Recensione: Il confine di un attimo di Jessica Ann Redmerski

Trama:

“Siamo in viaggio insieme da quasi due settimane. Abbiamo dormito nello stesso letto e ci siamo sfiorati.. Eppure eccoci qui, ai lati opposti di una spessa parete di vetro. Posiamo le dita sulla superficie trasparente, ci guardiamo negli occhi e sappiamo cosa vogliamo, ma quel vetro resta lì. O è perfetto autocontrollo, o è una forma perfetta di tortura.”

Un viaggio on the road. Un incontro speciale. La scoperta di sè, del sesso, dell’amore vero.
Camryn Bennett, vent’anni, non è certo il tipo da restare ingabbiata in una vita ripetitiva sempre uguale a se stessa. Ma da quando il suo ragazzo è morto in un terribile incidente, niente sembra più importarle davvero… Dopo che anche la sua migliore amica le volta le spalle, Camryn salta su un autobus, con solo un telefono cellulare e una piccola borsa, decisa a fuggire da tutti coloro che la vogliono incasellare in una vita che non le appartiene. Nel viaggio incontra un ragazzo di nome Andrew Parrish, un tipo non molto diverso da lei, da cui si sente irresistibilmente attratta. Andrew vive la vita come se non ci fosse domani: la provoca, la diverte, la protegge, la seduce, le insegna ad assaporare ogni singolo momento e ad ascoltare le sue emozioni più profonde, i suoi desideri più veri e inconfessati. Ben presto diventa il centro della sua vita. Ma Camryn ha giurato di non lasciarsi andare mai più, di non innamorarsi mai più… E il segreto che Andrew nasconde li spingerà irrimediabilmente insieme o li distruggerà per sempre?

 

Recensione:

❤️❤️❤️❤️❤️

“Rimuginare, pianificare.. tutte cazzate.” Dice. “Rimugini sul passato e non riesci ad andare avanti. Passi troppo tempo a pianificare il futuro e ti muovi all’indietro, oppure resti immobili nello stesso posto per tutta la vita.” Aggancia il mio sguardo. “Vivi nel presente” afferma con un tono serio “dove tutto accade al momento giusto. Prenditi il tempo che ti serve, poni un limite ai brutti ricordi e arriverai ovunque tu voglia molto più velocemente e con molte meno difficoltà lungo la strada.”

Camryn ha vent’anni, ha superato la morte del suo ragazzo del liceo, il divorzio dei suoi genitori, il dolore e la delusione per suo fratello Cole in prigione e il tradimento del suo ultimo ragazzo.  La sua vita monotona le sta stretta e da tempo sogna di partire in un viaggio verso il nulla.

“Be’, pensaci un momento.” Mi sporgo sul tavolo e concentro tutta l’attenzione su di lei. “Solo tu, uno zaino e lo stretto necessario. Niente bollette da pagare. Nessun bisogno di alzarsi alla stessa ora per andare al lavoro, un lavoro che odi, tra l’altro. Solo tu e il mondo che ti aspetta. Non sai cosa ti porterà il domani, chi incontrerai, cosa mangerai a pranzo o dove dormirai.” Mi rendo conto di essere talmente persa nelle mie fantasticherie che forse, per un attimo, sembro io quella fissata.

Quando anche Natalie, la sua migliore amica, le volta le spalle decide che è il momento di buttarsi e parte con il primo autobus per l’Idaho.

Andrew Parrish è un ragazzo di venticinque anni che sta andando a trovare il padre, gravemente malato, in ospedale. Il loro rapporto è stato sempre profondo ma dal giorno in cui gli è stato diagnosticato il tumore al cervello ha fatto promettere ai suoi tre figli che non avrebbero pianto, e Andrew vuole mantenere la promessa. Nonostante ciò, il dolore è grande e per affrontare il più tardi possibile la vista di suo padre morente in un letto d’ospedale, decide di fare il viaggio in autobus.

Non nego che sia carino. Capelli corti e arruffati, braccia muscolose e zigomi pronunciati.. E poi le fossette e quel cazzo di sorriso che mi fa venire voglia di fissarlo anche se non vorrei. Ma non è che mi piace, assolutamente no. E’ solo uno sconosciuto su un autobus nel nulla. Non prenderei in considerazione l’idea per niente al mondo. E anche se non fosse un estraneo, anche se lo conoscessi da sei mesi, non lo farei. Mai.

Ed è così che inizia il viaggio dei due protagonisti non solo verso ciò che vogliono scoprire di se stessi ma anche verso un incontro che cambierà completamente la loro vita.

 

Chi non si ritroverà a ridere per i messaggi della pentita Natalie, dopo aver ricevuto una foto di Andrew e Camryn?

“Che c’è, ha già risposto?” Sembra divertito.

“Si”dico, ridendo. “Sapevo che non ci avrebbe messo molto.”

Arrivano altri messaggi in rapida successione, come se dall’altra parte ci fosse una macchina:

 

Cam, CAZZO, è un FIGO! Ma che ti è preso????

CHIAMAMI!!!!

CAMRYN MARYBETH BENNETT! Devi chiamarmi!!

SABATO!!!

STABILE!!!

SIBILO!!!

CORRETTORE AUTOMATICO DEL CAZZO! Odio questa merda di telefono.

SUBITO,dicevo!

O a riflettere per le parole di Andrew:

“Sai una cosa?Ho sempre odiato l’espressione ‘Pensa a chi sta peggio di te’. Certo, lo so che è giusto vedere le cose anche dal punto di vista degli altri: non sono mica stupido, no? Però non è una gara, cazzo. Hai capito?”

Con un padre che sta morendo Andrew ha tutte “le carte in tavola per vincere”, ma farà capire in fretta a Camryn che la sofferenza non è una gara: ognuno ha i suoi problemi e non per questo devono essere sempre sminuiti in confronto a quelli più gravi.

La verità è che queste due anime si cureranno a vicenda: fondamentale sarà la figura di Cam per Andrew nei due momenti più brutti della sua vita e lo stesso per lei che, grazie a lui, tornerà finalmente a provare emozioni vere.

La narrazione è in prima persona e la voce narrante è alternata tra i due protagonisti, dando cosi al lettore una panoramica a 360° delle vicende e dei sentimenti dei personaggi.  La scrittura è semplice e fluida.

Un libro assolutamente consigliato, me ne sono innamorata: l’ho trovato profondo e capace di regalare emozioni bellissime; era da tanto che non piangevo per un libro e questa lettura mi ha colpito dritto al cuore.

Non lasciatevela scappare, non è quello che mi aspettavo ma non mi ha deluso affatto, tutt’altro! Con il solo prezzo del libro avrete la possibilità di viaggiare tra le città d’America e tra i sentimenti dei protagonisti, in cui molti di noi potremmo ritrovarci. 

“Andrew..” Scuoto il capo, mentre le lacrime mi scorrono sulle guance. “Sei sempre stato tu” sussurro con voice roca. “[..], sentivo che mancava qualcosa. Te l’ho detto, quella notte nel campo; ti ho detto che..” Lascio la frase in sospeso. Sorrido e dico: “Sei tu il mio compagno di viaggio. Lo so da molto tempo.” Lo bacio sulle labbra. “Vedere il mondo insieme a te è la cosa che voglio di più. Siamo fatti per stare sulla strada, io e te. E’ lì che voglio essere.”