Blog tour: Chiudi gli occhi di Monique Scisci ∼ Un caffè con l’autrice

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Buongiorno a tutti,

oggi vi presento la quarta tappa del blog tour dedicato a

“Chiudi gli occhi”, il nuovo romanzo di Monique Scisci!

Trama

Josephine è una donna di successo, fiera, combattiva e soprattutto autoritaria. A trentacinque anni è già presidente di un’importante agenzia pubblicitaria. È abituata a controllare tutto e la sua vita ruota attorno alla società che ha ereditato in seguito alla morte del padre. Divisa tra il lavoro e una famiglia sgangherata, Josephine si concentra sulla carriera a scapito delle sue relazioni personali, finché un giorno, durante un viaggio di lavoro a Dubai, incontra Meds, tipico uomo del nord dal fascino glaciale. Meds è un dominatore esperto e ambito nel mondo sommerso del BDSM, ma si concede raramente e rifugge qualsivoglia coinvolgimento emotivo. L’uomo, infatti, nasconde un segreto che non intende rivelarle, un segreto che vincola i suoi sentimenti e che lo obbliga a mantenere le distanze da chiunque. Eppure sarà sempre più difficile per lui nascondere ciò che prova realmente.

Intervista

Le ho fatto qualche domanda per voi ed ecco cosa mi ha raccontato:

Ciao Monica, grazie per essere qui con me. Partiamo da qualcosa di semplice: raccontaci di cosa parla “Chiudi gli occhi”

Chiudi gli occhi’ racconta la storia di Josephine Lewis, una donna di successo, forte e moderna che, tolta la patina dorata dell’upper class newyorkese in cui sembra muoversi con disinvoltura, non è diversa dalle donne che incrociamo tutti i giorni per strada. Ha dovuto, per spirito di sopravvivenza, adattarsi alle dinamiche di un mondo prevalentemente maschile, concedendo poco spazio alla vita privata. È a capo dell’agenzia pubblicitaria fondata dal padre e la sua vita ruota attorno al lavoro. L’incontro con Mads Kavén, il misterioso e affascinante professore di filosofia che conosce durante un viaggio a Dubai, le aprirà le porte di un mondo nascosto e intrigante che libererà la sua mente da ogni inibizione e le permetterà di entrare in contatto con la parte più intima di se stessa. L’erotismo, all’interno del tessuto narrativo su cui si dipana la storia dei due protagonisti, è il fil rouge che evolve parallelo ai personaggi e che si intreccia a pulsioni viscerali e intense, quasi primitive. Tuttavia Mads è un uomo complesso, difficile da raggiungere e il segreto che nasconde lo induce a prendere le distanze da tutti, persino da Josephine. Ciononostante, incontro dopo incontro, sarà sempre più difficile per lui trattenere i suoi sentimenti.

“In un modo che non sapevo spiegarmi, mi ero sentita libera. Gli avevo ceduto il controllo e il dolore era stato il prezzo da pagare per raggiungere quello stato di totale abbandono. Il piacere aveva sgombrato la mia mente. La rabbia era stata una conseguenza logica, l’incastro di un ingranaggio.”

Josephine dopo il primo incontro con Mads è dapprima sconvolta, poi infuriata per un simile comportamento e poi intrigata da come quell’esperienza l’ha fatta sentire. Puoi parlarci di Josephine? Penso che per quanto sia una donna forte e di successo, in lei ci sia ognuna di noi. Le sensazioni che ha assaporato sono sempre state dentro di lei pronte a essere liberate o prendono vita dentro di lei proprio dopo l’incontro con un uomo come Mads?

