Blog tour “Il dono” di Siri Pettersen – Recap “Il marciume”

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Buonasera figli di Odino,

c’è stato un misanderstunding, io in più sono fuori come un balcone

e avrei dovuto postare IERI la mia tappa.

Perdonatemi ho sbagliato data!

Quindi eccomi qui a parlare FINALMENTE del riassunto

del secondo capitolo della serie “Raven Rings”!

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Trama

Hirka è prigioniera di un mondo morente, divisa tra cacciatori di teste, nati dalle carogne e la nostalgia di Rime: per rivederlo sacrificherebbe ogni cosa.
Nel nostro mondo a lei sconosciuto, è un bersaglio facile e la lotta per la sopravvivenza non è nulla rispetto a ciò che accadrà quando prenderà coscienza della propria identità.
La fonte del marciume ha bramato la libertà per mille anni. Una libertà che soltanto Hirka può dare.

Recap

Abbiamo lasciato Hirka e Rime alle prese con un nuovo mondo per una e una nuova vita come Portatore del Corvo per l’altro, alle prese con un addio sofferto e… inutile.

Ebbene sì, ciò che caratterizza i primi capitoli del secondo capitolo della serie è l’inutilità del gesto di Hirka: vi ricordo che Hirka è una figlia di Odino, una Senzacoda, e additata come il marciume privo di Dono eppure tra le mani di Rime il Dono di quest’ultimo aumenta di intensità proprio grazie a Hirka.

I nostri protagonisti erano convinti che facendo tornare Hirka nel suo mondo avrebbero chiuso il cerchio dei corvi e impedito agli Orbi di invadere Ymslanda.

Purtroppo è chiaro che così non è stato perché mentre Rime è alle prese con un Consiglio alla deriva, con la consapevolezza che tutto ciò in cui ha creduto non esiste, deve avere anche a che fare con degli strani attacchi che possono essere soltanto riconducibili agli Orbi e sono davvero troppo vicini a Manfalla.

Era prigioniero. Inchiodato a un luogo che non avrebbe mai sentito come suo. Quello era il seggio di Ilume, madre di sua madre. E lui aveva giurato di non sedervisi mai. E invece eccolo qui. Consigliere. Rime-fadri. Portatore del Corvo. Circondato da nemici che approfittavano d’ogni singolo istante di veglia per tramare la sua caduta.

Eppure la separazione da Hirka lo rende debole, rabbioso e impotente.

“Inoltre su un punto hanno ragione. Diversi àuguri ci hanno abbandonati, e ciò avrà delle conseguenze”.
“Non ti hanno mai detto che non puoi impedire alla gente di abbandonarti?” Rime si sentì messo a nudo dalle sue stesse parole. Distolse rabbioso lo sguardo dal cerchio di pietre, e batté i pugni sulla ringhiera.

Mentre Rime è alle prese con il Consiglio e il suo bisogno di sapere si scontra con un muro di ignoranza e segreti, Hirka è alle prese in un mondo nuovo e tremendamente sconosciuto.

Ormai sono circa sei mesi che Hirka è arrivata sulla terra: ha imparato a parlare la lingua degli umani e lei e Kuro hanno trovato un luogo in cui stare grazie a padre Brody che le ha offerto ospitalità nella sua Chiesa.

Presto, però, si rende conto che non potrà stare in quella Chiesa per sempre: padre Brody e altre persone fanno troppe domande alle cui risposte non credono e ha capito che verrà cacciata anche da questo luogo. Inoltre Kuro non sta bene, sembra indebolito e ciò la preoccupa tantissimo.

Allora una notte prende Kuro e la sua sacca e scappa via dalla Chiesa ma dopo pochi passi capisce di essere pedinata e si nasconde in una serra. È proprio qui che succederà qualcosa di assurdo in Kuro: piccoli e deboli rantoli fino a morire e poi il corpo del corvo si squarcia facendo fuoriuscire un uomo, un nato da una carogna.

OH.MIO.DIO.

Passato lo shock iniziale, scopriamo che Naiell è uno dei primi, i Dreyri, colui che ha sconfitto i suoi simili, che ha salvato Ymslanda… Capite cosa intendo? Io ci ho messo qualche secondo in più rispetto a Hirka: è il Veggente!

Colui che Hirka ha tante volte rinnegato è vivo, reale, un essere immortale di tremila anni.

