Blog tour “L’ultima mano di burraco” di Serena Venditto _ Intervista ai personaggi

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Buongiorno, lettori!

Eccoci arrivati all’ultima tappa di questo splendido blog tour dedicato a

L’ultima mano di burraco” di Serena Venditto!

Oggi vi presento una divertente intervista ai personaggi dei libri di Serena Venditto,

conosciamoli insieme!

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Buongiorno a tutti! Come state? So che siete alle prese con un’importante indagine quindi grazie per aver trovato del tempo per passare di qui!

Malù: Ma ti pare, c’è sempre tempo per fare due chiacchiere. Caffè? Chi fa il caffè? Ariel, tu, che Kobe non è capace.

Mycroft: Meow!

Ariel: Subito!

Vi va di presentarvi ai vostri lettori?

Malù: Io sono Marialuisa Ferrari, ma tutti mi chiamano Malù. Sì, come la coppa panna e cacao. Sono un’archeologa, mi sono laureata all’Orientale e ora sto facendo il dottorato di ricerca. Siccome mi piacciono le investigazioni archeologiche e non, la mia grande passione sono i libri in cui ci scappa il morto, di ogni epoca, in particolare quelli di fine Ottocento, inizi Novecento. È per questo che il commissario De Iuliis mi ha chiesto una consulenza su questo caso misterioso… un delitto in codice! Ah, sono l’umana di questo meraviglioso micione nero di nome Mycroft. Sì, come il fratello di Sherlock Holmes.

Mycroft: Mememeow!

Samuel: Io mi chiamo Samuel Solinas, mia madre è nigeriana e mio padre è sardo, sono venuto a Napoli con mia sorella per studiare scienze politiche, ma  non mi sono mai laureato, non mi chiedere perché; poi ho cominciato a lavorare, faccio il rappresentante di articoli per gelaterie. Gioco a calcetto e fantacalcio, mi piace leggere e cucinare, ogni tanto suono la chitarra. Sono l’unico con la macchina, e mi tocca scarrozzarle in giro. In questi giorni in cui il commissario ha affidato a Malù il caso della morte del professor Serra sto facendo il tassista!

Malù: Si è dimenticato di dire che siccome è alto alto e nero nero e lavora con i gelati ormai il suo nome è Magnum.

Samuel: Solo per quella scema della mia coinquilina. Mi hai interrotto, non ho detto la cosa più importante: che sono fidanzato con quella signorina là.

Ariel: Ah, ehm, sì. Oddio, non mi fare arrossire! Sì, Hamilton. Ariel Hamilton. Mamma italiana e papà americano, per lavoro traduco romanzi brutti. Quei romanzi zuccherosi e melensi con gli agrumi nel titolo, oppure quelli con i tacchi a spillo, o ambientati a Parigi. Quelli che vedi all’autogrill e pensi, ma chi la legge ‘sta robaccia? Ecco, io non so chi la legge, ma so chi la traduce: io! Ho fatto la tesi sulla punteggiatura in Joyce e poi… vabbè, mi ci pago l’affitto, che devo fare? Sì, sto con Samuel, ma ho il classico ex ingombrante: si chiama Andrea, ed è ispettore di polizia. Il commissario che ci ha coinvolti nelle indagini è il suo capo. Situazione rilassante, eh?

Kobe: Ariel, tu sempre esagera! Tu bravissima a gesticolare la situazione.

In coro: Gestire, Kobe!

Kobe: Uh, ok. Io non bravissimo in italiano. Loro dicono che parlo come libro in frullatore. Sono pianista, venuto in Italia per stare con mia amata Ayumi.

Malù: Di cui è vergognosamente geloso!

Kobe: Perché lei studia violino a Cremona, ma poi per lavoro fare orribilissime spietate di moda. Io odio spietate di moda che lei fa!

Ariel: Ovviamente sono sfilate. Ayumi è bellissima!

Mycroft: Mememeow!

