Intervista: Formentera 14 di Gabriele Parpiglia

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Buongiorno lettori,

ieri ho avuto il piacere di incontrare Gabriele Parpiglia

per una veloce intervista dedicata a #Formentera14.

Ecco di cosa abbiamo parlato!

Trama

“Sono passati 16 anni da quando ascolto storie d’amore. Storie finite e infinite, clandestine, sofferte, bugiarde, dolorose, a volte bellissime. In una notte la somma di tutte le storie, ha bussato alla mia porta ed è nato #Formetera14. Un viaggio lungo 14 anni che parte da Milano e arriva a Formentera, luogo sognato ma mai raccontato. Ho iniziato a scrivere, i capitoli correvano uno via l’altro, erano veloci come le gambe di Messi e Cristiano Ronaldo “messe” insieme. Tremavano le mani, non le gambe, ed è nato il libro. Protagonisti due ragazzi: Giacomo detto Jack e Gloria. Lei l’amore puro, vero, sana nell’autenticità dei suoi profondi sentimenti, una ragazza che sa amare come le donne che vogliono amare quando sono innamorate. Lui, beh, è il “libro” da leggere. Poi c’è Formentera, i suoi luoghi nascosti, le stradine sterrate, il sole e i tramonti che non tramontano mai, il Big Sur… Che dire? Ho il cuore a mille. Come se avessi dentro questa storia da sempre. Buon viaggio…”.

Baleari: Formentera. Il sole si spegne, ma mai del tutto, al Big Sur e si addormenta, ma mai del tutto, dall’altra parte del mare. Le stradine sterrate sono punteggiate dagli scooter colorati dei ragazzi che percorrono in un incessante andirivieni i diciassette chilometri su cui si estende la “Isla”, trasformandola in un vortice di spensieratezza in continuo movimento. Formentera è la meta dell’estate dei due protagonisti: Giacomo, detto Jack, e Gloria. Lui, nato al Sud, in un paesino di poche anime è venuto a Milano senza un sogno, senza un vero obiettivo, mantenuto a fatica dai genitori che hanno rinunciato a vivere per costruire un futuro al figlio. Ma Jack non sa cosa sia il futuro. Però ha altre doti: è furbo, veloce, scaltro, conquistatore. Mente bene sapendo di mentire. Un bugiardo che incredibilmente sa farsi amare. Gloria invece è l’amore puro, l’amore in tutte le sue forme. Famiglia borghese all’apparenza sana, lei sana davvero nell’autenticità dei suoi profondi sentimenti. I due si incontrano a Milano, all’università, e si innamorano. Per lei lui è la prima volta, per lui lei è l’opportunità della vita. Come tra i rami dell’albero degli innamorati vicino a Cap de Barbaria a Formentera che decreta l’autenticità di un amore, anche nelle pagine del romanzo tutto accade “non” per caso: lo sliding doors sarà al centro di ogni capitolo fino al capovolgimento finale, dove tutto verrà rimesso in discussione. Forse se l’orecchio di lui non avesse abbandonato la guancia di lei, questo romanzo, no, non si sarebbe mai potuto scrivere. E allora, quattordici anni dopo quell’estate che ha sconvolto la vita di tutti, che ne è di Jack? E di Gloria? La verità è nascosta nell’isola. In terra e in cielo.

Intervista

Mi piace molto quando gli autori raccontano la trama del proprio libro perché riescono a trasmettere molto di più di quella ufficiale. Vorrei sapere con parole tue la storia di “#Formentera 14” e perché hai iniziato a scrivere, dato che è il tuo primo romanzo.

In realtà io ho sempre raccontato le storie degli altri, nel senso che ho fatto la biografia di Emma Marrone, la storia di Matteo Cambi, ho voluto conoscere il mondo dei social raccontando la storia di Gordon però non ho mai messo il mio nome in primo piano. Questa volta l’ho fatto e quindi è il mio primo libro, il mio primo figlio, il mio primo cuore, il mio primo pensiero.. perché secondo me quando uno fa un libro non può pensare “Faccio un libro, che figo”. Quando uno fa un libro ci deve mettere veramente l’anima fino a stare male perché hai la responsabilità nei confronti di chi legge, nei confronti della casa editrice, di chi gli ha dato fiducia, nei confronti anche della storia e dei protagonisti.