Hirka si tirò su a sedere e guardò l’Orbo. Le attraversò la mente tutto ciò che aveva sentito dire sul Veggente.
Un caos di immagini e parole. Era l’Orbo che aveva voltato le spalle alla propria gente per salvare Ymslanda. Aveva assunto le sembianze d’un corvo. Il Veggente che la gente aveva adorato per mille anni. Il Veggente che non esisteva. Non era proprio quello, ciò a cui aveva assistito? Kuro che cambiava forma, da corvo a Orbo?

Se già la storia era intrigante, passionale e piena di pathos, in questi capitoli tutto è ancora più amplificato!

Tra i vari eventi che le sono accaduti si è imbattuta in Stefan, un umano che ha passato la sua vita cacciando i Vardar, umani contaminati dal marciume di Graal, un essere spaventoso e potente che li nutre con il proprio sangue e allunga loro la vita.

Sentì che la bocca le si tendeva in una smorfia. Aveva abbandonato Rime. Lui l’aveva baciata. Lei l’aveva fermato, senza motivo. Lei non era il marciume, non lo era mai stata. E ormai era troppo tardi.
Non era altro che un’arma. Inseguita da un vecchissimo signore della guerra, un nato da una carogna, che voleva distruggere tutto ciò che lei amava.

E poi sorprendentemente la trama si infittisce ancora di più quando scopriamo che..

Naiell digrignò i denti. “Sì wai umkhadari dòsal”.
Hirka e Stefan si guardarono. Le parole appartenevano a una lingua che nessuno dei due capiva. Naiell guardò Hirka e ripeté in ymslandese: “E’ mio fratello”.

Quindi, ricapitolando, Naiell e Graal sono fratelli e Naiell ha difeso tutta Ymslanda proprio da Graal e dagli altri Orbi scacciando il fratello sulla terra come punizione.
Graal si è fortificato, ha creato una rete di contatti, è un immortale in un mondo di mortali al suo servizio e ora è anche riuscito ad aprire il cerchio dei corvi proprio grazie a Hirka, ha bisogno di lei come ha bisogno del suo contatto a Ymslanda, Damayanti, che è alle prese con il compito di coinvolgere e circuire proprio Rime-fadri.

Scusatemi, sto cercando di RIASSUMERE ma è davvero difficile perché i romanzi di Siri Petterson sono pregni di azione, suspence, segreti svelati e complessi intrighi e, soprattutto, la storia è davvero piena di avvenimenti importanti!

Nel frattempo a Ymslanda, Rime sta cercando di trovare delle risposte sulla sua figura e sulla storia del suo popolo e nel contempo anche di scoprire un modo per sconfiggere gli Orbi prima che la paura infetti tutti fino ad arrivare a gesti disperati per difendersi.

“Un tempo c’era un sapere riguardo ai nabyrin, fadri. E ai cerchi dei corvi. Certo che c’era, ma nulla è sopravvissuto allo skynrok”.
“Skynrok?”. Rime aveva sentito quel termine, ma non riusciva a ricordare quando e dove.
“La morte della conoscenza. La fine di tutta la saggezza. I cerchi dei corvi furono demoliti, praticamente tutti quanti. E i libri vennero brucati. Non c’è un solo pastore che non conosca questa storia. Si dice che abbiano bruciato tanti libri quanti sono quelli che vedi qui.”

Per fortuna il nostro Rime non si arrende e scopre che in realtà quei preziosi volumi pregni di sapere e conoscenza non sono mai stati distrutti ma sono stati nascosti e conservati dalle sole tre persone a conoscenza del segreto in cui sono custoditi.
Riesce quindi a documentarsi e scopre anche lui ciò che è successo più di mille anni fa: la guerra, l’esilio di Graal, Naiell e comprende (anche grazie a una spintarella di Damayanti) che Hirka è stata la chiave di tutto. Pensa di non aver fatto nulla per impedirle di partire, di averla mandata a morire..

E poi si rende conto che è stato il Consiglio a barattare il suo esilio e la sua furia è grande quasi quanto il suo dolore.

Quante tacche le sarebbe spettate per questo? Per averlo abbandonato in cambio della lealtà di Jalardin?
Tutto il buono a Ymslanad se n’era andato insieme a lei. E lui non lo aveva impedito. Aveva lasciato che partisse. Per andare da chi? Da un nato da una carogna, un bruto assetato di sangue, prigioniero presso gli umani più a lungo di quanto chiunque potesse immaginare. I pensieri di Rime ruotavano inesorabilmente intorno a ciò che avrebbe preferito non sapere: che cosa le sarebbe successo? A che scopo l’avrebbero utilizzata? Per spalancare le porte? Per una nuova guerra?

