudine, il carattere, le possibilit economiche o proprio per un limite mentale a volte non allargano i propri orizzonti. Non tentano di apprezzare o non sono in grado di approcciarsi a formati e autori nuovi o non propriamente famosi.

A volte non capiscono che non la presenza in libreria a fare di quel romanzo un vero Libro.”

Monica: Io in parte le capisco, Regin, c’ talmente tanta offerta, sul mercato! Molta pi offerta che domanda, purtroppo. Dopo aver pubblicato il primo romanzo, era il 2008, la prima volta che sono entrata in una libreria mi venuto lo sconforto: perch, mi sono detta, con tutta questa scelta dovrebbero voler leggere proprio il mio?

Maria Cristina: Per a volte si leggono delle tali schifezze che pensi di avere qualche speranza.

Regin: Spero vivamente che nel mio piccolo la gente legga e capisca che c’ cosi tanto da leggere e da provare.

Maria Cristina: Soprattutto legga, il capire arriva col tempo.

Regin: Potremmo parlarne per ore!

Parliamo delle vostre due raccolte Love at Christmas e C amore nellaria. Io ovviamente le ho lette e recensite e non smetter mai di consigliarle. Ma ditemi, come sono nate le vostre storie? Avevate una struttura, un qualcosa su cui regolarvi o avete scritto e poi vi siete confrontate?

Miriam: Dal cuore. Per quelle di Natale io, Monica e Giulia non ci siamo date una struttura precisa per una questione di tempi. A cose fatte ci siamo ritrovate con tre storie in sintonia perfetta. Il leitmotiv era: tre penne diverse per tre storie di amori ritrovati!

Per C’ Amore nell’Aria ci siamo date questo titolo come filo conduttore e una vena artistica per i personaggi principali: pittura, musica, teatro, pattinaggio.

Regin: E bello che vi siate trovate cosi in sintonia.

Miriam: Squadra collaudata!

Maria Cristina: Allora parliamo dispirazione. Mia figlia pattina e quest’anno hanno fatto uno spettacolo di Natale meraviglioso. Ho pensato come sarebbe stato bello ricreare le sensazioni provate davanti a quei ragazzi che scivolavano al ritmo della musica. Poi quando si parlato della raccolta di San Valentino, ho chiesto se erano interessate e alla fine, dopo diversi editing, mi hanno inserita nell’antologia. Un grande onore per me.

Monica: Erano tre storie molto diverse, per ambientazione e registro, ma avevano un fil rouge comune. Per la seconda, il fil rouge l’abbiamo cercato – ti piaciuto?

Regin: Si mi piaciuto tantissimo. La seconda, non so se dovuto a una lettura pi recente, lho trovata pi complessa rispetto a Natale. E una mia impressione? In positivo ovviamente.

Miriam: Davvero? In che senso complessa?

Regin: Con delle basi pi forti, sentimenti che hanno trapassato la pagina.

Monica: Forse perch le storie natalizie hanno sempre quel sentimento di fondo che le rende… tranquille, proprio perch natalizie, anche se il racconto di Giulia era bello tosto!

A Natale vuoi leggere delle storie “feel good”, ecco.

Regin:Niente da togliere al tema del Natale. Non sono state tanto semplici sai? Erano piene di sentimenti anche quelle storie ma forse per la loro diversit ho provato una girandola di emozioni pi vasta per la seconda raccolta.

Miriam: Queste ultime di sicuro sono a tutto tondo, toccano un po’ tutte le sfumature dell’amore.

Monica: Forse queste quattro sono pi varie e diversificate, non dovevi attenerti a uno “spirito” particolare come quello natalizio, potevi scegliere.

Miriam: Esatto.

Regin: E che mi dite dell’ispirazione? Maria ha pensato a sua figlia. E voi? E difficile farvi domande pi precise essendo racconti ma vorrei che le persone che leggeranno l’intervista capissero cosa c dietro questi sette bellissimi racconti e dietro i vostri nomi.

Giulia: Io mi sono ispirata a un racconto su un dottore che avevo nei miei file… e poi San Francisco mi piaceva. Per quanto riguarda Natale, era un racconto gi finito che ho adattato per l’atmosfera natalizia. L’ispirazione viene dalla vita reale e da altre letture… nessuno scrive niente di nuovo il trucco saper ri-scrivere meglio, rinnovare, metterci dentro le tue idee.

