In libreria: 6 marzo

6 MARZO

Io sono il fuoco di Antonio Monda

Quando abbandona la Germania per fuggire a New York, Baldur Cranach ha perso quasi tutto: la moglie, la guerra e la dignità.

Colto e disilluso, ammette candidamente di essere sempre stato un pavido che ha cercato solo il proprio tornaconto: è così che, quasi senza accorgersene, si è ritrovato dalla parte dei nazisti. Sua moglie Hildegard, la donna che ha amato con passione e dedizione, era una fervente sostenitrice del Führer e il suo entusiasmo lo ha sempre contagiato. Ma almeno lei ha avuto “la fortuna di scomparire prima della disfatta”, prima che la loro città, Norimberga, venisse devastata dai liberatori.

Baldur, invece, cerca rifugio proprio a New York, la città dei vincitori, dove possiede un palazzo che uno zio gli ha lasciato in eredità. Ed è proprio in quel luogo privo di storia, nella massa senza identità che vi brulica inesausta, che può finalmente nascondersi, trovare il conforto dell’invisibilità.

C’è solo una cosa in grado di farlo riemergere a forza dal bozzolo di mediocrità e disprezzo in cui si è rifugiato: un nuovo amore. La sua rinascita porta il nome di Sinead, e l’incontro con questa ragazza irlandese – libera, ferita, ma ancora capace di credere in qualcosa – è destinato a sconvolgere la sua intera visione del mondo.

Sesto volume della decalogia newyorkese di Antonio Monda, Io sono il fuoco è una riflessione disarmante sul male e sulla fede, condotta con sguardo lucido ed empatico.

Una parabola di espiazione che si consuma tra le fiamme della grande Storia.

Pagine 156
Euro 18,00

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Manhattan Beach di Jennifer Egan

Una grande casa di mattoni dorati con tende da sole a strisce verdi e gialle che svolazzano dalle finestre affacciate sulla spiaggia, mancano quattro giorni a Natale e fa un freddo cane. Anna Kerrigan, dodici anni, accompagna il padre a far visita a Dexter Styles, un uomo potente che spadroneggia su mezza New York e che, intuisce, è decisivo per la sopravvivenza della sua famiglia. Anna è ipnotizzata dal mare e dall’aria di mistero che sembra circondare la conversazione tra i due adulti.

Anni dopo, suo padre è scomparso e l’America si sta preparando a entrare nella Seconda guerra mondiale. File di navi militari punteggiano l’orizzonte davanti ai cantieri navali dove Anna ha trovato lavoro, ora che alle donne è permesso sostituire gli uomini mentre sono al fronte.

Anna è audace e combattiva – diventerà la prima donna palombaro! -, pronta a superare tutte le linee che dividono il mondo maschile da quello femminile, i ritrovi per le chiacchiere di signorine nubili dai nightclub dove gang­ster e ragazze spavalde ballano scatenati. Ed è qui che una sera rivede Dexter Styles e comincia a intuire i misteri che aleggiano attorno alla scomparsa di suo padre. È l’inizio di molti cambiamenti, nella vita di Anna e della sua famiglia, nella storia di New York.

Jennifer Egan rovescia ancora una volta ogni aspettativa e scrive un romanzo storico, a modo suo. Seguendo Dexter e Anna in un mondo popolato da criminali, marinai, sommozzatori, banchieri aristocratici e uomini del sindacato, immortala le trasformazioni destinate a segnare l’intero secolo: gli anni in cui le donne conquistano libertà e indipendenza, l’America diventa una grande potenza militare, la malavita si mescola all’alta società newyorkese e ai gangster succede una nuova generazione senza scrupoli.

Con la sicurezza abbagliante dei grandi scrittori, Jennifer Egan dà vita a un romanzo destinato a entrare nel canone della letteratura cogliendo in maniera magistrale un momento decisivo nella storia degli uomini e delle donne, dell’America e del mondo intero.

