Blogtour “Il silenzio dei miei passi” ∼ Carcassone

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Buongiorno lettori,

oggi con tanta felicità vi presento il nuovo libro del viaggiatore Claudio Pelizzeni:

“IL SILENZIO DEI MIEI PASSI”, da Bobbio a Santiago a piedi in un viaggio davvero appassionante!

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Trama

CLAUDIO PELIZZENI, DOPO AVER ATTRAVERSATO IL MONDO SENZA AEREI, È DIVENTATO UNO DEI PIÙ NOTI TRAVEL BLOGGER ITALIANI; IL CAMMINO DI SANTIAGO, PERCORSO IN SILENZIO, HA RAPPRESENTATO UN RITORNO ALL’ESSENZA STESSA DEL VIAGGIO. 

È STATO UN DISCONNETTERSI DAL MONDO VIRTUALE, PER TORNARE AD ASCOLTARE SE STESSO, IL SUO CORPO E I SUOI PENSIERI. SENZA PARLARE, PER APRIRSI AGLI ALTRI: PRONTO AD ACCOGLIERE LE STORIE DI CHI AVREBBE INCONTRATO LUNGO LA STRADA.

«Sono un pellegrino sul cammino di Santiago di Compostela. Ho scelto di percorrerlo facendo voto di silenzio: pertanto tu parlami, ma io potrò comunicare con te solo scrivendo.»
Con questo biglietto, scritto in cinque lingue, Claudio Pelizzeni ha percorso a piedi gli oltre duemila chilometri che separano Bobbio, nell’Appennino piacentino, da Santiago di Compostela.
Tantissime sono le persone che ogni anno intraprendono “il Cammino”, il viaggio per eccellenza: c’è chi lo fa come pellegrinaggio della fede e chi lo affronta in chiave laica, come tappa simbolica di un percorso personale o, più semplicemente, come esperienza immancabile nel curriculum di un viaggiatore che si rispetti. Per Claudio ha significato riscoprire «gli incontri, le persone, la vita, quella vera. Camminare lento, secondo le stagioni e il ritmo del sole». Perché se è vero che il viaggio è metafora della vita, nel Cammino la vita ritrova la sua essenza: affrontare la solitudine e condividere col prossimo; accettare la sofferenza del corpo ed emozionarti per le cose più semplici; metterti in dubbio e credere in te stesso, cadere e rialzarti mille volte, pur di raggiungere quella meta, quel sogno che ti guida come un faro.

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Dopo aver girato il mondo,attraversato decine di Paesi, confrontandomi con diverse culture, non potevo che farlo a modo mio, alzando in qualche modo l’asticella, elevando il coefficiente di rischio e di incognite: dall’Italia con voto di silenzio.

Così parte il viaggio di Claudio Pelizzeni: dopo aver viaggiato per quasi tre anni a piedi da solo intorno al mondo ci ha raccontato la sua storia personale nel libro “L’orizzonte ogni giorno un po’ più in là“.

Oggi Claudio torna con una nuova sfida, con un nuovo passo, con nuove emozioni e dolori. Questa volta la scelta è il famoso cammino di Santiago. Claudio parte dalla sua casa natale, Bobbio, e decide di intraprendere il cammino fino a Santiago a piedi con voto di silenzio per prendere una pausa dal mondo, soprattutto quello virtuale. Vuole dedicarsi all’ascolto delle persone, all’ascolto dei silenzi e della natura.

E io perché sto compiendo un pellegrinaggio? Perché ho fatto del viaggio, dell’errare la mia vita? Bizzarro il fatto che errare significhi anche commettere errori.
Non so rispondere. Sono partito, il cammino è il viaggio per antonomasia, è ricerca della verità.
Perché invece il mio voto? Perché in un mondo dove viene premiato chi fa più chiasso, io ho scelto di fare più rumore possibile, in silenzio.

Durante il suo viaggio ci racconta delle sue sofferenze, della sua determinazione e noi lettori ci ritroviamo a essere compagni silenziosi del suo cammino attraverso le città e i boschi.

Il silenzio dei miei passi“, come il libro precedente, non sono solo letteratura di viaggio, non possono essere “rimpiccioliti” in questa categoria perché sono molto di più: è la storia di Claudio, la storia di un viaggio profondo, divertente, che ha arricchito l’autore e arricchisce noi lettori perché non solo ci permette di ascoltare i silenzio dei suoi passi ma ci pone di fronte a delle domande che spesso non ci facciamo. Scopriamo il meglio di noi uomini: chi accoglie il tuo voto così tanto da ricambiarlo per rispetto della tua scelta, chi ne è infastidito, chi ne è intrigato e ben accetto.