Monica: Scrivere un modo di vedere il mondo, sentirlo respirare, senti tutte le storie possibili attorno a te. E’ come il tizio con la passione della fotografia che non va neanche in bagno senza la sua Canon perch un corvo potrebbe posarsi proprio sul suo davanzale, o il pittore che vede il mare e gi lo immagina tratteggiato con il suo pennello. E s, assolutamente, come dice Giulia, nei cassettini della memoria hai tutte le storie che hai gi letto. L’ultimo che ha inventato qualcosa in termini di storie forse stato Omero.

Miriam: Lispirazione per Backstage in Love arrivata dall’altra mia grande passione: la musica. Conosco il mondo del Musical, i miei amici pi cari lo vivono in prima persona e di recente ne ho fatto parte io stessa con un ruolo in uno spettacolo. Questa storia dedicata a loro, agli attori, cantanti, artisti, che possono vivere mille vite sul palco e che una volta scesi devono fare i conti con la vita come fanno tutti. Volevo celebrare l’arte, la vita e l’amore, dietro le quinte e sotto i riflettori.

Natale ancora invece ha unimpronta pi autobiografica. Avevo bisogno di esorcizzare lo Spirito del Natale in un momento in cui ritrovarlo stato difficile, per me. La perdita di una persona cara pu far spegnere la magia di certe atmosfere ma per fortuna la fiammella della speranza non muore mai! stato bello scrivere questa storia ed stato ancora pi bello sapere di aver dato un messaggio positivo ai lettori che come me hanno vissuto unesperienza analoga. Vedi? Le storie possono assumere un valore terapeutico, per chi scrive e per chi legge.

Maria Cristina: Io ho incominciato a scrivere perch volevo vedere se riuscivo a creare negli altri le stesse emozioni che provavo io nel leggere certi bellissimi libri e poi ho frequentato corsi e letto libri e cercato di migliorare sempre il mio stile. L’ispirazione nasce da tutto e da niente (bella risposta eh?) A me capita di trovarmi una storia in testa mentre sono nel dormiveglia o mentre guardo dei ragazzini pattinare. Non sempre facile trovare la “strada” giusta.

Monica: In Natale a casa Roughlin, ho cercato la location, ho trovato quella casa, via con la prima scena e tutto il resto a seguire. I glicini, stessa cosa, sono partita dal pittore, sapevo che aveva una moglie molto pi giovane e due figli, forse perch fin da La valle dell’Eden (che poi Caino e Abele, capiscimi, siamo a un archetipo biblico!) la dinamica tra due fratelli maschi mi ha sempre intrigato moltissimo.

Regin: Come fate a rendere cosi bene i sentimenti? Leggendo la raccolta di Natale sentivo tutto la gioia, il dolore, la malinconia per non parlare della raccolta di San Valentino!Come riuscite a trasportarli su carta? E dalla carta renderli vivi per chi legge? Domanda stupida teoricamente Scrivete tutte romanzi, ma ogni volta me ne sorprendo.

Miriam: Le emozioni si evocano partecipando alla storia di pancia. La capacit di immedesimarsi nelle situazioni, nelle vite, nel sentire degli altri il punto di partenza, i valori aggiunti sono lo spirito dosservazione e le esperienze personali che rendono tutto pi vero. Bisogna escludere il resto e vivere quelle sensazioni che stai per mettere su carta sottopelle, a costo di piangere, ridere e soffrire con i tuoi eroi. Un transfert in piena regola!

Monica: Ascolti i personaggi, l’unico modo per farli vivere, altrimenti fai parlare tutti nello stesso modo ed un piattume unico! Quando scrivi sei molto in una posizione di ascolto. Altrimenti le parole sarebbero piene di te e nient’altro, che palle!

Maria Cristina: Regin, questa forse la domanda pi difficile del mondo. Credo che si tratti di esperienze di vite e di una sorta di empatia che si ha nei confronti degli altri e del mondo e pensi un po’ a come ti sentiresti tu in quel momento e in quel frangente. Poi una ricerca di parole che riescano a rendere vive quelle sensazioni.

Regin: E poi non pi difficile scrivere un racconto che un libro?

Monica: S, lo ! Perch hai meno tempo per far crescere i personaggi e le situazioni, devi essere conciso, essenziale, non puoi sbrodolare o perdere tempo, non hai tempo, in realt. Empatia e poesia nel senso di sentire le parole rotolare. Con un allarme agli infrarossi per i clich.

Giulia: S pi difficile scrivere un racconto: in poche pagine devi dare il senso alla storia e bucare il cuore del lettore..

