“L’ultimo Catone” di Matilde Asensi

Trama:

Ladri di reliquie, le Chiese cristiane d’Oriente e d’Occidente, un’oscura confraternita religiosa e La Divina Commedia sono gli elementi chiave di questo intrigo mozzafiato lungo diciassette secoli.

Suor Ottavia Salina, massima autorità dell’Archivio segreto del Vaticano in fatto di paleografia, viene convocata dalle più alte gerarchie pontificie. È l’unica persona al mondo in grado di decifrare uno strano tatuaggio inciso sul cadavere di un etiope ritrovato sui monti della Grecia. Da questo enigma dipendono le sorti di tutte le Chiese cristiane. Viaggiando tra Roma, Ravenna, Gerusalemme, Atene, Costantinopoli, Alessandria e Antiochia, ovvero le sette città simbolo dei peccati capitali, e sottoponendosi a pericolose prove iniziatiche, Suor Ottavia, sempre affiancata dalla Guardia Svizzera Kaspar Glauser-Roist e dall’archeologo Farag Boswell, riuscirà a venire a capo di un mistero lungo diciassette secoli: chi è l’ultimo Catone?

 

Recensione:

“Le cose belle, le opere d’arte, gli oggetti sacri, soffrono come tutti noi dell’inarrestabile scorrere del tempo. Dal preciso istante in cui il loro autore umano, cosciente o no della propria armonia con l’infinito, dà il tocco finale e le consegna al mondo, comincia per loro una vita che, col passare dei secoli, le condurrà alla vecchiaia e persino alla morte. Nondimeno, questo stesso tempo che ci consuma e ci distrugge conferisce loro una nuova specie di bellezza, che la vecchiaia dell’uomo non può sognare di raggiungere. Per nulla al mondo vorrei vedere ricostruito il Colosseo, con tutte le mura e gradinate in perfetto stato, o un Partenone dipinto di colori squillanti, o una Vttoria di Samotracia con la testa.

L’incipit del romanzo pone le basi della storia: la voce narrante è Suor Ottavia Salina, direttrice del Laboratorio di Restauro e Paleografia dell’Archivio Segreto Vaticano. Ottavia è una studiosa molto colta e proprio per le sue qualità viene coinvolta in un’importantissima indagine: i Ligna Crucis, pezzi della santa Croce sparsi in tutto il mondo, sono stati derubati, ogni giorno un nuovo furto scuote la Chiesa Cattolica e la situazione è molto critica.

Inizialmente l’unico indizio è il corpo di un etiope morto per un incidente aereo: il corpo è pieno di strane cicatrici a forma di croce e da una parola in greco “staurus“, ovvero “croce”. La studiosa è affiancata dall’altero Kaspar Glauser-Roist, capo delle Guardie Svizzere e, successivamente, dal professor Farag Boswell.

C’è qualcosa nascosto nel Purgatorio della Divina Commedia di Dante Alighieri.
Inizia, per i tre protagonisti, un’avventura in giro per il mondo tra manufatti ormai perduti e prove iniziatiche, che cambieranno il loro modo di vedere e rapportarsi alla vita. Suor Ottavia verrà sconvolta completamente dai cambiamenti ma, finalmente, si riappropierà della sua vera vita: più coscienziosa, più coraggiosa, forte e più.. viva.

 

Lo stile di Matilde Asensi è superalativo: fresco, scorrevole e coinvolgente. C’è un sapiente equilibrio tra suspance, storia, originalità, amore e avventura.

I tre protagonisti, attraverso la voce narrante, diventano amici del lettore, che si ritrova coinvolto nelle loro vite, nelle loro sofferenze e, soprattutto, nei dubbi e nei nuovi e sconvolgenti sentimenti di Ottavia.

Ottavia è testarda, colta, spiritosa e fedele alla sua fede: un’eroina forte e meravigliosa a cui mi sono affezionata molto!

L’autrice ha saputo creare una storia avvincente e ha approfondido elementi storici – come la paleografia, diverse vicende storiche e archeologiche e la Divina Commedia – che per molti lettori possono essere sconosciuti, riuscendo a non appesantire la lettura grazie a una scrittura diretta e scorrevole.

L’ultimo Catoneè un thriller davvero affascinante con un tocco di romance che si fonde perfettamente alla storia!
Lo consiglio agli amanti del genere, a coloro che amano le avventure e
i misteri antichi e inspiegabili.. E anche a coloro che amano le storie d’amore delicate e stupende, come quella che troverete in questo meraviglioso romanzo.

 

☆☆