Le autrici Anna Rita Rossi e Elisabetta Rossi

Oggi intervisto due bravissime autrici Anna Rita Rossi ed Elisabetta Rossi:
Regin: “Ciao ragazze, oggi provo per la prima volta un’intervista a due. Due sorelle, due penne, due modi di scrivere. Iniziamo?
La prima cosa che vorrei sapere da voi se avete sempre avuto la passione della scrittura”

Anna Rita: “S, anche se si mescolava ad altre passioni, tipo la musica o il disegno. Ora, diventata una necessit per sentirmi in equilibrio. Mi sta davvero cambiando la vita: sto iniziando a guardare le cose con un animo diverso, pi sereno. Posso dire di aver trovato la mia strada e trovarsi una cosa meravigliosa.”

Elisabetta: “S, anche se con il tempo diventata una necessit di farlo tutti i giorni, come se mi mancasse l’aria per respirare.”
Regin: “Quindi.. Perch scrivete? certo, una cosa che fa parte di voi stesse, del vostro essere.. ma lo fate pensando anche ai possibili lettori, ai vostri fans o ‘scrivete e basta’ ?”

Anna Rita: “Io solitamente inizio a scrivere, partendo da un’immagine o da una frase che nasce in modo spontaneo nella mia mente. In altri casi, non seguo una particolare ispirazione: comincio con la prima cosa che mi viene in mente e proseguo, spesso la storia va avanti da s e funziona
Elisabetta: ” Le storie vengono da sole, i personaggi sono come degli amici che ti bussano alla porta e che devi far entrare… a volte mi perseguitano, nel senso che fino a che non racconto la loro storia io li ho l davanti a me. Direi che sono una medium delle loro sensazioni ed emozioni. Sono il tramite per il quale passano per raccontare la loro vita, la loro esperienza, i loro amori e le loro sofferenze.”

Regin: “Sapendo quante storie avete scritto, penso siate molto versatili.. soprattutto Elisabetta, ma sono sicura anche tu Anna.. Avete un genere che preferite su tutti?”

Anna Rita: “Per il momento il giallo, per, sto gi progettando una storia dove i personaggi saranno pi strutturati, vorrei plasmarli come persone vere. Sono nella fase della ricerca, ma vorrei riuscire a dare vita ad un romanzo dove ci sia spazio per delle storie pi complesse. Investigher sul passato e costruir un futuro per i nuovi protagonisti. Speriamo bene..”

Elisabetta: “Sicuramente il giallo, ma il chick lit e il rosa in generale, sono stati i generi che mi hanno aperto le porte per la pubblicazione nelle case editrici tradizionali.”
Regin: “Non ho ancora avuto modo di leggere le tue storie Anna, anche tu scrivi racconti brevi come Elisabetta?”
Anna Rita: “Ho scritto dei racconti, ma anche diversi romanzi brevi pi un libro di filastrocche.”

Regin: “E come mai tutte e due siete ricadute su questa scelta?”
Anna Rita: “Il racconto una forma che mi viene naturale, soprattutto perch si pu scrivere di getto senza dover costruire troppi palinsesti, ora, per, ho iniziato a lavorare anche su strutture pi ampie. “

Elisabetta: “Con l’ultima casa editrice con la quale ho pubblicato solo in digitale, aveva avuto questa idea, seguendo la moda che nata in Giappone di pubblicare romanzi, a puntate, di trenta pagine circa ognuno o racconti autoconclusivi sempre della stessa lunghezza da inserire in una collana che era dedicata allo stesso argomento, proprio per la necessit di avere a disposizione dei formati facilmente leggibili negli smartphone o tablet e fruibili dai lettori per brevi tratti di spostamento nei mezzi pubblici, un modo per avvicinare pi lettori possibili alla scrittura dando loro letture in pillole.”

Regin: “Come dicevo ieri a Elisabetta, non avete mai pensato di stampare alcuni racconti? Magari quelli di maggior successo per gli eterni amanti della carta? (lo ammetto vorrei il cartaceo di “Due giorni perfetti”)

Elisabetta: “Bambina golosa… S, sono amante della carta, lo sono sempre stata, ma il cartaceo sfiorerebbe prezzi esosi e sinceramente non me la sento di chiedere dieci o undici euro per leggere un mio libro. Vediamo se possiamo trovare una soluzione che non sia cos gravosa per il lettore”

Anna Rita: “S, ci abbiamo pensato, potremmo sfruttare l’opzione di Narcissus che consente di stampare a richiesta. Le idee sono molte, ci stiamo organizzando, io ho solo paura che tra promozione e altre cose non si riesca pi a fare bene quello che conta di pi per me: scrivere e leggere, anche leggere perch essenziale per crescere.”
Elisabetta: “Sono d’accordo con mia sorella l’idea c’, ma dobbiamo organizzarci per vedere come gestirla, anche perch un libro senza distribuzione non ha molta vita: non entra in molte librerie. Per essere visibile deve avere una distribuzione capillare altrimenti lo vendi solo a richiesta di amici e parenti”

Anna Rita: “Ne abbiamo gi avuto una deludente esperienza”

Elisabetta: “Ecco mia sorella mi ha tolto le parole dalla tastiera.”

Regin: “Ovviamente non entro nel merito. Passiamo ad altro..Cosa leggete di solito? Avete autori o un genere preferito?”