Josephine è una donna autoritaria, non ha un indole remissiva, è abituata ad esercitare il controllo su tutto quello che la circonda. Ha seguito gli insegnamenti del padre da cui ha imparato a nascondere la sua vulnerabilità, perché un leader non deve mai mostrare il fianco. Tuttavia, l’incontro con Mads Kavén fa scattare qualcosa dentro di lei, crea una falla sulla corazza che ha costruito per difendersi dal mondo. In un modo che inizialmente non riesce a spiegarsi, con lui si sente libera e protetta. Forse per la prima volta riesce ad abbandonarsi completamente, complici le dinamiche che lui mette in atto per dominarla e non solo sessualmente. Attraverso il sesso estremo Josephine riesce a spogliarsi di tutti gli strati di cui è composta. Il mondo in cui Mads la conduce, se in un primo momento la spaventa, successivamente la fa sentire parte di qualcosa.
Presto comincerà a sentirsi sempre più a suo agio con le regole che lui le impone, scoprendo aspetti desideri che non aveva mai sperimentato prima. Se fosse sempre stata incline a questo genere di pratiche è difficile dirlo. Lui le apre le porte di un universo in cui lei si riconosce. Probabilmente certe pulsione fanno sempre parte di noi, ma abbiamo bisogno che qualcuno ci insegni a riconoscerle e a viverle.

Come ti sei documentata per poter parlare così ampiamente dell’universo BDSM?

Ho scoperto il mondo dell’erotismo estremo anni fa, grazie a un documentario che spiegava il tipo di legame che si crea tra due persone che decidono consensualmente di interpretare ruoli predefiniti nell’intimità e/o nella vita di tutti i giorni. Questo tipo di filosofia, infatti, può non limitarsi alla camera da letto, c’è chi vive il Bdsm H24.
A ogni modo, mi ha subito incuriosito l’aspetto psicologico di queste relazioni così fortemente connotate da regole, diritti e doveri, e ho iniziato a interrogarmi su quali fossero le molle che spingono una persona a sottomettersi al proprio partner, soprattutto in un’epoca in cui si cerca di raggiungere la parità sessuale in tutti gli ambiti. Non sapevo che alla fine avrei scritto un romanzo su questo genere di legami, ma quando nella mia testa ha iniziato a delinearsi la storia tra Jos e Mads, mi è stato chiaro che il loro rapporto sarebbe stato condizionato da dinamiche estreme, forti, soprattutto a livello emotivo. Quindi ho iniziato a fare ricerche. Prima di tutto ho letto diversi romanzi a tema, partendo dai classici come Histoire d’O, ai racconti di Anais Nin, De Sade con le 120 giornate di Sodoma e altri testi interessanti anche contemporanei.
Se per esempio volete un consiglio, Tiffany Reisz a mio avviso è la regina dei romanzi a sfondo sadomaso. Nei suoi racconti, il sesso estremo va oltre la tecnica, è incastrato nei personaggi in modo imprescindibile. In seguito, non soddisfatta, ho acquistato un manuale sul Bdsm e mi sono iscritta ad alcuni forum tramite cui sono entrata in contatto con persone che hanno avuto la pazienza di rispondere alle mie domande. Ecco perché la stesura di ‘Chiudi gli occhi’ ha richiesto un anno di lavoro, volevo raccontare il ‘mondo sommerso’ nel modo più fedele possibile.

Ci sono delle scene che ti hanno messo in difficoltà durante la stesura del romanzo?