Questo libro è davvero troppo complesso per riassumerlo! Ma vi ricordate di questi bellissimi passaggi? Saltiamo da Rime a Hirka in un crescendo di intrecci al cardiopalma!

E poi c’è la nostra stupenda protagonista (amo la sua forza!) che capisce di essere la figlia di Graal:

Rise di nuovo, e il riso le provocò una fitta, sia allo stomaco che al cuore. Era un’Orba per metà, la figlia di Graal. La discendenza di un vecchio Orbo che aveva più di mille anni, e stava dando loro la caccia. L’aveva detto Urd, senza giri di parole, che era stato suo padre ad infettarlo col marciume. Un padre che aveva potere su Urd e sugli Orbi. E che a loro la voleva sacrificare. Chi altri poteva mai essere?
Ma lei era anche una figlia di Odino. Un’umana. Chi era dunque sua madre?

Da qui il ritmo diventa ancora più veloce: Rime è sempre alle prese con la sua rabbia, impotenza e con la frustrazione di avere a che fare con i membri del Consiglio. Quando si reca a Ravnohv per raccontare a Eirik ciò che sta accadendo e per chiedergli di ricoprire la carica di Urd all’interno del Consiglio, viene quasi – si fa per dire – ucciso da un sicario inviato da un membro del Consiglio e accecato dalla rabbia torna a Manfalla e progetta una punizione davanti a tutto il popolo.

Peccato che al posto del suo nemico si presenta il suo maestro all’interno dei Kolgakka e come lui gli ha insegnato anche durante le ultime vicende, deve concludere ciò che ha iniziato e si trova costretto a ucciderlo.

Rime ormai non sa più come poter impedire che la guerra si dilaghi anche ad Ymslanda e decide di allearsi proprio con Graal, ingerendo il becco del corvo e diventando un suo servitore pur di poter contrattare la vita di Hirka e proteggerla dal mondo in cui è stata costretta ad andare.

Ragazzi, qui raggiungiamo livelli che Romeo e Giulietta, SCANSATEVE!

In tutto questo, nel frattempo, Hirka riesce a impossessarsi di un libro che capisce essere molto importante per Graal ma ci sono dei dubbi che la tormentano, un istinto che poche volte l’ha smentita e decide di fidarsi di ciò che dice Graal, perché forse per quanto suo padre si un essere immortale, un Orbo, Naiell è colui che ha più da perdere e non vuole affrontare il popolo che tradito.

Da questo momento è un sussegguirsi di azione: Hirka escogita un elaborato piano per far affrontare faccia a faccia i due fratelli, cercando di non spargere ulteriore sangue ma dando giustizia a un mondo che non l’ha mai voluta.

E Rime? Rime, quando scopre che Hirka è la figlia di Graal e che sta rischiando la vita fidandosi del Veggente decide di attraversare il cerchio dei corvi e andare a salvarla, anche a costo di abbandonare il suo mondo e privarsi della coda.

Quindi nel bel mezzo del piano, spunta Rime sulla Terra al fianco di Graal e il piano si compie: Hirka ora ha la fedeltà dei seguaci di Graal, vuole riportare Naiell dagli Orbi per dargli la giusta punizione e dare a Graal un ultimo assaggio del Dono. Non gli promette Ymslanda ma c’è la speranza di una possibile pace.. una convivenza..?

Troppe forze contrastanti, il mondo degli Orbi da una parte e il mondo degli ymslandesi dall’altra e Hirka in equilibrio tra queste forze.

Rime è tornato a casa e ora tocca anche a lei tornare nel luogo dal quale è stata cacciata..

Hirka si guardò le galosce gialle. Poi sollevò lo sguardo,ed entrò tra le pietre.
Lo spazio tra i mondi la inghiottì.

Spero che questo riassunto abbia reso merito a un libro così complesso, avvincente e unico!

Siete pronti al terzo e ultimo capitolo della serie? Trovate “Il Dono” in libreria!

Dimenticavo! Se volte recuperare il recap del primo capitolo “La figlia di Odino”, lo potete trovare qui: Recap “La figlia di Odino“!

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Ecco tutte le tappe del nostro blog tour!