Anna Rita: “Io ho un spettro di lettura piuttosto ampio. La scelta delle mie letture si muove in modo abbastanza strano. Nel senso che a volte leggo un libro che mi rimanda ad un altro oppure scopro una trama interessante su Amazon mentre sto cercando un altro libro o ancora in libreria, in modo pi classico, mi colpisce una copertina e poi, scopro che la trama intrigante. Di prassi, se il libro cartaceo e sono in libreria leggo la prima frase e se quella mi convince il libro viene a casa con me e a volte, non un libro solo

Elisabetta: “Giallo investigativo: Connelly, Ed McBain, Doyle , oppure thriller medico: Jefferson Bass, mi piacciono molto anche i libri dell’antropologa forense Cristina Cattaneo, anche se non sono proprio dei romanzi. Per se mi innamoro di un incipt o di una trama posso leggere di tutto. Dimenticavo Kathy Reichs, ho letto molti suoi romanzi e ho la tendenza di leggere pi di un libro nello stesso momento.”
Regin: “Avete mai preso ispirazione da qualche libro letto? O modello?”
Anna Rita: “In maniera diretta direi di no. Mi spiego, io leggo e assorbo: sono una specie di spugna, e poi, rielaboro senza rendermene conto. Faccio un esempio, curioso direi, nel periodo in cui mi ero immersa nelle letture di Shakespeare, che a breve intendo rileggere perch la costruzione dei suoi personaggi e inarrivabile, mi rendevo conto che i miei pensieri erano formulati nel suo linguaggio.

Elisabetta: L’ispirazione molte volte celata in una nuova lettura, certo leggere porta ad aprire la
mente a diversi modi di affrontare una narrazione o affrontare un disagio, un sentimento, un dolore. Ma io paragono la lettura di un altro autore ad un’immagine che vedo davanti a me e dato che ho sempre disegnato oltre che scritto, quello che rappresenter non sar mai uguale a quello che fisser sulla tela un altro pittore.
Regin: “C’ una delle tante storie che avete scritto che vi entrata pi nel cuore? Che in qualche modo spicca pi delle altre per voi?”

Anna Rita: “Finora direi L’assassino va in scena, mi sono affezionata ai personaggi. La musica un elemento importante della storia e anche questo uno dei motivi per cui le sono legata, inoltre il mio primo romanzo per adulti.”

Elisabetta: “Nel mio romanzo Punizione mortale che presto spero di auto pubblicarmi ho scelto di creare un personaggio ispirato ad un mio vicino di casa che non c’ pi. Era una persona che sprecava del tempo ad ascoltare le mie storie e che mi chiedeva sempre come andava la mia scrittura

Anna Rita: “Non credo “sprecasse del tempo”, penso gli piacesse ascoltarle.”

Elisabetta: “….Ma ho altri racconti che prendono spunto da vite difficili vissute da donne e uomini che mi piace ricordare nei miei scritti, solo perch certe situazioni non devono essere dimenticate, come il femminicidio.
S vero, ho scelto sprecare del tempo solo perch ho avuto pi volte il sentore che se parlo del mio lavoro e della mia passione, molti mi guardano come se fossi Alien. Il mio vicino di casa non lo faceva mai.”

Regin: “A me piace pensare di aver trovato su facebook persone che mi sanno ascoltare, con cui posso condividere il mio amore per i libri. Persone che nella mia vita reale non c’erano, ma poi ho capito che non vero che non esistono, semplicemente non le conoscevo. Nessun alien qui.”

Anna Rita: “E’ vero, come per i libri: bisogna sempre ampliare gli orizzonti e il panorama cambia.”

Regin: “Ragazze, avendo voi scritto diversi racconti non abbiamo parlato proprio nello specifico delle vostre opere, diciamo che la nostra stata una chiacchierata tra amiche. Nonostante questo spero che i lettori possano capire cosa c’ dietro il vostro nome, il vostro io ‘scrittore’.

Vi chiedo l’ultima cosa.. Al di l del prezzo esiguo dei vostri ebook e della loro bellezza, io testimone, perch le persone dovrebbero leggerli secondo voi?”

Anna Rita: Vorrei che leggessero i miei libri prima di tutto egoisticamente perch per me sarebbe la realizzazione di un sogno a lungo inseguito: quello di poter vivere della mia scrittura e inoltre, perch sarei oltremodo onorata di ospitare nel mondo creato dalle mie parole dei visitatori che possano apprezzarlo o comunque confrontarsi con esso.

Elisabetta: Bella domanda… una di riserva? Scherzo. Non facile spiegare ad un lettore che ti addormenti di sera con in testa una storia e ti svegli di notte, magari per ritoccare un pensiero, la mattina ti alzi, ricordandoti che hai lasciato i tuoi personaggi in un dato punto della narrazione e ti dispiace se devi lasciarli cos per fare qualcos’ altro. Insomma io metto il cuore e l’anima in tutte le cose che scrivo, quindi spero che chi mi legge riuscir a carpire queste emozioni, questa passione che a volte diventa una vera ossessione.

Regin: “Vi ringrazio per l’opportunit di intervistarvi e la bella chiacchierata. Ne approfitto per farvi davvero i miei complimenti. Non smettete mai di scrivere. Un bacio e abbraccio a tutte e due.”

Elisabetta: Ringraziare te difficile, perch non sarebbe mai abbastanza, visto che la tua sola pubblicit mi ha fatto schizzare nelle classifiche dei romanzi rosa. Quindi il mio grazie avvolgilo anche in una bella carta regalo, un profumo che ti piacerebbe sentire e spero in un augurio che la tua disponibilit ti porti dove tu vuoi andare.

Anna Rita: Sono io che ringrazio te per la disponibilit e la possibilit che ci hai offerto di farci conoscere. Ricambio con affetto labbraccio.