Ovviamente ci sono stati dei passaggi critici che hanno richiesto tempo. Descrivere scene di sesso non è semplice, se poi si parla di situazioni estreme, la difficoltà aumenta. Non volevo impressionare, ma nemmeno essere troppo pacata. Bisognava, innanzi tutto, capire quando inserire l’erotismo nella storia, scegliere le parole giuste da usare, evitare la volgarità, ma al contempo essere diretti senza ricorrere a fronzoli arcaici e rischiare di rallentare il ritmo o peggio, rompere l’armonia.
Detto questo, per rispondere alla tua domanda, sì, la scena più difficile è stata di certo la prima. Non mi riferisco al prologo, quello l’ho scritto di getto. Non so perché, ma avevo le idee chiare su come iniziare. Il passaggio che mi è costato più fatica è stato l’incontro tra Mads e Josephine a Dubai. Forse perché era la prima volta che mi misuravo con l’intensità di un rapporto sessuale vero e proprio e avevo molto dubbi al riguardo. Volevo che la scena risultasse intensa, ma non potevo eccedere, era pur sempre un inizio. Doveva costruire le basi, non stravolgere il lettore. L’immagine era nella mia testa, ma come trasporre quel miraggio sulla pagina bianca di word? Ma, soprattutto, sarei riuscita a trasmettere le sensazioni che avevo in testa anche al lettore? Ho impiegato un’intera settimana per metterci un punto. Inizialmente ho buttato giù lo scheletro della scena, poi ho cominciato ad aggiungere i suoni, i colori e le sensazioni, successivamente sono arrivati i dialoghi, dosati con il contagocce e i movimenti, gli sguardi, i sospiri. Si è trattato di un lavoro certosino.

Pensi che la figura femminile venga sminuita in questa pratica sessuale?

Josephine è un personaggio complesso, parlare di lei non è facile. Con il tempo ho imparato a conoscerla e, soprattutto, a capirla. Tuttavia, la sua caratterizzazione è stata una specie di battaglia, specialmente all’inizio quando era una sagoma indefinita. Ho saputo fin da subito il tipo di donna che doveva essere, ma c’era degli aspetti di lei che andavano indagati, specialmente quelli legati al suo lato masochista. Josephine nasce dalla mia penna, ma per certi versi siamo molto diverse. Io per esempio, ho meno sangue freddo di lei, e un uomo come Mads avrebbe rischiato di distruggermi.

A ogni modo, non volevo dare vita all’ennesimo stereotipo, ci tenevo a renderla credibile anche se stiamo parlando della protagonista di un romanzo e che fosse facile immedesimarsi in lei. Algida si, attaccata al potere, a volte miope, impulsiva, ma vera e piena di emozioni talvolta contraddittorie. Partiamo dal presupposto che stiamo parlando di una donna di potere, un leader in un mondo di uomini in giacca e cravatta. Josephine è sempre stata costretta a rinegoziare la sua autorità a ogni minimo intoppo, per questo diventa man mano sempre più inflessibile. È composta da più strati, alcuni visibili ad occhio nudo, altri nascosti. È una persona forte, esteriormente, caparbia, abituata a gestire ogni cosa, quasi ossessiva per certi versi e concentrata sull’aspetto lavorativo. Di contro, la sua vita privata barcolla. Si concede dei passatempi, non disdegna la compagnia di uomini belli, le piacciono gli sportivi, i fisici atletici,  ma difficilmente si lascia coinvolgere emotivamente. L’incontro con Mads le apre gli occhi, la obbliga a sentire sulla pelle l’intenso bruciore della passione e così scopre un lato di se stessa che forse è sempre stato lì, in silenzio, in un angolo nascosto, in attesa di essere scoperto.

Spesso, durante la stesura del romanzo, mi sono chiesta come sarebbe stata interpretata la figura di Josephine, se il ruolo della donna sarebbe stato sminuito e che tipo di messaggio volevo dare affrontando un argomento delicato come il sadomasochismo. Bisogna, innanzitutto tener conto del fatto che a  sottomettersi non sono solo le donne, ma anche gli uomini, il Bdsm non fa differenze di genere.
Stesso discorso vale per la dominazione, ci sono Master e Mistress, ovvero donne che amano esercitare un certo grado di controllo sul proprio partner. Inoltre, si gioca sempre in un regime di sicurezza e consensualità. Chi pratica sesso estremo è libero di esprimere la propria sessualità al di là del giudizio comune e di sperimentare una fisicità dimenticata senza chiusure mentali. Il punto è che, ognuno fa ciò che vuole in camera da letto, chi siamo noi per giudicare i gusti altrui? Se alcune donne amano sottomettersi per raggiungere il piacere, per quale motivo dovremmo etichettarle? Per farla in breve, non è il Bdsm ad attribuire alle donne ruoli gregari, ancillari, decorativi e ipersessualizzati, bensì a mio avviso, le pubblicità, la televisione tout court che contribuisce a costruire stereotipi, cliché e conseguenti discriminazioni. Josephine, in fondo, è solo una donna che scopre la libertà di fare ciò che vuole e che, durante il percorso, impara ad ascoltarsi.