Questo libro nasce così: durante un viaggio in treno mi chiedono di fare un romanzo per l’estate 2017. Io lavoro a Chi, sono sedici anni e mezzo che raccolgo storie, alcune le racconti, altre no e quindi ero pieno di storie da un punto di vista emotivo perché ti sei affezionato, hai pianto ai matrimoni.. E inizialmente ho risposto subito di no. Poi tornando a casa, e guardando tutti gli altri scrittori che hanno avuto fortuna nella mia generazione, mi sono reso conto che nessuno aveva ambinentato una storia d’amore in un posto che in realtà è per l’amore: Formentera.
Formentera è un posto dove vanno sei milioni di italiani in vacanza però è anche dove ci sono i ragazzi, le famiglie; in questo modo ho potuto parlare a più generazioni e poi il posto è già figo di suo senza perdersi in parole “sole, cuore, amore e bacio a labbra salate“. Se ci avessi messo il contentuo avrei avuto una bella storia. Quindi avevo il punto di partenza ma non la storia. Una sera poi di ritorno dal Maurizio Costanzo Show mi sono messo davanti al computer e ho scritto sette o otto capitoli tutta la notte. La mattina li ho inviati “se vi piace questo è quello che ho in testa” e dopo due ore mi hanno risposto dicendomi che dovevo andare avanti assolutamente.

Ero consapevole di una cosa: non avrei mai fatto un libro se non avessi avuto la certezza di avere una storia. Io sono sicuro che il libro è bello, ma non perché tutti i commenti sono positivi. Di solito c’è paura nell’ammettere di aver fatto una cosa bella, si pensa sempre “vediamo come va” o “ci conto tanto, speriamo“. Io so che è un bel libro, io so che chi legge questo libro non può restare indifferente perché è vneuto un lavoro figo. Non devo avere paura di dirlo. Di solito io sono pessimista, ma in questo caso sono sicuro. Sono sicuro che chi legge questo libro ritrova se stesso in una sfumatura, in un capitolo, nell’incazzarsi, nel tifare, nell’emozionare, nell’amore. Io ne sono sicuro al 100%.
La definisco la somma di tutte le storie d’amore.

C’è anche un po’ di te nel libro?

Guarda, scrivendo ho capito che chiunque scrive un romanzo non può scrivere qualcosa di fantasia. La fantasia forse andava bene dieci o vent’anni fa, ora ci sono i social che in un certo senso sono distruttori e allo stesso tempo creatori di una nuova fantasia però oggi non puoi permetterti il lusso di scrivere di fantasia perché vieni smontato subito. Infatti la cosa strana è che ancora non sono sbucati gli haters, cioè gente che mi abbia detto “hai scritto una cazzata” ed è giusto che arrivino perché mi servono anche le critiche.
Tornando alla domanda, si è un romanzo ma c’è tanta di quella verità che forse la parola romanzo è sinonimo di verità.

In questo modo, quindi, pensi di raggiungere diversi target di lettori?

È un libro senza età. Non si riferisce ai giovani, non si riferisce a chi deve fare la maturità, si riferisce a tutti. L’ho fatto leggere a Elenoire Casalegno, a Belen, a mia madre, ai miei amici di Reggio Calabria, a blogger, a un mio amico barista e ognuno mi ha dato una risposta diversa. Io ho voluto prima testare e tastare la reazione delle diverse età e ognuno ha una visione diversa. Nessuno ha detto che è un libro per ragazzi o un libro troppo alto perché nel libro c’è la via di mezzo per tutti. Ripeto, chiunque lo legge si riconosce nei personaggi secondo la propria sfumatura, secondo il proprio stile di vita.

Conosco diversi scrittori che una volta concluso il romanzo sentono la mancanza dei propri personaggi, è capitato anche a te?

Ti racconto una cosa assurda che mi è successa. Sono appena tornato da Formentera dove speravo che arrivasse la richiesta perché volevo che le persone chiedessero il libro, soprattutto chi vive in quei tre/quattro punti importanti del posto, ed è successo.
La prima cosa che ho fatto, però, è stata quella di rivivere tutti i luoghi che ho raccontato nel libro e la cosa assurda è che era come se fossi con i protagonisti. Non so come è comprensibile una cosa del genere perché ti fa uscire di testa da quanto è bello, però è come se io avessi avuto i protagonisti accanto a me: mentre guidavo lo vedevo sul motorino, mentre ero in un locale erano seduti accanto a me, li vedevo litigare tra loro.. è una sorta di sliding doors che ti scoppia la mente. È l’esperienza più bella che io abbia vissuto nonostante lavori da sedici anni in tv, in radio, faccio tante di quelle cose che comunque questa è l’esperienza più coinvolgente che ho vissuto nella mia vita.

Pensi di scrivere un altro libro in futuro?

Ora non ci voglio pensare, vorrei godermi il momento. Tutti me lo stanno chiedendo perché il libro ha una sua struttura e mi chiedono la seconda parte.
Per quanto riguarda il futuro, scrivere è la mia vita, è il mio primo lavoro. Scrivo su Instagram, su WhatsApp.. io scrivo e continuerò a scrivere sempre, tanto non te lo può impedire nessuno.
Scrivere è la forma di libertà più bella che ci sia e i social, se utilizzati bene, generano del bene anche attraverso la scrittura.

 “L’amore non è un romanzo a lieto fine.. se il tuo orecchio non si appoggerà sulla sua guancia.”
– #Formentera14