Malù: Sì, e poi c’è lui. Il mio adorabile micione nero con gli occhi verdi, goloso di dolci e di tutti i dettagli che non quadrano. Come avviene e sempre negli omicidi, vero amore?

Mycroft: Ron ron

Se Ariel rispecchia John Watson e Malù Sherlock Holmes – chi sono gli altri personaggi che vivono al 221 di Baker. oh, no, scusate! …Volevo dire all’interno 5 di Via Atri 36?

Malù: Mycroft è la lente di ingrandimento di Sherlock, vero?!

Mycroft: Meow!

Samuel: Io e Kobe siamo gli Irregolari, sempre in giro a cercare indizi per queste due! A volte poi io mi sento Fritz, il cuoco di Nero Wolfe.

Kobe: pure io! Queste due non cucinano mai!

Ariel: Dai, quasi mai!

Kobe:ultima volta tu cucinato era insalata di pomodori…

Ariel: era buonissima!

Chi avverte delle somiglianze con Mrs Hudson?

Samuel: Senza dubbio la professoressa Papararo. È una prof di latino e greco in pensione, e siccome abita al piano terra fa la portiera, ma seleziona gli ingressi facendo domande piuttosto insidiose a chi non abita nel palazzo. Tipo, all’impiegato che doveva leggere il contatore del gas ieri ha chiesto la data della battaglia di Azio!

Come vi siete trovati tutti sotto lo stesso tetto?

Malù: io sono arrivata per prima, è stata la mia prima casa da studentessa. All’epoca vivevo con una commessa di un negozio e due ragazze che facevano giurisprudenza. Poi sono cambiate due formazioni, finché non è arrivato Samuel, poi Kobe e infine Ariel, che è venuta ad abitare qui dopo che Andrea è scappato di casa. Non finirò mai di ringraziarlo per averti abbandonato in maniera così brutale!

Ariel: Non capisco mai se dici sul serio o mi prendi per…

Mycroft: Mememeow!

Ariel: Ecco, appunto!

Come riuscite a gestire la convivenza? Raccontateci un episodio che vi rappresenta!

Samuel: ogni cosa a turno, bucato, pulizia, aspirapolvere (che con un gatto in casa è fondamentale). Poi siamo tutti molto fieri della nostre radici enogastronomiche: indagare mette appetito! E quindi una volta ci siamo ritrovati a tavola con un piatto di caciocavallo (Malù), fregola (io), pancake (Ariel, è una delle poche cose che sa fare bene)

Ariel: Lui sarebbe quello che mi ama…

Samuel: Dicevo, pancake e sashimi di salmone (Kobe). Mentre pensavamo che vino abbinare e che cosa mangiare per primo Mycroft aveva già assaggiato quasi tutto!

Quali sono le passioni che vi accomunano?

Ariel: Cinema, libri, musica. Pranzetti multietnici, appunto. Per colpa di Malù, ci appassioniamo anche alla indagini, ormai. Ma non ci facciamo sentire, non lo ammetterei mai davanti a lei!

Ci potete parlare del nuovo caso?

Malù: Il professor Temistocle Serra, professore di Teoria dei giochi e delle decisioni, è stato trovato morto a casa sua dalla cameriera. Probabilmente avvelenato. Non sanno se è omicidio, suicidio, o morte naturale, ma di una cosa sono certi: davanti a se aveva una sequenza di carte da gioco perfettamente in ordine. Un messaggio in codice, come nei romanzi gialli dell’età dell’oro. E quindi il commissario De Iuliis ha chiamato me. E quindi noi. Non mi vorrete mica lasciare da sola? Che senso ha indagare senza spalla, miei irregolari di Via Atri 36!

Grazie ancora per essere stati miei graditi ospiti. In bocca al lupo per le vostre indagini!

In coro: Viva il lupo! E anche il gatto!

Mycroft: Meow!

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Trovate tutte le altre bellissime tappe qui:

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Ci ritroviamo tutti qui domani per la recensione! 

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