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Come è nata l’ispirazione per questo romanzo?

Come è nato il romanzo? Difficile dirlo. A differenza degli altri libri che ho scritto, la gestazione è stata lunga. A onor del vero ero combattuta per via del genere. Leggo erotici, ma scriverli è tutta un’altra cosa. Il fatto è che non ricordo chiaramente il preciso istante in cui è scattata la scintilla che mi ha spinto ad accendere il computer. Può essere stato un dettaglio, qualcosa che ho visto, con cui sono entrata in contatto, il volto di una persona che ho incrociato, una frase che ho sentito, un sogno oppure semplicemente un ricordo. Molto spesso sono i personaggi a mettere in moto l’ingranaggio. Li vedo e lentamente prende forma la trama. Per ‘Chiudi gli occhi‘ deve essere successo così. Volevo raccontare la storia di una donna di potere nascosta sotto mille strati e desideravo mettermi in gioco con uno scenario mai sperimentato prima: l’universo del sesso estremo. Mads è nato quasi subito. All’epoca seguivo la serie televisiva ispirata ai romanzi di Thomas Harris in cui Mads Mikkelsen interpretava lo psichiatra criminale Hannibal Lecter. Sono bastate un paio di puntate per capire che lui era il protagonista maschile di cui avevo bisogno.

So che Mads è ben delineato nella tua mente. È nato prima Mads e poi lo hai associato all’attore Mads Mikkelsen o è l’attore ad aver spinto i tuoi ingranaggi di scrittrice a lavorare incessantemente?

Come ti dicevo, durante la stesura di ‘Chiudi gli occhi’ seguivo la serie di Hannibal. All’epoca il personaggio di Mads Kavén era appena abbozzato. Avevo bisogno di un’ispirazione forte perché volevo che il protagonista maschile fosse fortemente caratterizzato. Così ho deciso di concentrarmi sull’attore che interpretava il Dottor Lecter, il danese Mads Mikkelsen. Lui aveva le caratteristiche sia fisiche che psicologiche che mi servivano. Era enigmatico, deciso quanto bastava per incarnare il ruolo del dominatore e combattuto, una miscela esplosiva per il mio scopo. Alla fine ho addirittura deciso di mantenere lo stesso nome.

Ci sono degli autori o autrici che ti hanno particolarmente ispirato?

Di sicuro l’autrice che mi ha più ispirato è stata Tiffany Reisz. Lei è capace di creare delle trame perfette, legami conditi dalla giusta dose di erotismo. Il suo stile è senza fronzoli, ma ricco di profondità. I personaggi della Reisz sono fortemente caratterizzati e credibili.

Quali sono i tuoi progetti futuri? Potremo ritrovare presto i due protagonisti di questa storia così coinvolgente?

Attualmente sto scrivendo il secondo capitolo di ‘Chiudi gli occhi’. Sono di nuovo alle prese con Josephine che dovrà affrontare il segreto di Mads. Entreranno in scena nuovi personaggi, mentre altri lasceranno la serie. Non mancheranno colpi di scena, momenti di grande tensione e decisioni difficili da prendere. La trama è ancora incerta, ho un’idea di dove voglio arrivare, devo solo capire come incastrare i pezzi del puzzle. Sul finale ho ancora qualche dubbio che spero di risolvere nel modo migliore.  

Grazie per aver risposto a tutte le mie domande e in bocca al lupo per la tua nuova avventura!

E voi, lettori, non perdetevi le tappe del nostro blog tour!

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