In libreria: 20 marzo

20 MARZO

La cacciatrice di fossili – Mary Anning si racconta di Strada Annalisa

Nel 1812, in Inghilterra, una ragazzina di tredici anni trova il fossile di uno strano mostro marino, oggi conosciuto come Ittiosauro. Inizia così la sua carriera di cercatrice di fossili. E’ la prima a portare alla luce il primo plesiosauro e uno dei primi pterodattili. Di famiglia poverissima, Mary arrotonda le scarse entrate familiari vendendo i fossili di ammoniti che trova sulla spiaggia, ma la sua vera passione – e bravura – è ricostruire lo scheletro intero di creature mai viste prima. Pur non essendo istruita, legge e critica articoli scientifici e discute alla pari con i più importanti scienziati e studiosi dell’epoca; il suo unico problema è che è una donna e per di più di umili origini…

Pagine 112
Euro 12,90

Illustratore: Daniela Tieni

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La distanza che ci separa di Renato Cisneros

Un romanzo insieme documentale ed emozionale che sconvolge per la sua onestà e commuove per il suo innegabile valore universale.

“La mia libertà dipende dalla scrittura. E quanto più scrivo più sarò vicino alla libertà.” È sotto l’effetto di questa spinta, di questa necessità, che Renato Cisneros, scrittore e noto giornalista, si mette alla ricerca dell’uomo che è stato suo padre prima che lui nascesse, prima di diventare un genitore inflessibile e una figura pubblica tanto potente quanto controversa nel Perù degli anni settanta e ottanta, il generale Luis Federico “il Gaucho” Cisneros. 

La distanza che ci separa è una saga famigliare che si ramifica in tutto il Sudamerica, tra rapporti clandestini, rivoluzioni e matrimoni contrastati; è un figlio che dopo aver perso il padre inizia a ripercorrere la sua storia attraverso fotografie in bianco e nero, pagelle scolastiche e lettere. Perché proprio nelle parole scritte pare celarsi la verità, l’essenza dell’uomo nascosto dal personaggio pubblico.

Pagine 352
Euro 19,00

Traduzione: G. Zavagna

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Il cieco di Ortakos di Salvatore Niffoi

«Vi racconterò tutto della mia vita, promesso, senza tralasciare niente. E se sarò bravo, forse riuscirò a farvela sentire e vedere, sì, vedere, proprio io che l’ho vissuta chiuso dentro un bozzolo come una larva di cristiano… Ma prendiamola con calma, che noi ciechi siamo abituati a camminare piano e con gambe invisibili.»

«Avevo capito che nessuno ama la vita quanto un non vedente che la odia.»

Salvatore Niffoi ci rapisce una volta di più con un romanzo breve e un racconto, due storie di cecità vissute nel paesino di Ortakos su due sentieri paralleli, ma percorsi in direzioni opposte.
La prima, quella di Damianu Isperanzosu, su mastru tzecu de Ortakos, cieco dalla nascita e odiato dal padre violento e possessivo per questa sua invalidità. Una pesante croce che si aggiunge alla lunga sequela di rovesci e disgrazie da cui la sua famiglia è afflitta da generazioni. L’unica salvezza, oltre il bene viscerale che gli vuole la madre, sarà l’intelligente carità del medico e del prete del paese: Damianu andrà a scuola, imparerà a leggere con le dita, e grazie alla passione per la letteratura – che fa «immaginare i colori nascosti del mondo degli altri» – potrà andare a cercare fortuna «in continente». Ma il richiamo della propria terra, delle proprie radici, sarà irreprimibile. Un’esistenza vista con gli occhi di un cieco, intrisa di buio masticato inghiottendo dolore e rabbia, ma anche di tutto il calore e l’amore che tatto e destino gli faranno incontrare sulla strada. Fino alla notte del miracolo.
La seconda, quella di Paolo, ragazzo soprannominato Pasodoble a causa della sua mania per il tango, che sceglie sin da piccolo «di non vivere la propria vita, per vivere tutte quelle degli altri attraverso i libri», e poi recludersi in convento.

Ambientate in una Barbagia infera eppure meravigliosa, e narrate con una lingua cruda, lirica, sismica, due storie che hanno la propria chiave nel mistero della vsione. Di chi, mettendo a rischio ogni giorno la propria vita, forse riacquista la vista perché attraverso il dolore ne ha maturata una più profonda, e di chi, come Paolo, alla fine deve perderla, perché troppo sicuro di «aver visto tutto quello che c’era da vedere».  

Pagine 156
Euro 16,00