Forse stiamo davvero perdendo noi stessi nel mondo che ci siamo creati e a volte dovremmo tutti fare silenzio e ascoltare ciò che il nostro io e le altre persone ci comunicano.

Una storia emozionante fatta di fatica, dolore, passione e tanto coraggio e determinazione. Abbracciamo la fatica e il dolore e facciamo nostre queste emozioni per poi tornare a vivere al meglio ogni attimo della nostra vita.

Soffrire è assolutamente normale, soprattutto sul Cammino, e poi anche nella vita. Non è un caso che il cammino, il viaggio, siano metafore della vita stessa. Serve andare a fondo, serve toccarlo per sapere cosa realmente significhi.
E a chi tende a evitare le sofferenze, dico che si sbaglia: occorre smetterla di schivare il dolore, occorre affrontarlo. Serve per comprendere i propri limiti: dove non arrivare, cosa non toccare. Serve per comprendere le proprie forze e ritrovarne la consapevolezza. Va abbracciato, ogni tanto, bisogna farci due chiacchiere, perché è dalla sofferenza che che spesso si ha la spinta propulsiva a ripartire di slancio. Il momento può anche essere negativo, ma se l’atteggiamento mentale con cui l’affrontiamo è positivo, quello che punta è un arcobaleno: lo si può scorgere solo ed esclusivamente dopo le tempeste o sotto le cascate, dove la potenza dell’acqua si riversa; e allora, perché no, anche dalla potenza delle lacrime.

Tra le pagine di questo libro ho riscoperto le parole, la passione, la bravura nel raccontare e raccontarsi dell’autore; leggere un autore che ti piace, è un po’ come un piccolo ritorno a casa.
Quindi bentornati a casa, lettori, “Il silenzio dei miei passi” vi aspetta e sono curiosa di sapere cosa ne pensate!

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Ora vorrei viaggiare insieme a voi alla scoperta del viaggio di Claudio da Bobbio a Santiago di Compostela.

La prima tappa ha visto protagonista Marta di Voglio essere sommersa dai libri che ci ha parlato della splendida Bobbio. E ve la riporto qui: Bobbio su Voglio essere sommersa dai libri.

Oggi io vi parlo di una tappa importante nel viaggio del nostro protagonista: Carcassone.

Ho scelto di parlarvi di Carcassone perché si decanta la bellezza di questo paese come uno dei borghi medievali più belli al mondo e guardando le foto potremmo forse dubitarne?

Inoltre è una tappa importante del viaggio del protagonista perché sulla via per Carcassone, a pochi chilometri dalla città, Claudio si trova la strada sbarrata da un fiume. E’ in corso un’esondazione e non ci sono vie d’uscita. Torna presso l’albergo nel quale ha pernottato e la speranza che il livello dell’acqua cali evapora dopo poche ore quando viene raggiunto da diverse persone che cercano un riparo e le notizie al telegiornale continuano a peggiorare.

E cosa c’è di particolare in questa piccola avventura?

C’è che insieme all’autore, rifletto anch’io sulla casualità della vita, sui sentieri che decidiamo di seguire – a volte anche a discapito di altri all’apparenza migliori o solo diversi.

Se il giorno prima Claudio non avesse accettato un passaggio lungo la strada e se fosse partito la mattina dopo qualche ora prima anziché rilassarsi di fronte a una sana colazione, si sarebbe ritrovato per strada, quella stessa strada piena di acqua, fango, lacrime e terrore.

Mi è rimasto impresso questo passaggio e mi ha emozionato, perché a volte veniamo guidati nel nostro percorso da qualcosa di esterno che possono essere dei pensieri sussurrati all’orecchio, delle persone che troviamo sul nostro percorso o il nostro inspiegabile istinto. La casualità, il destino, ha diversi modi per farci avvertire la sua presenza nelle nostre vite e io sono convinta che questo sia uno di questi casi.

Superato quei luoghi danneggiati dall’esondazione, Claudio Pelizzeni arriva a Lourdes.. ma questa è un’altra tappa del suo viaggio.

Ora voglio ricordare con voi la bellezza di questi luoghi, che non vedo l’ora di poter visitare in futuro!

Buona lettura e buon viaggio a tutti voi, lettori. ¡ultreya!