Recensione: Di me diranno che ho ucciso un angelo di Gisella Laterza

Trama:

È quasi l’alba. Aurora, di ritorno da una festa, sta per addormentarsi sul tram che la porta a casa. Forse è stanca e stordita, forse sta solo fantasticando, ma lo sconosciuto che all’improvviso le rivolge la parola ha un fascino così misterioso da non sembrare umano. In un’atmosfera sospesa tra sogno e realtà, Aurora ascolta la sua storia. La storia di un angelo caduto sulla terra per amore di una demone, deciso a compiere un lungo viaggio alla scoperta dei sentimenti umani per divenire mortale. Un’avventura che forse non è soltanto una fiaba, perché raccontare una storia – e ascoltarla – è il primo passo per farla diventare reale.

 

Recensione:

❤️❤️❤️❤️❤️

Ci sono storie che finiscono anche se sono state belle.

Ci sono storie che finiscono proprio perché sono state belle.

Ci sono storie che è meglio dimenticare,

e altre che ci portiamo addosso.

Ci sono storie che ricordiamo piangendo,

perché ogni storia è unica e irripetibile.

E una volta che l’abbiamo lasciata indietro non la troveremo più.

Ci sono viaggiatori che perdono la propria stella,

e stelle che continuano comunque a brillare.

 

E’ quasi alba, Aurora sta tornando a casa, con il volto rigato di lacrime e il cuore spezzato; vorrebbe andare via, lontano da tutto e da tutti.

Mentre il tram scorre per le vie della città avverte una strana presenza accanto a lei: è un uomo bellissimo, un angelo che vuole diventare un uomo vero.

“Ho imparato” risponde lo sconosciuto “che ad una domanda come – chi sei? – non si risponde con una parola sola” “E con cosa?”

“E’ questo il dilemma. Non lo so. Che cosa sono gli uomini? E le donne? E come sono diventati ciò che sono? E come posso diventarlo io? So solo che tanti uomini sono ciò che non dovrebbero essere. So che tanti uomini e tante donne non riescono a diventare se stessi. Perciò te lo chiedo di nuovo: come si diventa se stessi? Che cosa sono gli uomini e le donne? Cosa li rende reali?”

Il bellissimo ragazzo le racconta così la sua storia: è un angelo caduto sulla terra per amore di una demone; presto si accorge che non possono stare insieme, trova asilo presso la casa di un’anziana donna che vive nel bosco e ogni notte osserva la sua demone da lontano.

Un angelo non è pronto a incontrare una demone. Le loro nature sono troppo diverse. Cosa succede se un vento troppo forte incontra una fiamma troppo debole? Il vento smorza la fiamma. Ma se un vento dolce soffia su una fiamma ardente, la fiamma si ravviva. Tu ora sei il vento impetuoso. Sei disposta a cambiare per raggiungere il tuo angelo?

L’angelo non riconosce il sentimento che prova, non sa cos’è l’amore perché non conosce le emozioni umane, e, grazie all’aiuto della donna, capisce che deve diventare un po’ meno angelo e un po’ più uomo per poter stare con la demone.

Il protagonista parte alla scoperta del mondo e ogni persona che incontra lo aiuta a prendere coscienza di se stesso e dell’umanità; tante sono le storie che vengono raccontate e ognuna, alla fine, troverà una collocazione precisa nel disegno generale.

In parallelo alla sua storia, l’autrice si dedica anche alle vicende della demone che viaggia per il mondo alla ricerca della sua stella caduta.

 

Con un linguaggio semplice ma estremamente metaforico, Gisella Laterza ha creato qualcosa di unico nel suo genere.  

Questo libro è un vortice di emozioni che trasporta il lettore in una dimensione tra il sogno e la realtà. Viene naturale, infatti, identificarsi con Aurora e ascoltare rapiti l’autrice, chiedendoci se ciò che stiamo leggendo è davvero accaduto o no.

Il viaggio dell’angelo diventa quello del lettore, che non può fare a meno di rimanere affascinato e rapito dalle parole e dagli insegnamenti di persone tanto vere quanto poco descritte nei particolari. Si avverte l’obbiettivo dell’autrice di evidenziare gli animi dei personaggi piuttosto che i loro involucri: come un pittore che crea un’opera così comunicativa che chi la osserva vede solo il disegno, il messaggio e non la cornice.

“La vita è fumo?”chiese. “Si” rispose la donna, piena di malinconia. “La vita è fumo, la vita è cenere. E l’unico modo per vivere è lasciare che entri, che penetri fino in fondo, lasciare che ti annerisca i polmoni. Ed è per questo che ti fa così paura, angelo candido: perché vivere significa inquinare se stessi. Ed è per questo che ti affascina tanto: perché la vita, proprio nell’istante in cui si consuma più intensamente, prende, nell’aria, una bella forma.”

 

Leggetelo per ricordare, leggetelo per vivere un sogno, leggetelo per non sentirsi soli, leggetelo per tornare ad amare.

“Gli uomini” continuò il frate indagando il cielo “si lamentano sempre di essere soli. In realtà gli unici che sono veramente soli sono quelli che non sanno stare soli con se stessi. Capisci?”