Miriam: Verissimo Giulia. Arrivare a bucare il cuore del lettore dando spessore ai personaggi, una struttura solida alla storia e non deve mancare niente!

Maria Cristina: Secondo me pi difficile scrivere un bel racconto perch devi rendere la storia in un breve spazio, mentre nel romanzo puoi dilungarti nei particolari e quindi arrivare pi facilmente a far capire quello che la storia vuole dire.

Giulia: IO quando scrivo VEDO… come se davanti agli occhi mi scorresse un film, io sono quel personaggio, io faccio quelle cose… quindi per me facile raccontarle… prima una storia si vede, mentre la si vede la si scrive… per questo serve molta tecnica… per questo bisogna leggere, leggere, leggere e scrivere, scrivere, scrivere…

Monica: E’ vero, ascoltare e vedere. Guardi cosa fa il personaggio, ascolti quello che dice. Sei seduta di fronte al computer, svuoti la mente e aspetti di vedere e di sentire.

Miriam: ESSERE nella scena!

Maria Cristina: Esatto, come Giulia. Io vedo la situazione, i luoghi, le azioni, solo che le eroine hanno tutte la mia faccia… Per quello mi sono messa a fare un po’ di casting prima.

Monica: Io invece no, non ne ho mai avuta una con la mia faccia!

Regin: Come sono i vostri progetti futuri? Posso urlare al mondo che esce una raccolta per pasqua?

Monica: Pasqua? E’ tra 4 giorni!!! Che colpo!

Miriam: Ta-daaaan! Domandona!

Monica: Spinnaker DGbooks torner con una raccolta che sar qualcosa di nuovo e diverso per l’inizio dell’estate, maggiori dettagli tra un mesetto. Entro il 2013, quindi dopo l’estate, usciranno i primi romanzi targati Spinnaker DGbooks.

Fino a qui, cari fans, ho dovuto ridimensionare lintervista: causa scoppi di risate e battute qua e l! Quattro donne fantastiche e davvero simpaticissime!

Ho assistito anche in diretta alla creazione di un personaggio.. - Top secret –

Giulia: Allora Regin, hai assistito alla creazione di un personaggio immaginato che diventato un uomo vero… importantissimo visualizzare… anche se tanta gente ci scherza sopra.

Monica: Questa ve la raccontiamo. Stavamo parlando di come vediamo e sentiamo i personaggi e trascriviamo sulla pagina, io e Giulia, e una tizia mi guarda e dice: ma nella realt, come fate? Perch voi non sentite DAVVERO i personaggi parlare, vero?

Giulia: S mi ricordo, sono multitasking…

Ecco che di nuovo Giulia ci distrae con foto di possibili personaggi maschili. Ha attentato alla vita dei miei poveri ormoni, fans!

E dopo altre risate..

Monica: Dunque, cara Regin, hai tutte le tue risposte e di pi? O hai ancora domandine da farci?

Regin: Questa non stata un’intervista normale! Siete fuori di testa e lo dir al mondo intero! …ma in senso buonissimo!!

Maria Cristina: Ti sembrava possibile fosse normale??

Monica: Siamo artiste, non possiamo essere normali.

Regin: Ci piacete cosi!
Ultima domanda: perch le persone dovrebbero leggere Love at Christmas e C’ amore nell’aria?

Monica: Per sognare un po’

Maria Cristina: Per emozionarsi, l’unica cosa che ci fa andare avanti.

Giulia: Perch potranno sognare guidate da “penne gentili” … Al cor gentil rempaira sempre amore. (G. Guinizzelli)

Miriam: Per ritrovarsi nelle nostre storie e viverle con noi

Monica: Vedi, offriamo anche cultura.

Miriam: Certo! Io citavo Dickens a Natale!

Regin: Siete state fantastiche. Domani mi divertir a tirare un filo del tutto.

Monica: “Okay. E vedrai che tra un mesetto avrai qualche bella anticipazione 😀 Grazie tesoro per il tuo calore e il tuo entusiasmo, voglio conoscerti dal VIVO!!!!”

Giulia: Grazie REGIN, tu sei fantastica!!!

Maria Cristina: Regin sei stata molto paziente, grazie di tutto!!

Miriam: Grazie tesoro, stato un enorme piacere!!!

Regin: Bacioni e grazie dal cuore a tutte voi!! Buona fortuna per i vostri progetti individuali e per i futuri lavori con Spinnaker DG Books!