Mia mamma è una spia di Susie Morgenstern

Angélique ha quindici anni ed è una figlia modello: studentessa esemplare, ragazza vivace e piena di interessi, sempre di buon umore e giudiziosa. Vive insieme alla sua famiglia perfetta: un padre e una madre amorevoli, un fratello maggiore gentilissimo e un fratellino adorabile. Persino sua zia ha deciso di mettere la testa a posto e sposarsi! Eppure negli ultimi tempi Angélique sembra aver preso una brutta piega: ha iniziato a fumare, a bere, a frequentare ragazzi poco raccomandabili. E dire che lì, accanto a lei, ci sarebbe il ragazzo perfetto: Arthur. Come è possibile? Cosa è cambiato? Sua madre è sconcertata: ha letto tutto, nero su bianco, sul quaderno rosa fucsia che è stata proprio lei a regalare ad Angélique, e adesso non sa come affrontare la cosa. Non può certo confessare di aver spiato la figlia! Allora come proteggere questa Angélique-Diabolique da se stessa?

Una storia brillante e divertente, che scorre leggera come le nuvole nel sud della Francia, e affronta con grazia e ironia il difficile rapporto madre-figlia.

Età di lettura: da 7 anni.

Pagine 156
Euro 16,00

Traduzione: Simona Brogli

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The game di Davide Morosinotto & Lucia Vaccarino

Questo romanzo è nato da Ce l’hai una storia?, un contest per ragazzi e ragazze sotto i 18 anni per selezionare la migliore idea narrativa per un libro.

Una giuria di esperti ha scelto tra più di duecento l’idea di Francesca Carbotti: «L’atmosfera di paura e angoscia alla Stephen King, il senso di controllo tecnologico (così attuale e così orwelliano) della voce che parla nella testa dei personaggi, il preludio a un atto di coraggio e ribellione alla Hunger Games da parte dei due protagonisti, l’enigmatico “gioco” che allude a manipolazioni da Truman Show. […] Pensiamo che, anche per un autore, ci voglia molto coraggio a raccontare le paure della propria generazione.» Cece ha tredici anni e nessuna voglia di andare a vivere con la madre, che non vede da un sacco di tempo e che per lei è praticamente un’estranea. Ma suo padre deve trasferirsi in America per lavoro e così lei si ritrova catapultata in un piccolo paese, dove i suoi compagni di scuola si conoscono fin dall’asilo, tutti sanno tutto di tutti e non c’è molto da fare per salvarsi dalla noia.

Ma la tranquillità è solo apparente. Cece nota infatti che a scuola accadono cose strane, scherzi di cattivo gusto che sconfinano nella violenza, atti insensati di cui non si conosce l’autore… E comincia a sentir parlare di un terribile gioco, in cui i suoi compagni sono coinvolti e a cui finirà per dover obbedire anche lei.

Un gioco mosso dalla vendetta, dominato dal terrore.

Pagine 204
Euro 17,00

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Faccio salti altissimi di Iacopo Melio

Iacopo Melio è un attivista per i diritti umani e civili: presta la voce a chi non ce l’ha, a chi si sente sconfitto in partenza, a chi ha troppa paura per tirarla fuori, usando parole come «libertà» e «uguaglianza», «giustizia» e «dignità».

Rompiscatole per natura, a sovvertire regole e previsioni ha iniziato presto, scegliendo la vita. Iacopo ha venticinque anni e la sindrome di Escobar, una malattia genetica talmente rara che, secondo la scarsa bibliografia scientifica esistente, comporterebbe sintomi troppo vari per essere classificati. Essendo nato con la camicia, di sintomi ne ha una gran varietà: tra questi, uno straordinario senso dell’umorismo.

Armato di penna e arguzia, e di una pagina Facebook che conta oltre 600.000 followers, rema quotidianamente contro i pregiudizi e i luoghi comuni: bersaglia chi parcheggia nei posti per disabili pensando che siano un inutile favoritismo; chi è convinto che i venticinquenni in carrozzina rimangano bambini per tutta la vita (figuriamoci avere una ragazza); chi dà per scontato che quattro ruote servano per muoversi, ma solo in casa. Per questo, nel 2015 ha fondato #vorreiprendereiltreno, una onlus che si occupa di sensibilizzazione all’abbattimento delle barriere architettoniche e culturali attraverso progetti sul territorio e un’attività mediatica costante.

Faccio salti altissimi è un gioiello di buona scrittura e di autoironia. È un libro in difesa della libertà di essere se stessi, nel rispetto dell’unicità di ciascuno e nel superamento di un fuorviante, oltre che riduttivo, concetto di «normalità», che ci vorrebbe tutti uguali, matrioske prodotte in serie. Ma è anche la storia di un ragazzo come tanti, «pezzi di vita e sogni incollati addosso», con la testa piena di progetti e speranze.